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ITALIA

Il processo

Rigopiano: circa 110 richieste di costituzione parte civile, udienza aggiornata al 27 settembre 2019

Il disastro dell'Hotel di Farindola (Pescara) che costò la vita a 29 persone, rimaste sotto le macerie della struttura travolta da una valanga il 18 gennaio 2017. In aula una cinquantina di familiari delle vittime con indosso magliette bianche con le foto dei loro cari e la scritta "Rigopiano 29 angeli"

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Si è svolta davanti al gup del tribunale di Pescara la prima udienza preliminare sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) che costò la vita a 29 persone, rimaste sotto le macerie della struttura travolta da una valanga il 18 gennaio 2017.

Presenti, in aula, una cinquantina di familiari delle vittime con indosso magliette bianche con le foto dei loro cari e la scritta "Rigopiano 29 angeli". Le notifiche sono andate tutte a buon fine, dunque il giudice ha provveduto a formulare l'appello degli imputati e poi delle parti offese.

Le richieste di costituzione di parte civile
La seduta è stata subito aggiornata al prossimo 27 settembre, per dare il tempo alle difese di esaminare le circa 110 richieste di costituzione di parte civile, l'udienza preliminare sull'inchiesta principale relativa al disastro. Nella tragedia persero la vita 29 persone. Tra le richieste di costituzione di parte civile, oltre a quelle dei familiari delle vittime e dei superstiti, anche quelle presentate da Inail, Comune di Farindola, Codacons e Cittadinanzattiva. Il procuratore capo di Pescara, interpellato dal gup sull'ammissibilità delle richieste, ha spiegato di ritenerle legittime.

Gli imputati e i reati
Erano solo 7, su 25, gli imputati presenti in aula, tra i quali il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, gli ex sindaci Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico e il dirigente della Regione Abruzzo Pierluigi Caputi. Al centro dell'inchiesta, condotta dal procuratore capo Massimiliano Serpi e del sostituto Andrea Papalia, la mancata realizzazione della carta valanghe, le presunte inadempienze relative a manutenzione e sgombero delle strade di accesso all'hotel e la tardiva attivazione del centro di coordinamento dei soccorsi. I reati ipotizzati dalla Procura vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all'omicidio e lesioni colpose, all'abuso d'ufficio e al falso ideologico. Le indagini sono state condotte dai carabinieri forestali di Pescara.

Il superstite
"Giudice, sono due anni e mezzo che aspettiamo. Facciamo il prima possibile. A settembre va bene, altrimenti prima". Lo ha gridato, nell'aula 1 del tribunale di Pescara dove era in corso la prima udienza preliminare sul disastro dell'Hotel Rigopiano, il superstite Giampaolo Matrone, che nella tragedia ha perso la moglie, Valentina Cicioni. Mentre l'udienza volgeva al termine, Matrone si trovava nell'area riservata al pubblico.Il gup stava fissando la data del rinvio,cercando di andare incontro alle esigenze dei tanti avvocati presenti in aula. Dopo che, a causa della indisponibilità di alcuni legali, l'udienza successiva sembrava essere in procinto di slittare a ottobre, Matrone non è riuscito a trattenersi. Il giudice lo ha invitato a mantenere la calma, ricordandogli che non avrebbe potuto prendere la parola e che ci sarebbe stato un periodo di sospensione in agosto, e assicurando che avrebbe cercato di fissare la prossima udienza il prima possibile. L'udienza è stata poi fissata al 27 settembre.

Il legale delle vittime
"Le prime impressioni sono di un gup veramente capace di gestire l'udienza, perché si tratta di un'udienza molto difficile dal punto di vista tecnico, mentre finora ha mostrato di avere polso e fermezza, ma anche comprensione e umanità". Così al termine della prima udienza preliminare l'avvocato che assiste i familiari di quattro vittime della tragedia del 18 gennaio 2017. "L'udienza è stata rinviata a breve e questo dimostra la particolare attenzione della magistratura per questo evento così drammatico - ha detto l'avvocato dellaf amiglia di Sara Angelozzi, un'altra delle 29 vittime - sono soddisfatta per i tempi celeri, essendo un maxi processo ed essendoci oltre cento parti civili costituite".

Il comitato vittime: ottimisti per forza
"Dobbiamo per forza essere ottimisti, altrimenti non riusciamo ad andare avanti. Siamo fiduciosi che emergerà la verità e solo con quella ci sarà giustizia". Lo ha detto Gianluca Tanda, presidente del Comitato vittime di Rigopiano, al termine della prima udienza preliminare. Quanto ai timori circa il dilatarsi dei tempi processuali, Tanda aggiunge: "Siamo arrivati qui con molta calma, abbiamo lottato per due anni e mezzo, combattuto e commemorato. Abbiamo cercato la verità a tutti costi, finora non è emersa tutta, ma emergerà".
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