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ITALIA

Era a capo dell'azienda familiare fondata nel 1927

Rimini. Trovato morto in una camera d'albergo, Francesco D'Avino, il "Re dello zucchero"

Lo avrebbe scoperto l'albergatore, contattato dalla moglie che non riusciva a rintracciarlo. Nessuna conferma sulle cause del decesso

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Doveva essere uno dei tanti ospiti illustri del Sigep, il salone internazionale dedicato al mondo della Gelateria, della Pasticceria e della Panificazione Artigianale in programma fino a mercoledì nel quartiere fieristico della città romagnola, è stato trovato ieri senza vita in una camera d'albergo della città.

La questura non conferma, ma il noto imprenditore napoletanto Francesco D'Avino, 49 anni - forse affetto da disturbi depressivi - si sarebbe tolto la vita impiccandosi. Lo avrebbe scoperto l'albergatore, allertato dalla moglie che non riusciva più a mettersi in contatto col marito. Al Sigep oggi non risultano appuntamenti particolari dell'imprenditore, erede di un brand fondato nel 1927 dal nonno Francesco. Il marchio D'Avino - di cui lo scomparso era amministratore - è uno dei più importanti brand nazionali dell'industria dello zucchero, partner nel corso della stagione calcistica 2016 - 2017 del Napoli Calcio.

La D'Avino nasce come realtà imprenditoriale attiva nel settore della panificazione, ma progressivamente, negli anni, la mission aziendale si sposta verso la commercializzazione della farina e della trasformazione dello zucchero. Al Fondatore succede, alla guida dell'azienda, suo figlio Vincenzo, che favorisce l'ingresso in azienda del giovane Francesco, nei primi tempi messo a dura prova nelle più svariate attività.

Nel sito aziendale, Francesco D'Avino racconta la sua esperienza di imprenditore nato dalla gavetta. "Ricordo - scriveva D'Avino - che quando mio padre mi fece entrare in azienda, fui incaricato di svolgere varie mansioni. Cominciai a fare la gavetta, come tutti: ho fatto il garzone, ho guidato i camion delle consegne, ma ho anche lavato i pavimenti quando era necessario! Questo percorso mi ha permesso di entrare nel cuore della vita aziendale, facendomi apprezzare il valore dello spirito di squadra, in cui ancora oggi la D'Avino crede moltissimo". 
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