TECH

Riprendono i corsi di formazione

E' ora di tornare a scuola, quella digitale

Competenze digitali per i giovani lavoratori del 2020: su questo punta l'Unione europea e anche il governo italiano, che porta avanti alcune iniziative per i disoccupati e mirate alle piccole e medie imprese. Non mancano i corsi di formazioni tenuti da gruppi di investitori, anche loro interessati ai futuri 'supereroi del digitale'.

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di Celia GuimaraesRoma In Italia lo scorso anno il numero di occupati nell'ambito del digitale e dei nuovi media è aumentato del 15% e si prevede una crescita costante: l’Unione europea parla di 900 mila posti di lavoro legati al digitale da coprire nel 2020. Nonostante ciò, le imprese italiane sono in ritardo rispetto a quelle del resto d’Europa per quanto riguarda il livello di digitalizzazione. Peggio ancora, secondo dati confermati di recente dal ministero del Lavoro, il 40% delle piccole e medie imprese italiane non sa che farsene di internet.

Luna: "Rimettersi a studiare"
Un terzo della popolazione italiana non ha mai usato internet e circa la metà non ha competenze digitali di base. La discussione sull'identificazione di azioni concrete per il miglioramento di queste competenze nella scuola e nel lavoro è stato al centro di un recente intervento del Digital Champion italiano Riccardo Luna, che ha sintetizzato così il suo pensiero: "Bisogna rimettersi a studiare, il rilancio dell'economia parte dal digitale".

Skills e salari
Una ricerca della società di headhunting Technical Hunters dedicata al settore digital ha rivelato che i profili più richiesti sono l’e-commerce manager, il web reputation manager, il datawarehouse manager e il Chief technology manager, ma in Italia sono figure professionali difficili da trovare. Inoltre in campo digitale stanno crescendo anche  i salari, specialmente in settori come quelli dell'e-commerce e dei social media, che raggiungono solo in Italia un valore di mercato di oltre 13 miliardi di euro.

Un ponte tra giovani e aziende
Come cambia il lavoro nell’epoca del digitale? Tornando a scuola, puntando sulla formazione. Di questo si è parlato nel corso del DoLab Open Day’15 Digital Smart Working, evento inaugurale dell’anno didattico  della scuola per professioni digitali, nata nel 2013 da un’idea di LVenture Group. “Secondo dati riportati da Tom Friedman su The New York Times, il 47% dei lavori sarà sostituito da macchine entro i prossimi 20 anni. La richiesta di professionisti in ambito digitale invece cresce sempre di più”, ha detto Luigi Capello, Ceo di LVenture Group all’apertura dell’evento. “Dunque è necessaria una formazione adeguata, che guardi al futuro e punti a far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro. Con DoLab vogliamo creare un punto di raccordo tra persone e aziende”. All'Open Day c'erano più di 350 iscritti tra studenti, professionisti, dirigenti e dipendenti aziendali.

La parola agli speaker
Esperienze professionali e ‘case history’ sono stati presentati durante il dibattito su Digital smart working con dati, opportunità, professioni emergenti . Tra gli speaker, Valentina Marini di Hitrea, Dino Amenduni di Proforma, Demetrio Migliorati di Mediolanum,  Andrea Solimene di Seedble, Alessio Carciofi di Your Digital Detox. Attraverso i loro interventi, è emerso come la rivoluzione digitale stia costringendo a un radicale ripensamento dei processi lavorativi perché impatta in maniera trasversale su tutti i settori, dalle risorse umane, alla comunicazione politica, all’organizzazione d’impresa.
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