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CULTURA

Il significato del Premi letterari oggi

La ricetta di Roberto Cotroneo: "Il Premio Strega non dovrebbe seguire il mercato ma indirizzarlo"

Roberto Cotroneo, giornalista, scrittore e critico letterario, intervistato da Rainews.it racconta il suo punto di vista sul premio letterario più importante d'Italia: "Un modo per rendere il Premio meno influenzabile sarebbe aumentare il numero degli 'Amici della Domenica', cioè la giuria". Un pronostico su chi vincerà? "Tutti dicono Francesco Piccolo"

Roberto Cotroneo
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di Carlotta Macerollo "Il Premio Strega avrebbe più senso oggi di tanti anni fa ma dovrebbe cambiare". Parola di Roberto Cotroneo, giornalista, scrittore e critico letterario: "Nel senso che oggi c'è un problema di spaesamento: la letteratura è in aumento, vengono stampati tanti libri e ci sarebbe davvero bisogno di una 'intellighenzia letteraria' con una competenza che indirizzi il mercato e i lettori: e invece, da un certo punto in poi, ha pesato più la vendita dei libri che il loro effettivo valore. Si è cioè pensato che i grandi autori sono quelli che vendono e che scrivono bestseller. Senza contare che l'autore che vende aumenta l'audience in televisione quando è ospite nei talk show e aumenta le vendite dei giornali quando viene intervistato".

"Non dovrebbe seguire il mercato"
"Lo Strega avrebbe un senso se non seguisse il mercato ma, al contrario, desse un'indicazione al mercato. Normalmente però è l'editore che manda al Premio i libri che vendono di più perché, grazie al prestigio del premio letterario, i romanzi solitamente raddoppiano o addirittura triplicano il loro valore: se un editore ha venduto 50mila copie ne venderà così 150mila. Oltretutto la narrativa italiana è un disastro: quasi la metà dei libri in libreria non vende e per alcuni scrittori le 3mila copie vendute sono una chimera".

Il peso degli editori sullo Strega
"Sullo Strega gli editori hanno un peso perché ci sono i giurati che scrivono libri e appartengono ad una scuderia editoriale e quindi a volte si tende a privilegiare un gruppo editoriale e non un altro", sottlinea Cotroneo. Così gli editori indipendenti come gli autori esordienti non hanno possibilità di vincere: "È come un piccolo partito che vince le elezioni: non avrà chance di essere nominato per formare il governo".

Il senso dei premi letterari oggi?
"I premi letterari sono sempre stati un segnale di quella che viene chiamata la 'società letteraria' e segnalavano un libro che aveva un'eccellenza che poteva sfuggire al lettore comune - spiega Cotroneo - Lo Strega è nato dopo la seconda guerra mondiale come un salotto di amici che discuteva e votava il loro libro preferito: la cosa è andata avanti perché Maria Bellonci era una donna molto acuta". Il Premio diventa, quindi, un traino per il mondo della cultura italiana, logorato da oltre vent'anni di dittatura fascista e dal conflitto. "Sì, e poi quando l'editoria cambia, nei primi anni Sessanta e diventa piano piano un'industria, la Mondadori ad esempio pubblica il primo 'Oscar', i premi diventano un modo per quotare i libri".

Il pronostico
Seguendo la legge non scritta dell'alternanza Rizzoli-Mondadori, siccome l'anno scorso ha vinto lo Strega Walter Siti (Rizzoli) quest'anno chi vincerà? "Dicono tutti che vincerà Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti", Einaudi (acquistata nel '94 da Mondadori, ndr). Piccolo è un noto sceneggiatore e autore televisivo che ha scritto un libro sulla sua generazione - spiega Cotroneo - Un libro che parla di un uomo e dell'Italia negli ultimi 50 anni".

Ha mai fatto parte della giuria dello Strega?
"No, mai fatto parte - risponde Cotroneo - ho scritto tante volte contro lo Strega e ci vuole quindi un po' di coerenza. Sicuramente è il premio più importante d'Italia, nazionalpopolare, e aiuta a vendere. Ma lo Strega è molto di più: una fondazione, diretta da Tullio De Mauro, con molte iniziative. Lo Strega e il Campiello sono sicuramente i premi più importanti del nostro tempo".

Una ricetta per rendere lo Strega meno influenzabile?
"L'unico modo per rendere meno diretta l'influenza degli 'Amici della Domenica', cioè la giuria del Premio, è aumentarne il numero: allargare così la società letteraria. La giuria è formata da 400 persone: se li si fa diventare 600-650 il voto sarebbe forse meno prevedibile e staccato dal sistema editoriale italiano".



 
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