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ITALIA

Vertice in Prefettura

Roma. Momenti di tensione tra migranti e agenti durante sgombero di un palazzo occupato

Minori, anziani e persone non autosufficienti - secondo quanto deciso da un vertice in Prefettura - saranno ospitate per sei mesi in alloggi messi a disposizione dalla società di gestione dell'immobil

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Momenti di tensione questa mattina in via Curtatone, nei pressi di Piazza Indipendenza, nel centro storico di Roma, dove la polizia - in tenuta antisommossa - è tornata oggi (dopo il blitz del 19) per proseguire le operazioni di sgombero di un palazzo occupato da migranti.

Vertice in Prefettura
Le famiglie di migranti con minori, disabili e anziani non autosufficienti presenti nel palazzo di via Curtatone a Roma, sgomberato dalla polizia quattro giorni fa, saranno ospitate per sei mesi in alloggi messi a disposizione dalla società di gestione dell'immobile. E' quanto emesro dal vertice in Prefettura al quale partecipano tra gli altri, rappresentanti della Questura, del Comune, della proprietà e della società di gestione per cercare una soluzione per gli sgomberati. 

Presidio in Piazza Indipendenza: da quattro giorni in decine dormono all'aperto
Continua il presidio, con contorno di sacchi neri contenenti tutti i loro averi in vestiario ed altro, da parte degli sgomberati da Palazzo Curtatone, stabile che era occupato abusivamente da anni e che sabato scorso è stato per la quasi totalità 'liberato' dalle forze dell'ordine con un piano predisposto dal Questore di Roma e il coordinamento della Prefettura capitolina.

Si tratta in gran parte di eritrei ed etiopi richiedenti lo status di rifugiati politici o assistenza sussidiaria. E' da giorni che sono accampati nei ridotti spazi verdi della zona antistante lo stabile, praticamente ai margini della sede stradale. Sul posto questa mattina ci sono numerosi agenti di polizia e carabinieri, ed anche Polizia di Roma Capitale. E' in corso un confronto tra le parti per cercare di evitare tensioni o che la situazione degeneri. Con il trascorrere dei giorni si sta evidenziando un problema di ordine pubblico, a detta delle istituzioni, con la presenza di decine e decine di persone, fra uomini e donne, ed anche minori, 'accampati'. 

Proprio ieri il Campidoglio ha ultimato il censimento delle 107 persone "in condizioni di fragilità" che, in seguito allo sgombero avvenuto sabato scorso, erano rimaste temporaneamente presso l'immobile privato. Roma Capitale si sta progressivamente occupando di tutte le fragilità piu' critiche, indirizzando gli aventi diritto presso il circuito di accoglienza (i cosiddetti extra Spraar) predisposto dai Servizi Sociali capitolini. Al momento, sono solo 20 le persone che hanno accettato l'offerta proposta dall'amministrazione, a fronte di numerosi rifiuti. In particolare, sono state assistite donne sole con figli minorenni, disabili, soggetti diabetici, dializzati e affetti da problemi renali.

Gli operatori della Sala Operativa Sociale stanno proseguendo, 24 ore su 24, gli interventi per garantire assistenza a tutte le fragilità. Infatti, in base al decreto legge 14/2017 sulla sicurezza urbana, nei casi di sgomberi di immobili privati occupati, i livelli assistenziali devono in ogni caso essere garantiti agli aventi diritto dagli enti locali e dalle Regioni: è quindi auspicabile, diceva ieri il Campidoglio in una nota, che "l'amministrazione regionale, anche attraverso l'Ater e le Asl, fornisca adeguato contributo per garantire, come stabilito dalla normativa, adeguato supporto". Auspicando l'avvio di un confronto tra i diversi livelli istituzionali, coinvolgendo anche il governo, "affinchè sia sempre garantita la presa in carico di fragilità, rifugiati e richiedenti asilo sulla base del proprio perimetro di competenza". 
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