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ITALIA

Tecnici rapiti, perito: autopsia a Tripoli è stata macelleria. Oggi i funerali

Esami sui corpi degli italiani uccisi, diversi colpi ma non un'esecuzione. Le autopsie in Africa hanno reso impossibile capire arma, distanza e traiettoria. Legale Failla: 'A Tripoli macelleria'. Calcagno: 'Rapitori non parlavano italiano'. 

Rosalba Castro, moglie di Salvatore Failla, al Policlinico Gemelli di Roma
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E' rimasta tutta la notte nella chiesa Santa Tecla di Carlentini, dove alle 15.30 saranno celebrati i funerali, la salma di Salvatore Failla, uno dei due tecnici della Bonatti ucciso in Libia. La bara è davanti l'altare, con dei mazzi di fiori, e davanti sostano familiari, amici e conoscenti. La messa sarà presieduta dall'arcivescovo di Siracusa, monsignor Salvatore Pappalardo. Il sindaco di Carlentini, Giuseppe Basso, ha proclamato per oggi il lutto cittadino in segno di cordoglio, con bandiera a mezz'asta nelle sedi comunali e negli edifici pubblici e invita cittadini e commercianti a esprimere la loro partecipazione sospendendo per un minuto le loro attività durante i funerali.

E anche la salma di Fausto Piano è  arrivata a Cagliari con un volo di linea Alitalia proveniente da Fiumicino. L'aereo, con a bordo la vedova e i tre figli, e' atterrato all'aeroporto poco dopo le 9 con qualche minuto di anticipo rispetto all'orario previsto. La camera ardente sarà allestita nel municipio di Capoterra (Cagliari), dove vive la
famiglia Piano e dove i funerali saranno celebrati alle 15, al palazzetto dello sport, dall'arcivescovo di Cagliari, monsignor Arrigo Miglio, assieme al parroco. 

Il tecnico italiano sarebbe morto per colpi che hanno raggiunto lo sterno e la zona lombare. Queste, secondo i consulenti di parte, i medici legali Luisa Regimenti e Orazio Cascio, le cause del decesso di Salvatore Failla. I due esperti nominati dalla famiglia Failla hanno aggiunto che dalla autopsia eseguita ieri al Gemelli di Roma sono emersi sei fori d'entrata provocati da arma da fuoco, nessuno di questi alla testa, mentre i colpi arrivati a sterno e zona lombare hanno provocato la rottura dei grossi vasi e fegato. Per periti di parte impossibile stabilire l'arma usata. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nello studio dell'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, legale della famiglia Failla, i due esperti che hanno preso parte agli accertamenti autoptici, hanno sottolineato che è impossibile stabilire, alla luce dei rilievi medico legali effettuati in Libia, il tipo di arma che ha ucciso Failla, la distanza da cui sono stati esplosi i proiettili e la traiettoria seguita da questi ultimi. 

Autopsia Failla, femore-omero sinistri fratturati
"La maggiore lesitività sul corpo di Salvatore Failla l'abbiamo riscontrato sul lato sinistro, con la frattura del femore e dell'omero" hanno aggiunto i medici legali Luisa Regimenti e Orazio Cascio. "Le condizioni della vittima - hanno aggiunto - sono quelle di una persona che ha sofferto la prigionia, con barba e capelli lunghi ed un corpo debilitato dalla perdita di peso: 68 chilogrammi a fronte dei 76 quando è partito".

Legale Failla: "Autopsia Tripoli, una macelleria" "Le nostre perplessità sull'autopsia eseguita in Libia si sono rivelate fondate. Il prelievo di parte di tessuti corporei ha reso impossibile l'identificazione dell'arma usata, la distanza e le traiettorie. Non è stata un'autopsia (quella in Libia, ndr) è stata una macelleria". Così l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, ha commentato l'esito dell'autopsia eseguita sul cadavere di Salvatore Failla. "E' stato fatto qualcosa - ha aggiunto l'avvocato - che ha voluto eliminare l'unica prova oggettiva per ricostruire la dinamica dei fatti". Il penalista, che assiste i familiari di Salvatore Failla, ha tuttavia riconosciuto l'impegno dei rappresentanti italiani in Libia che "si sono battuti per evitare questo scempio".

Autopsia Piano: diversi colpi, non esecuzione   E' morto per diversi colpi che lo hanno raggiunto nella parte superiore del corpo Fausto Piano, il tecnico della Bonatti ucciso in Libia. Lo ha accertato l'autopsia compiuta nel pomeriggio nell'Istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli. Anche per Piano, così come per Failla, nessun colpo alla testa, segno che non si è trattato di un'esecuzione.

Estratte schegge proiettile per individuare arma Nel corso dell'autopsia eseguita al Policlinico Gemelli dai cadaveri di Failla e Piano, secondo quanto si è appreso, sono state estratte delle schegge di proiettile che potrebbero consentire di scoprire da quale tipo di arma sono stati sparati. Il pm Sergio Colaiocco ha firmato i nulla osta per la restituzione alle famiglie delle salme.

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