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ITALIA

L'episodio il 26 luglio

Roma. Carabiniere ucciso, Varriale a pm: io e Cerciello ci qualificammo

Sia lui che Cerciello non avevano l'arma di ordinanza con loro. Gli investigatori: quadro accusatorio granitico

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Il vicebrigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, e il suo collega, Andrea Varriale, si qualificarono con i due americani, Finnegan Lee Elder e Christian Gabriele Natale Hjordt, la notte del 26 luglio prima che cominciasse la colluttazione in via Federico Cesi che ha portato alla morte di Cerciello, colpito da 11 coltellate sferrate dal reo confesso Elder.

Varriale, lo scorso 9 agosto, nel corso di un'audizione con i magistrati della Procura di Roma, tra cui anche il procuratore reggente, Michele Prestipino, ha confermato che "quella sera ci qualificammo mostrando la placca identificativa".

In quel racconto, l'unico fornito da Varriale agli inquirenti, che lo ritengono credibile, il carabiniere superstite ha anche ammesso che sia lui che Cerciello non avevano l'arma di ordinanza con loro, perché l'attività di controllo delle piazze di spaccio viene svolta in borghese e con un abbigliamento che rende complesso l'occultamento dell'arma.

Investigatori: quadro accusatorio granitico
Il quadro degli elementi raccolti "rafforza ulteriormente il già granitico quadro accusatorio nei confronti di Christian Gabriel Natale Hjort, che ha pianificato nei minimi dettagli tutte le fasi della condotta delittuosa posta in essere unitamente a Finnegan Lee Elder nel corso di quella nottata, conclusasi con la morte del vicebrigadiere Cerciello". Lo affermano i carabinieri in una informativa depositata dalla procura di Roma in vista dell'udienze davanti al tribunale del Riesame nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio Cerciello.

Per gli inquirenti la posizione di Natale si aggrava anche alla luce del fatto che "l'arma bianca utilizzata per l'omicidio sia stata successivamente collocata nel controsoffitto della stanza, a testimonianza della comune volontà di occultare le prove a loro carico". Circostanza che porta ad escludere "che Natale non fosse a conoscenza dell'accaduto" così come "il contributo linguistico offerto dall'indagato, necessario e determinante nella realizzazione di entrambi i reati".
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