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ITALIA

Fnsi: cronisti minacciati

Roma, Piscitelli vittima di una trappola. Indagini sui clan

Al killer si è inceppata la pistola, accanto a Piscitelli c'era il suo autista-guardaspalle cubano che è poi fuggito

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Potrebbe essere stato vittima di un tranello Fabrizio Piscitelli, 53 anni, noto come Diabolik, ucciso ieri in un parco di Roma con un colpo di pistola alla nuca. Le modalità, una vera e propria esecuzione, fanno pensare che l'uomo era in attesa di qualcuno, seduto ad una panchina, che gli aveva dato appuntamento. Al momento in Procura a Roma non si esclude alcuna pista ma resta privilegiata quella della criminalità organizzata, ovvero clan e non solo italiani.

Tra le piste investigative seguite dagli inquirenti per individuare l'autore dell'omicidio anche quella che porta verso est e i rapporti che Piscitelli aveva da tempo con la mafia albanese. Il nome di Diabolik compare, infatti, anche nelle carte di Mafia Capitale e in particolare del gruppo, la cosiddetta "Batteria di  Ponte Milvio", attivo nella zona nord di Roma e di cui, secondo chi indaga, Piscitelli faceva parte. Spaccio di cocaina il "core business" dell'organizzazione che aveva fitti rapporti d'affari con la criminalità albanese.

Al killer si è inceppata la pistola
Forse doveva essere un duplice omicidio quello di ieri al parco degli Acquedotti che ha visto come unica vittima Fabrizio Piscitelli. Dopo aver sparato la prima volta contro 'Diabolik' al killer si sarebbe inceppata la pistola. Accanto a Piscitelli, infatti, c'era il suo autista-guardaspalle cubano che è poi fuggito. A riferirlo ai poliziotti della Squadra Mobile è stato un testimone. L'uomo, con ogni probabilità un killer professionista, sarebbe poi scappato a piedi. Al vaglio degli investigatori, le immagini delle telecamere di videosorveglianza di zona che potrebbero aver ripreso l'uomo scappato a piedi su via Lemonia. Sotto la lente anche i tabulati telefonici per ricostruire con chi avesse appuntamento Piscitelli. 

In corso autopsia 
È in corso l'autopsia sul corpo di Piscitelli. Il bossolo del proiettile calibro 7,65 esploso dal killer dall'alto verso il basso è stato trovato dagli agenti  della Polizia Scientifica accanto alla testa in un lago di sangue.

Fnsi: nuove minacce ai cronisti
"Ormai chiunque ritiene di poter "molestare" i cronisti che esercitano il diritto di cronaca nel pieno rispetto dei valori racchiusi nell'articolo 21 della Costituzione". Lo sottolineano Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, segretario e presidente Fnsi.

"Questa mattina - proseguono - sono state lanciate minacce e insulti contro chi cercava di documentare l'assassino di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, un evento drammatico, di assoluta rilevanza sociale e che ripropone il tema della presenza di bande aggressive e sanguinarie nel centro di Roma. Per loro sfortuna i molestatori sono stati ripresi e le loro minacce registrate e documentate. Siamo certi che le autorità competenti riusciranno ad individuarli e a sanzionarli come previsto dalla legge".

"Diventa sempre più urgente - concludono -, anche alla luce dei ripetuti episodi di questi giorni, prevedere un aggravante specifica per chi cerca di impedire il libero esercizio di un diritto costituzionale e di un dovere civico".
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