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ITALIA

I processi contro Berlusconi

Caso Ruby: Imane Fadil è morta per aplasia midollare, escluse colpe mediche

La procura concede a 6 mesi dalla morte il nulla osta alla sepoltura, l'inchiesta va verso l'archiviazione. La rabbia del fratello

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Imane Fadil, una delle testimoni chiave dei processi sul caso Ruby contro Silvio Berlusconi, è morta per una aplasia midollare della quale, comunque, sono ancora in corso di accertamento le cause esatte. E' quanto è stato spiegato in Procura a Milano dagli inquirenti che proprio oggi, dopo più di sei mesi dal decesso, hanno dato il nullaosta alla sepoltura. L'inchiesta, da quanto si è saputo, va verso l'archiviazione perché oltre all'ipotesi di morte per un avvelenamento doloso sono state escluse anche responsabilità mediche.

Fatti "tutti gli accertamenti possibili"
Come è stato spiegato, infatti, nell'inchiesta aperta per omicidio volontario sulla morte di Fadil, deceduta lo scorso 1 marzo all'Humanitas di Rozzano dopo una lunga agonia di oltre un mese, sono stati eseguiti in questi mesi dai medici legali, nominati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Luca Gaglio e Antonia Pavan, "tutti gli accertamenti possibili". Sono stati anche crioconservati i campioni di tessuti e organi raccolti, nel caso siano necessarie ulteriori analisi, e dunque oggi la Procura ha deciso di firmare il nulla osta per restituire la salma della modella marocchina ai familiari per il funerale.

Manca ancora la relazione degli esperti
Nel frattempo, la relazione del pool degli esperti, guidato dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, non è stata ancora depositata agli inquirenti, ma è emerso con certezza dalle complesse analisi andate avanti per mesi che la giovane è morta perché il midollo non riusciva più a produrre globuli rossi, ossia per un'aplasia midollare. I medici legali stanno ancora lavorando per capire, se sarà possibile, cosa abbia determinato questa aplasia e gli inquirenti hanno chiesto anche alcune integrazioni su questo punto. Il deposito della relazione è previsto per i prossimi giorni. Ciò che è certo, come era già emerso nelle scorse settimane,è che Fadil è morta per cause naturali, che non si è trattato di un avvelenamento doloso (inizialmente vennero anche rinvenute tracce di radiazioni nel sangue e nelle urine) e, da quanto è stato spiegato, non risultano nemmeno responsabilità mediche.Dunque, dopo il deposito della relazione finale sugli accertamenti autoptici i pm potrebbero decidere di chiedere l'archiviazione dell'indagine.

La rabbia del fratello
"Vogliamo una risposta chiara, vogliamo capire bene come è morta, questa non è una risposta, non è possibile che in poco tempo se ne sia andata via così". Con queste parole Tarek, fratello di Imane Fadil, ha commentato gli esiti degli accertamenti dei medici legali. "Col nullaosta alla sepoltura - ha aggiunto - faremo il nostro funerale, devo parlare ancora con la mia famiglia per capire come e dove, se qua in Italia o in Marocco".
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