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MONDO

Vent'anni fa il genocidio

Rwanda, commemorazione: Ban Ki-Moon: vergogna Onu incancellabile. Kagame attacca Parigi: complice

Il Rwanda torna anche dal palco ad accusare Parigi: ebbe un ruolo "prima, dopo e durante il genocidio", ha ribadito il presidente Kagame in più interviste. Ban Ki-Moon: 20 anni dopo la vergogna del genocidio non è mai stata cancellata

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Kigali Nel giorno nelle commemorazioni del genocidio del Rwanda la storia sembra non avere mai scritto la parola fine. Dopo aver bandito dalla cerimonia ufficiale l'ambasciatore francese, il presidente Paul Kagame attacca esplicitamente Parigi, pur senza farne il nome, durante il discorso di apertura: "Nessun Paese è così potente, anche se lo pensa - ha detto in inglese - da poter cambiare i fatti". Poi, in francese, ha aggiunto: "Dopo tutto, i fatti sono cocciuti". Pesa l'assenza di Michel Flesch, dichiarato persona non grata perchè il presidente rwandese continua ad accusare tramite interviste la Francia di essere responsabile del massacro dove sono state uccise 800 mila persone. 

Ban Ki-Moon: vergogna Onu mai cancellata
Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, presente alla celebrazioni, commenta: vent'anni dopo il genocidio in Rwanda "la vergogna" dell'Onu per non averlo impedito non è stata cancellata. A ricoprire la carica oggi sua, all'epoca, era l'egiziano Boutros Boutros-Ghali.

La fiaccola della memoria
La fiaccola accesa oggi resterà accesa fino al 4 luglio, giorno della presa di Kigali da parte dei ribelli del Fronte Patriottico Rwandese guidati da Paul Kagame. Kigali sono arrivati anche una delegazione americana e quella del Belgio. Il ministro degli Esteri di Bruxelles, Didier Reynders ha sottolineato: "Andiamo per rendere omaggio alle vittime del genocidio, non all'attuale governo di Kigali", governo ripetutamente accusato di lavorare per la destablizzazione della Repubblica Democratica del Congo e di preseguitare i dissidenti anche fuori dai suoi confini.

Kagame: la Francia ha avuto un ruolo attivo nel genocidio 
Il perché del divieto all'ambasciatore francese Kagame lo ha detto chiaramente al quotidiano Libération e alla rivista Jeune Afrique: "La Francia era coinvolta prima, dopo e durante il genocidio”, attribuendo a Parigi un ruolo attivo nella preparazione politica e nell’attuazione di quella cicatrice mai rimarginata della storia africana. Secondo il presidente rwandese e il suo ministro degli Esteri Louise Mushikiwabo la Francia deve affrontare la “difficile verità” del suo coinvolgimento perché “ha avuto un ruolo nel training dei nazionalisti hutu che controllavano l’esercito rwandese prima del 1994 - sostengono - hanno aiutato gli assassini nella fuga, rendendosi anche complici del bagno di sangue. 

La reazione francese: il ministro degli Esteri annulla il viaggio 
Parole che hanno immediatamente spinto il ministro francese della Giustizia, Christiane Taubira, ad annullare la sua partecipazione alle commemorazioni. Da qui la decisione di Parigi di inviare Flesch a cui, ieri, è arrivata la richiesta di non presentarsi: non avrà nemmeno la possibilità di deporre una corona di fiori al memoriale del genocidio di Gisozi. Una rottura che, nonostante la riconciliazione del 2010, segna una battuta d'arresto nelle relazioni, già difficili, tra i due Paesi. 

Lafourcade: l'Operazione Turquoise inizio a genocidio quasi terminato
Da Parigi il generale Jean-Claude Lafourcade, comandante delle forze francesi dell’Operazione Turquoise ricorda che la missione era partita con molto ritardo,a fine giugno del 1994, “quando il 90% dei massacri era ormai già avvenuto”. Ed è con la tempistica dell’operazione che respinge le accuse di Kagame come “infondate e ingiuste”.

 
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