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Web, istituzioni, società e giovani

Safer Internet Day, attenzione al cyberbullismo

Occorre fare prevenzione a scuola per combattere il cyber-bullismo. Oggi tantissime iniziative, ed in Italia parte la giornata nazionale contro questo fenomeno, nell'ambito della Giornata europea della sicurezza in Rete

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L’iniziativa "Safer Internet Day" è nata quattordici anni fa. La Giornata Europea della Sicurezza in Rete è stata indetta dalla Commissione europea e si concentra nella giornata odierna per mettere in guardia gli utenti del Web, specie i più giovani, sulle pericolosità della navigazione online. Si tratta di un complesso ricerche, incontri, testimonianze, siti dedicati, consigli e regole che coinvolgono istituzioni e associazioni con un obiettivo comune: una rete Internet più sicura.

In Italia si occupa di questo tema il ministero dell’istruzione, il Miur, con il portale generazioniconnesse.it, cofinanziato dalla Ue. È coinvolta anche la Polizia postale con l’inziativa “Una vita da social” che giunge alla quarta edizione.

Il 2017 è l’anno dedicato alla lotta al cyber-bullismo.  Si svolge oggi la "Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola" con cui si intende promuovere la lotta contro uno dei fenomeni sociali più caldi dei nostri giorni, cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni e che colpisce soprattutto gli adolescenti e tutti quegli individui percepiti come più deboli o "diversi".



Unicef: un utente su 3 di Internet è un bambino
L'Unicef ricorda che a livello globale un utente di Internet su tre è un bambino. Enormi le possibilità della Rete, ma anche i rischi; e, secondo un un sondaggio realizzato dall'agenzia Onu, oltre la metà (53%) degli adolescenti nel mondo crede fermamente che i bambini e gli adolescenti corrano il rischio di essere vittime di abusi sessuali o di essere sfruttati attraverso il web; e un altro 27% si trova abbastanza d'accordo.

Lo stesso sondaggio rivela che oltre la metà degli adolescenti pensano che i loro amici siano entrati in contatto con situazioni pericolose online, anche se circa 9 intervistati su 10 ritengono di poter evitare i pericoli del web. Il 59% degli adolescenti crede che incontrare nuove persone online sia abbastanza o molto importante per loro, e il 90% pensa che socializzare e comunicare con i propri amici online sia altrettanto importante.

Quando si sentono in pericolo sul web, gli adolescenti si rivolgono più ai propri amici che ai genitori o agli insegnanti, anche se meno della metà degli intervistati è convinta di poter aiutare un amico ad affrontare un pericolo sul web.

La convinzione secondo cui i bambini in Paesi ad alto reddito sarebbero maggiormente vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi su internet non è più vera, vista la rapida espansione di un accesso alla rete internet economico e facile in Paesi a medio e basso reddito attraverso tecnologie mobili. Per esempio, alcuni bambini provenienti da comunità molto povere, come dalle Filippine, dal Madagascar, da El Salvador e dal Brasile, sono stati presi di mira da criminali adulti attraverso piattaforme online. 

"L'utilizzo dei social network, e di internet in generale, ha offerto ai giovani infinite opportunità, sia per la loro istruzione che per il tempo libero, l'imprenditorialità e l'innovazione", ha sottolineato il Presidente dell'UNICEF Italia Giacomo Guerrera. "Ma dobbiamo ricordare che queste opportunità sono spesso accompagnate da rischi. Per questo motivo, dobbiamo fare squadra per rendere il web un posto più sicuro e migliore per tutti, soprattutto per i bambini e gli adolescenti. Dal cyberbullismo all'utilizzo di social network, ogni anno il Safer Internet Day vuole aumentare la consapevolezza su queste tematiche, anche coinvolgendo le persone, soprattutto i più giovani, a suggerire soluzioni per affrontare il problema. Vogliamo rendere gli adolescenti protagonisti della loro stessa sicurezza".

UNICEF Italia fa parte dell'Advisory Board del Progetto Safer Internet e, attraverso le sue attività di Educazione ai Diritti rivolte al mondo della scuola, è impegnato nella promozione dell'uso sicuro della rete.  Il Programma "Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi", promosso dall'UNICEF Italia in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), che vede annualmente l'adesione di più di 1.200 scuole su tutto il territorio nazionale, è stato inserito dal MIUR tra le attività e i progetti di prevenzione di forme di esclusione, discriminazione, bullismo e cyberbullismo, in piena sintonia con le indicazioni contenute nelle "Linee di contrasto al bullismo e al cyberbullismo", emanate dal Ministero dell'Istruzione. 

I programmi RAI dedicati al cyberbullismo 
Per sostenere la campagna di prevenzione lanciata su tutto il territorio italiano, il servizio pubblico propone una serie di approfondimenti e spazi dedicati sulle sue reti generaliste e specializzate.

Già domenica scorsa nel corso di “Unomattina in famiglia” è stata rilanciata la tematica con interventi in studio di esperti, genitori e insegnati. Oggi, in particolare, si occupano di bullismo e il cyberbullismo, promuovendone la Giornata, il programma di Rai1 "La Prova del cuoco", di Rai2 "I Fatti Vostri" e "Detto Fatto", di Rai3 "Geo" e "Mi manda Raitre" nel suo appuntamento mattutino. 

La Campagna Nazionale ideata dal MIUR e denominata "Il nodo blu contro il bullismo", che vede gli studenti e le scuole italiane dire NO alla piaga della violenza sui più giovani, sarà al centro della puntata de Il Giorno e la Storia, in onda in più fasce orarie su Rai Storia ( alle 00:10 e in replica alle 5:30, 8:30, 11:30, 14:00, e alle 20:10).

Telefono Azzurro rinnova protocollo
In riferimento alla sola parte emersa del fenomeno Telefono Azzurro ha gestito nel 2016 una media di 1 caso al giorno tramite il team di operatori e psicologi operativi 24 ore su 24 alla linea d'ascolto gratuita 1.96.96 e la chat su azzurro.it  Le segnalazioni di episodi di bullismo e cyberbullismo riguardano il 10% delle richieste di aiuto rivolte a Telefono Azzurro e provengono per la maggior parte dal Nord (il 46%), il 31% dal sud e isole, dal centro il 23. Addirittura Il 35% degli studenti dichiara di essere stato oggetto di bullismo psicologico a scuola.

Anche la sua manifestazione 2.0, il cyber bullismo, è altrettanto impietosa, come rivelano i risultati di un'indagine Doxa condotta dall'Associazione, secondo cui ben il 48% degli intervistati ha paura di incontrare su internet persone che non sono chi dicono di essere; il 41% teme di essere contattato da estranei che chiedono numero di telefono e indirizzo o in generale informazioni personali; il 41% teme di ricevere richieste sessuali da adulti o di essere molestati nelle app di gioco (36%). 

Il web in generale non viene percepito come un posto sicuro, ma terreno fertile di hate speech (ogni discorso che incita la violenza o azioni mirate ad aumentare il pregiudizio contro categorie di persone) e contenuti offensivi, soprattutto che riguardavano l'orientamento sessuale (23%), la razza (20%) e le caratteristiche fisiche (16%).

L'esperienza trentennale di Telefono Azzurro sul tema porta oggi al rinnovo del Protocollo di Intesa tra il MIUR e l'Associazione per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo. Telefono Azzurro d'intesa con la Direzione Generale per lo Studente del MIUR - attiverà  anche quest'anno e per i prossimi tre anni interventi di sensibilizzazione per far acquisire agli alunni la consapevolezza delle problematiche connesse al disagio e favorire lo sviluppo di comportamenti prosociali.

Ricerca Microsoft: il 58% dei giovani ha incontrato autore minaccia online
Il 51% delle persone ha incontrato dal vivo l'autore di una minaccia online, la percentuale sale al 58% tra i più giovani. È il dato allarmante che emerge dallo studio Microsoft Digital civility index che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti e degli adulti in 14 paesi, rispetto all'educazione civica digitale e alla sicurezza online.

La ricerca è stata presentata a Roma durante l'incontro "Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in rete", organizzato da Microsoft Italia e Fondazione mondo digitale, De Agostini scuola e Polizia postale e delle comunicazioni, con il patrocinio dell'assessorato Rroma semplice. Hanno preso parte oltre 250 studenti e docenti di varie scuole italiane.

La ricerca ha esaminato l'esposizione degli intervistati a 17 rischi online in quattro aree: di comportamento, di reputazione, invadenze sessuali e personali. È risultato che il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Si sale al 78% se si includono anche esperienze di amici e familiari. Il 62% ha inoltre dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online, mentre il 48% dei giovani ha dichiarato di sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.

Tra le conseguenze principali dell'aver corso dei rischi online, oltre ad un generale aumento del livello di stress (il 23% si dichiara più stressato), la ricerca evidenzia due reazioni rilevanti: il 30% degli intervistati dice di aver perso fiducia nelle persone nella vita reale, il 18% ha perso un amico. Infine, il 42% ha ristretto le impostazioni relative alla privacy sui social media, mentre il 21% ha ridotto la condivisione di informazioni personali.

“Con il Digital civility index Microsoft intende promuovere l'educazione civica 4.0 specialmente tra i giovani. È un invito a far sì che internet sia accessibile e più sicuro con il contributo di tutti", dice Paola Andreozzi responsabile philanthrophies di Microsoft Italia. "Aumentare le attività di formazione dedicata e di sensibilizzazione degli studenti, ma anche dei genitori e dei docenti è essenziale per fornire tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la rete può nascondere e fare in modo che internet possa rappresentare un'opportunità e non un limite", spiega Nunzia Ciardi, direttore del servizio Polizia postale e delle comunicazioni.

Per l'assessora a Roma semplice, Flavia Marzano, "il digitale impone una nuova educazione civica e una nuova consapevolezza degli strumenti utilizzati. Da questo punto di vista la scuola riveste un ruolo centrale perché deve educare ad un uso responsabile delle nuove tecnologie. Per questo tra le priorità dell'assessorato Roma semplice c'è la diffusione della cultura digitale che promuoviamo attraverso il progetto dei punti Roma facile, spazi assistiti di facilitazione digitale sul territorio, dove teniamo seminari gratuiti dedicati a vari temi tra cui la sensibilizzazione sui rischi connessi all'utilizzo della rete".

"La vera sfida educativa - sottolinea Mirta Michilli, direttore generale di fondazione mondo digitale - è usare la tecnologia per sviluppare atteggiamenti e comportamenti coerenti, rispettosi, sostenibili". "De Agostini scuola valorizza e promuove l'uso delle nuove tecnologie, pur non sottovalutandone i rischi", dichiara Gian Luca pulvirenti, presidente di De Agostini scuola.
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