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MONDO

Presidenziali

Saied nuovo Presidente: "Costruiremo nuova Tunisia"

Il giurista ha ottenuto il 75% dei consensi. Secondo l'istituto di sondaggi Sigma circa il 90% degli elettori fra i 18 e i 25 anni ha votato per Saied mentre la percentuale scende al 49.2% in quelli sopra i 60 anni

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Soprannominato 'Robocop' perché si muove in modo rigido e un po' meccanico, Kais Saied, il giurista ultraconservatore che si presenta come candidato indipendente e antisistema, è diventato il terzo presidente eletto a Tunisi dopo il trionfo, nel 2011, della rivoluzione dei Gelsomini che aveva disarcionato la dittatura di Zinedine el-Abidine Ben Ali.

Dopo la sorprendente vittoria al primo turno con il 18,7 per cento dei voti, si è aggiudicato la vittoria con oltre il 75% dei consensi, davanti a populista magnate della televisione, Nabil Karoui, e sopo aver ottenuto l'appoggio di vari dei suoi rivali al primo turno, tra i quali il candidato di Ennahda, il partito religioso conservatore di tendenza islamista che vinse le municipali del 2018 e ha 'bissato' con le legislative di domenica scorsa. Si era schierato con lui anche il primo ministro, Youssef al-Shahed, per un voto, aveva detto, contro la corruzione, una velata allusione a Karoui, messo in libertà lo scorso mercoledì dopo un mese e mezzo in prigione preventiva, perché accusato di evasione fiscale e riciclaggio di denaro.

Non si può dire che sia un prograssista, Saied. "Si volta pagina", ha detto dopo la vittoria, lasciando intendere un percorso presidenziale segnato dal nazionalismo e dall'avversione verso i valori occidentali: vuole ripristinare la pena di morte, oggetto di una moratoria dopo il trionfo della rivoluzione; considera l'omosessualità un costume alieno dalla società tunisina, introdotta dall'estero per destabilizzarla ed è anche dubbioso sull'uguaglianza di genere, che vuole equiparare i diritti tra uomini e donne in contrapposizione a Sharia.

Protezionista in economia, ritiene che la principali riforma di cui il Paese ha bisogno è la decentralizzazione, una riforma che non potrà attuare perché non di competenza della presidenza- e ha appena messo a punto altre proposte per rilanciare un'economia che soffre degli stessi problemi dei tempi di dittatura: corruzione e disoccupazione elevata che perpetuano la disuguaglianza, limitano le possibilità di sviluppo personale e spingono i flussi migratori. 
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