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SALUTE

Balzanelli: caso turista francese dimostra sistema inadeguato

Salerno, Sis 118: "Italia in assurdo ritardo su geolocalizzazione chiamate"

Il presidente della Società Italiana Sistema (Sis) 118: "In Italia le Centrali operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d'emergenza, pur essendo esplicitamente previsto dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2009"

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È "insostenibile" il ritardo dell'Italia nei sistemi di geolocalizzazione sul territorio, prevista come obbligatoria dalla legislazione europea, che impone a tutti gli stati membri di garantire la localizzazione di chi chiama i numeri di emergenza per chiedere soccorso. Questa, in sintesi, la denuncia del presidente nazionale della Società Italiana Sistema (Sis) 118 Mario Balzanelli, riguardo alla vicenda dell'escursionista Simon Gautier, scomparso in Cilento dopo la telefonata al 118, poi trovato morto in una scarpata. Un caso - secondo Balzanelli che "rende palese l'assurda, insostenibile evidenza secondo cui in Italia le Centrali operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d'emergenza, pur essendo esplicitamente previsto dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2009".

"In Italia, peraltro - denuncia ancora Balzanelli - non è ancora disponibile il sistema tecnologico 'Advanced mobile location'" (Aml), grazie al quale, pure in assenza di rete internet, dallo smartphone di chi richieda il soccorso parte immediatamente un sms al 112 che comunica le coordinate Gps corrispondenti esattamente al punto in cui si trova la vittima", afferma. Balzanelli in proposito cita "Jérôme Pâris, direttore della European Emergency Number Association (Eeena)" secondo il quale " l'Aml dovrebbe essere già attivo in Italia" visto che "ha già ricevuto denaro pubblico europeo per una prima fase di test nel 2016/2017".

E ancora, spiega Balzanelli: "nonostante l'Europa abbia sancito, in ambito legislativo continentale, che il numero unico dell'emergenza 112 si affianchi parallelamente rispetto ai numeri nazionali dell'Emergenza e non affatto che li sostituisca, il modello italiano implementato di 112, invece, proprio perché irrazionalmente 'sostitutivo' degli altri numeri nazionali di Emergenza, ha di fatto pesantemente rallentato, se non paralizzato - denuncia - l'implementazione della tecnologia di geolocalizzazione sul territorio italiano".

"Dieci Paesi su 19 in Europa - riferisce il presidente del Sis 118 - hanno, al riguardo, a partire dalla Francia, anche per guadagnare tempo sul processo di attivazione, realizzato il modello, previsto per legge a livello europeo, di 112 che si affianca ai numeri di Emergenza già esistenti, modello sicuramente più sostenibile in termini di costi e che assicura risposte operative molto più veloci. L'Italia, intanto, come la vicenda di Simon Gautier drammaticamente evidenzia, deve comunque assicurare a qualsiasi individuo si trovi in pericolo imminente di perdere la vita di poter contare sul sistema di soccorso più veloce ed efficace possibile. Occorre quindi - sostiene - dotare con assoluta celerità tutte le Centrali operative dei vari corpi dell'Emergenza nazionale, a partire da quelle del 118, di un moderno ed efficace sistema di geolocalizzazione del chiamante, attivando parallelamente, in sinergia, il numero unico d'emergenza su tutto il territorio nazionale".

Eena, si adotti nuova tecnologia salvavita
Anche l'Associazione europea per il numero d'emergenza 112 Eena, intervenendo sul caso del turista francese morto in Italia, denuncia il ritardo e di altri grandi paesi europei nell'utilizzo della tecnologia Advanced mobile location (Aml), capace di attivare in tempi rapidissimi la geolocalizzazione del telefono cellulare di chi chiede soccorso. "Tragedie come queste continueranno a capitare, a meno che i paesi si avvalgano di questa tecnologia - spiegano sull'account dell'associazione -. In 20 secondi, chi risponde alla richiesta di aiuto riceve dati 4000 volte più precisi rispetto ai metodi usati attualmente", spiegano sull'account dell'associazione". Gran Bretagna ed Estonia sono stati i primi paesi dell'Ue ad aver attivato questa tecnologia nel 2016, e l'Eena stima che se tutti i paesi dell'Unione utilizzassero Aml potrebbero essere salvate 7.500 vite in dieci anni. Il sistema è attivo in Austria, Belgio, Estonia, Olanda, Finlandia, Islanda, Irlanda, Lituania, Moldavia, Nuova Zelanda, Norvegia, Slovenia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Usa.
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