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POLITICA

La polemica

Salvini: scorta a Saviano? Non decido io. Ultimo dei miei problemi. Ed è bufera

L'europarlamentare del Pd, Pina Picierno chiede le dimissioni del vicepremier. Il vice presidente della Camera, Ettore Rosato parla di: minacce inaccettabili. Delrio: tolga a me la scorta, ma non a lui. Già nel 2016 si sollevò una bufera per le parole del deputato di Ala, D'anna che disse: Saviano, icona farlocca, per quale motivo ha una scorta?. Saviano sui social risponde a Salvini: "Scortato da 11 anni, minacciato da clan, pensi mi piaccia?"

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Revocare la scorta a Saviano? "Saranno le istituzioni competenti a stabilire se corra qualche rischio, anche perche' mi pare che passi molto tempo all'estero". Comunque, "quello di Saviano è l'ultimo dei miei problemi. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione". Le parole pronunciate dal vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ospite di Agorà su Rai Tre, stanno provocando un vero e prorio terremoto a livello politico. 

Il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, ospite di Rainews24, dice: Se Salvini vuole risparmiare "tolga a me la scorta, ma la lasci a Roberto Saviano". Mentre il vice presidente della Camera, Ettore Rosato parla di: "Minacce inaccettabili per un uomo che ha contribuito a far luce su un sistema criminale pervasivo e pericoloso. Salvini continua ad interpretare il ruolo di ministro in modo arrogante e per le sue campagne personali. La scorta a Saviano, come lui stesso raccontò, non è una concessione ma la protezione che lo Stato deve garantire a chi minacciato per avere combattuto mafia e camorra".

La deputata del Pd, Alessia Morani, commenta su twitter: "Il ministro degli interni che manda 'un bacione' a Saviano. Il suo compito è proteggerlo dalla camorra. Che vergogna. Che arroganza. Che pena". 

Più pesante la reazione dell'europarlamentare del Pd, Pina Picierno: "Il compito di un ministro dell'interno non è quello di mandare bacioni né tantomeno di far passare in maniera neppure tanto velata messaggi intimidatori nei confronti di Roberto Saviano", dice. Poi aggiunge: "Salvini ha sempre avuto il vizietto delle minacce facili. Ma da uomo delle istituzioni è intollerabile. Esporre così Saviano, personalità riconosciuta da tutto il mondo per il suo impegno contro le mafie, è a dir poco vergognoso. Non si minaccia chi non la pensa come noi. È un abuso di potere vero e proprio. Salvini si scusi e si dimetta. Tali comportamenti non sono degni di chi riveste il ruolo di ministro dell'interno. L'Italia è un Paese civile e democratico è tale vogliamo rimanga".


Anni di battute e 'frecciatine' tra Salvini e Saviano
Che non corra buon sangue tra il vicepremier, ministro dell'Interno e lo scrittore, è cosa nota. Nel 2016 Salvini, a ruota libera in diretta Facebook in un taxi in giro per Milano, attacca il giornalista - dopo essere stato duramente criticato per aver indossato una maglietta della polizia -  "Onore alle forze dell'ordine. Oggi mi ha attaccato e insultato anche Saviano parlando di poliziotti violenti, di arroganza, di tortura... Roba da matti. Saviano, scrivi se riesci a farlo e lascia perdere chi vuole fare il suo lavoro. Anche perché Saviano è scortato da numerosi poliziotti che evidentemente in quel caso non sono né violenti né arroganti né ignoranti né aggressivi". 


Dopo aver chiesto dunque a più riprese di escludere Saviano dal programma di protezione e promettendo che una volta al governo gli leverà "l'inutile scorta", Salvini non molla la presa e scriveva nel 2017: "Il signor Saviano è preoccupatissimo per la possibilità, auspicata da me e da milioni di italiani, che gli venga tolta la scorta, di cui inutilmente gode da tempo. Coda di paglia? Ciaone Saviano, fatti una vita! A spese tue". Un 'invito' che vuole essere una risposta al messaggio di qualche giorno prima di Saviano che dava a Salvini del 'ridicolo': "Magari potessi vivere senza scorta, non vedo l'ora! In ogni caso - aveva aggiunto - questa è la solita bufala di Salvini: la scorta non è decisa dalla politica, dai partiti, ma dall'Ucis (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale). Se avesse studiato, avrebbe evitato l'ennesima figuraccia. Come quella sul tema dell'immigrazione, quando Salvini aveva lanciato provocatoriamente la campagna «un #barconepersaviano". Anche allora lo scrittore aveva replicato duramente: "E' imbarazzante il suo linguaggio sgrammaticato, terrificante. Però a volte bisogna togliersi i guanti e dire che non se ne può più di questo politico improvvisato, che cerca con le affermazioni più banali di attirare la canaglia razzista da cui cerca voti e consenso con post ridicoli e aberranti".

Arriviamo all'anno in corso, il 2018. Sul profilo twitter - il neo vicepremier scriveva: "Per Saviano sono razzista, ignorante, sgrammaticato. Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l'invasione, gli leviamo l'inutile scorta". Lo scrittore si era rivolta all'epoca al leader leghista, tramite Facebook, sottolineando: "Salvini non può permettersi di attaccare chi ogni giorno salva vite umane in zone a rischio. Per lui Africa è solo una parola che serve a creare slogan insulsi che colpiscano alla pancia. Copre i suoi fallimenti politici usando come bersaglio gli immigrati".

Il 5 marzo 2088, Salvini, fresco di vittoria elettorale, torna ad attaccare il giornalista, ma non solo. Su twitter posta una foto: seduto al tavolo di un’osteria, con un bicchiere di bianco in mano, sorride a favore della fotocamera che posterà la sua immagine su Twitter. Brinda e 'ringrazia' sette persone. Oltre a Roberto Saviano, si rivolge a Saverio Tommasi, Gad Lerner, i 99 Posse, Vauro Senesi, Fabio Fazio e Oliviero Toscani.

Bufera anche  nel 2014 per le parole di Palma e nel 2016 per le parole di D'Anna 
Ma non solo Salvini anche altri politici e rappresentanti delle istituzioni si sono più volte interrogati - sollevando una marea di polemiche - sulla necessità della scorta a Saviano. Bufera nel 2016 per le parole del Dupato di Ala, Vincenzo D'anna che il 26 novembre 2016, durante il programma radiofonico "Un giorno da pecora" disse: "Il motivo per il quale è stata assegnata la scorta a Roberto Saviano è stato processualmente dimostrato essere inesistente" quindi, "se fosse per me, gliela toglierei". E proseguì: "Ma chi lo deve uccidere a Saviano?  A chi dà fastidio ? Saviano è un'icona farlocca, non ha detto niente che possa infastidire la camorra che invece viene infastidita dalla polizia, dai carabinieri, dai magistrati". Secondo il senatore, lo scrittore "si è arricchito con Gomorra e ne ha copiato anche la metà" e "c'è una sentenza della Cassazione che condanna Saviano perché ha copiato tre capitoli del libro, attingendoli di sana pianta da un giornalista dell'allora 'Corriere di Caserta'". E concluse: "Si può dire questo o la Madonna di Pompei viene offesa?".

Nel 2014, la deputata giuglianese del Pd, Giovanna Palma, scrisse un post su Facebook, poi rimosso, ma si sa la rete non perdona - in cui si chiedeva: "Che senso ha la scorta a Saviano?".  La Palma si era posta questo interrogativo - dopo che il 10 novembre 2014 - il tribunale aveva assolto "il boss Bidognetti dall’accusa di aver minacciato Saviano condannando un avvocato. E tramite il profilo social aeva tuonato: "Un flop direi, dopo che per anni ci hanno fatto credere che lo scrittore era nel mirino dei clan più sanguinari".

Scontro Briatore- Saviano: non sanno cosa faccia? Pagati la scorta, te lo puoi permettere
Saviano finì nel mirino anche del manager, Flavio Briatore. "Caro Saviano la mia fortuna l'ho fatta vincendo 7 titoli mondiali in F1 unico al mondo ad aver vinto mondiali con due team diversi!! E tu non so chi sei - scrisse sul suo profilo Instagram  -, ma la tua da quello che scrivono in tanti copiando....bene tu pensa alla tua e io alla mia...e non pontificare ...e non giudicare chi non conosci..mi dicono che hai anche la scorta pagata dagli italiani..con quello che guadagni potresti pagartela..". Briatore replicava allo scrittore che aveva raccontato: "quando vado nelle scuole e chiedo agli studenti chi vorrebbero essere mi sento rispondere 'Briatore' non hanno bene in testa cosa faccia ma sanno che se la gode,magari fregandosene delle regole". 

Saviano a Salvini: "Scortato da 11 anni, minacciato da clan, pensi mi piaccia?"
"E secondo te, Salvini, io sono felice di vivere così da 11 anni? Da più di 11 anni. Ho la scorta da quando ho 26 anni, ma pensi di minacciarmi, di intimidirmi? In questi anni sono stato sotto una pressione enorme, la pressione del clan dei Casalesi, la pressione dei narcos messicani. Ho più paura a vivere così che a morire così. E quindi credi che io possa avere paura di te? Buffone". Così Roberto Saviano a Matteo Salvini in un video su Facebook.
 
Poi su Twitter prosegue. "L'Italia è il paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le organizzazioni criminali più potenti del mondo, ma Matteo Salvini, ministro degli Interni, invece di contrastare le mafie, minaccia di ridurre al silenzio chi le racconta. #ministrodellamalavita". Così Roberto Saviano in un tweet a cui allega un video dal titolo 'Le mafie minacciano. Salvini minaccia'.
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