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POLITICA

Governo diviso su presunti rubli a Lega, Autonomia, flat tax

Fondi russi. Salvini: "Tutto ridicolo". Di Maio: "Altro che finanziamenti. M5S libero"

"Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a nessuno" ha ribadito questa mattina il ministro dell'Interno a Radio anch'io su Radio Rai 1.  Il ministro del Lavoro all'attacco anche sulla flat tax: "Mi aspetto che sia la Lega a trovare le coperture"

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E' ancora scontro tra Lega e 5Stelle sulla questione dei presunti finanziamenti di Mosca al partito di via Bellerio, sull'autonomia, ma anche sulla flat tax. "E' tutto ridicolo. Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a nessuno" ha ribadito questa mattina il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Radio anch'io su Radio Rai 1. "Rispetto il lavoro di tutti - aggiunge - Ho la coscienza a posto. Querelerò chi accosterà soldi della Lega alla Russia. I bilanci del partito sono trasparenti". 

Critico sulla vicenda l'altro vicepremier, in piena sintonia con il Movimento, il grillino Luigi Di Maio, che con una buona dose di ironia posta sul profilo Facebook: "Buongiorno, oggi noi ci svegliamo così. Altro che petrolieri, strane fondazioni o finanziamenti... Noi siamo liberi!!! Orgoglioso del MoVimento 5 Stelle!". 

Ma la distanza tra i due schieramenti si accentua ancora di più sull'Autonomia che  secondo Matteo Salvini "fa bene soprattutto a regioni del Sud, diminuisce sprechi, premia merito, chiede trasparenza e aiuta a governare meglio, speriamo gli amici dei 5Stelle se ne accorgano presto". "Siamo pronti da mesi su Autonomia, sono fiducioso e spero che gli amici M5s lo capiscano e accelerino. Se non dovessero capirlo? Sono ottimista per natura. Testo è lì, è scritto. Sono estremamente paziente e porto avanti ciò che serve al Paese", evidenzia ancora Salvini.

Ma il vicepremier Luigi Di Maio - in un forum al Fatto quotidiano - dopo la fumata nera seguita al vertice di governo di ieri, attacca: "Il ministro dell’Istruzione Bussetti è arrivato a dire che le Regioni con più soldi devono poter assumere a tempo indeterminato più docenti, mentre quelle più povere devono andare avanti con quelli che hanno. Ma è un’idea che non si può neanche ipotizzare".

"Queste cose gliele abbiamo dette, e si sono arrabbiati. Ma l’autonomia si fa se si fa bene. A un certo punto hanno sostenuto che gli insegnanti veneti e lombardi vanno pagati di più, perché lì il costo della vita è più alto. E allora l’ho detto: è più onesto parlare di gabbie salariali", aggiunge, "si va avanti sull’autonomia, ma alla regionalizzazione della scuola noi del M5S diciamo di no. Adesso sarà fondamentale fissare il criterio di riparto delle risorse. E va calcolato sulla spesa storica, incrociandolo con i livelli essenziali di prestazione e con un fondo di perequazione e fissando un’aliquota oltre la quale una Regione che cresce più delle altre redistribuisca le risorse aggiuntive con le altre. Altrimenti invece
che autonomia sarà uno spacca-Italia".

A minare la tenuta del governo anche la flat tax, un cavallo di battaglia della Lega, fortemente voluta da Salvini, che la vuol vedere applicata il primo possibile per dare - sul fronte della tassazione - un po' di respiro agli italiani. Anche qui i 5Stelle sono distanti. Di Maio - sempre dal forum con 'Il Fatto quotidiano' - ribatte: "Se riusciamo a fare addirittura la flat tax – mi aspetto che sia la Lega a trovare le coperture – a quel punto abbiamo una riforma fiscale straordinaria e possiamo dire a chi evade che va in galera". 
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