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MONDO

Strage San Bernardino, Fbi non ha bisogno di Apple per sbloccare iPhone del killer

Rinviata al 5 aprile l'udienza del Tribunale della California sulla contesa tra Fbi e Apple sullo sblocco dell'iPhone dell'attentatore di San Bernardino: gli agenti federali hanno fatto sapere di essere in grado di accedere al contenuto del telefono, senza bisogno di modificarlo, come è stato chiesto all’azienda di Cupertino, che non intende collaborare volontariamente. Poche le notizie sulla procedura che sarà utilizzata.

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E’ stata annullata l'udienza sulla controversia tra Fbi e Apple sullo sblocco dell'iPhone dell'attentatore di San Bernardino, che il 2 dicembre scorso ha fatto 14 vittime.  L'Fbi ha fatto sapere di essere in grado di accedere al contenuto del telefono, senza bisogno di modificarlo, come è stato chiesto all’azienda di Cupertino, che non intende collaborare volontariamente. Durante l’udienza prevista per il 22 marzo al Tribunale in California, infatti, i giudici dovevano stabilire se la gli agenti federale possono costringere Apple a sbloccare l'iPhone del terrorista. Ma a sorpresa, l’Fbi ha presentato un documento che rinvia la decisione al prossimo 5 aprile. 

Poche le notizie su come si procederà allo sblocco dello smartphone, ma l'Fbi avrebbe assicurato al Tribunale che una "terza parte" (forse degli hacker professionisti),  ha dimostrato che "c'è un modo per accedere al suo contenuto. Il Tribunale ha stabilito che vengano fatte delle prove per verificare se tale metodo sia valido, senza compromettere i dati presenti sull'iPhone. 

Se così fosse, l’assistenza di Apple non sarebbe più necessaria. All'indomani della ennesima difesa dell'inviolabilità del prodotto di punta di Apple, l'iPhone, in nome della privacy dei clienti da parte dell'Ad Tim Cook, durante la keynote di presentazione dei nuovi prodotti,  l'Fbi ha lasciato trapelare la notizia che avrebbe trovato un sistema per sbloccare lo smartphone dell'autore della strage di San Bernardino in California dello scorso 2 dicembre. Notizia poi confermata dal Dipartimento di giustizia.

Finora Apple aveva resistito a tutte le ingiunzioni dei giudici che le avevano ordinato di creare un software per sbloccare  l'iPhone, un modello 5C. Cupertino si era opposta sostenendo che questo sistema sarebbe potuto essere usato non solo per accedere al contenuto  dello smartphone del terrorista ma di tutti gli utenti.

Ora l'Fbi sostiene di poter fare da sé e per questo ha ottenuto il rinvio dell'udienza al 5 aprile prossimo. Nelle carte depositate per ottenere il rinvio, la Procura federale ha reso noto che una non identificata "terza parte" - ma probabilmente si tratta di una società specializzata -  ha dimostrato all'Fbi di poter sbloccare l'iPhone di Syed Farook Il nuovo sviluppo rinvia - per il momento - lo scontro frontale tra il governo degli Stati Uniti ed una delle sue aziende simbolo, sostenuta da quasi tutte le eccellenze hi-tech statunitensi e dall'Onu. 
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