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ITALIA

Complotto internazionale per compravendita di petrolio

Lega-Russia: al Riesame Savoini, difesa vuole "smontare" audio Metropol

Giovedì prossimo con il riesame si svolgerà il primo vero confronto tra accuse e difensori mentre l'inchiesta va avanti e il sito Usa Buzzfeed pubblica anche i nomi dei due russi presenti all'incontro 

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Si svolgerà giovedì 5 settembre l'udienza davanti al tribunale del Riesame di Milano per discutere del dissequestro di computer e telefoni chiesti dai difensori di Gianluca Savoini, ex portavoce del vicepremier Matteo Salvini. I difensori stanno studiando i documenti depositati dalla procura, tra cui l'audio e la trascrizione del file registrato durante l'incontro all'hotel Metropol del 18 ottobre 2018 al centro dell'inchiesta milanese, le modalità con cui è stato acquisito il file audio e la consulenza della procura che certificherebbe che si tratta di una registrazione originale.

La prova regina
Le difese degli indagati puntano proprio a 'smontare' quella che sembrerebbe la prova regina nelle mani dell'accusa. Una delle carte che le difese potrebbero utilizzare è di gettare discredito sulla persona seduta al tavolo del Metropol a Mosca che ha registrato e fornito l'audio, fonte che il giornalista dell'Espresso Stefano Vergine ha sempre tenuto riservata avvalendosi del segreto professionale. La fonte 'sconosciuta' potrebbe, a dire dei difensori, rendere non utilizzabile l'audio nel caso in cui si dovesse arrivare a un processo. Il Riesame è il primo vero confronto tra accuse e difensori, mentre l'inchiesta va avanti e i documenti in mano alla procura sembrano aumentare. I pm titolari dell'inchiesta, Sergio Spataro e Gaetano Ruta, coordinati dall'aggiunto Fabio De Pasquale, stanno ancora analizzando le carte sequestrate durante le recenti perquisizioni agli indagati.   

Buzzfeed rivela i nomi dei russi
Andrey Yuryevich Kharchenko e Ilya Andreevich Yakunin: sarebbero questi i nomi dei due russi presenti all'incontro dello scorso 18 ottobre al Metropol con gli emissari della Lega, Gianluca Savoini, Gianluca Meranda e Francesco Vannucci, per una compravendita di petrolio che avrebbe dovuto fruttare 65 milioni di euro. Lo rivela il sito americano BuzzFeed, che a luglio aveva anche diffuso l'audio dell'incontro. I nomi dei due russi non erano ancora emersi dalle indagini del pool della procura di Milano che segue il caso.

Legami con il potere
Secondo il sito americano i due russi hanno un legame con due importanti politici russi, Aleksandr Dugin e Vladimir Pligin, che "fanno parte del ristretto cerchio" del presidente russo Vladimir Putin. Dugin - sostiene ancora BuzzFeed - è "il padre di un'ideologia che Putin ha abbracciato negli ultimi anni, e che vede una Russia emergente, con il ruolo di baluardo contro l'ovest liberale". Pligin, invece, proseguono i giornalisti investigativi americani, ha avuto un ruolo di primo piano nella politica estera russa, e ha contribuito a scrivere una legge in discussione nel parlamento del Paese che certificava l'annessione della Crimea nel 2014. Né Dugin né Pligin erano presenti al vertice del Metropol, ma entrambi sono stati citati nel discorso tra gli emissari del governo russo e quelli del partito italiano.

Luce verde
Una voce, inoltre, dichiara che servirebbe proprio "la luce verde" di Pligin per proseguire la trattativa sui 65 milioni di euro che la Lega avrebbe dovuto intascare, facendosi da tramite per una compravendita di carburante tra Italia e Russia. Ipotesi sulla quale si muove la procura milanese, che ha avviato l'indagine all'indomani l'inchiesta dell'Espresso, uscita a febbraio scorso. Dugin, peraltro, era stato fotografato insieme a Savoini qualche giorno prima del vertice da una giornalista italiana. Secondo il sito americano le voci dell'audio - acquisito anch'esso dai pm che indagano sul caso dopo aver convocato in procura i giornalisti italiani titolari dell'inchiesta - porterebbero inequivocabilmente ai due personaggi, come conferma l'analisi fatta dal National Center for Media Forensics dell'Università del Colorado. Un tipo di analisi comparativa sul file analoga a quella per cui si stava procedendo anche da parte dell'accusa milanese.
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