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SALUTE

Obbligo di legge

Scade il termine per i vaccini, ancora 30mila bambini non in regola

Per  i bambini da 0 a 6 anni l'inadempienza rappresenta "motivo di esclusione dal servizio educativo". Per i genitori di questi bambini, ma anche di quelli da 6 a 16, scatta una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 500 euro

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Scade oggi 10 marzo il termine per la presentazione a scuola da parte delle famiglie della documentazione sull'adempimento degli obblighi vaccinali o sulla prenotazione della seduta per effettuarle. Lo stabilisce la legge
chiarita da una circolare congiunta, emessa dai Ministeri della Salute e dell'Istruzione, che ha fornito le indicazioni operative. Fino a oggi era bastata una autocertificazione, ora servirà una ricevuta della asl o il libretto delle vaccinazioni. 

Si stima che potrebbero essere circa 30mila i bimbi sotto i sei anni ancora privi della documentazione per le  vaccinazioni, ma ogni Regione si comporter in modo diverso per l'applicazione di proroghe.

Per chi non è in regola, da lunedi prossimo, sarà vietato l'accesso ad asili nido e scuola infanzia (0-6 anni) sino a quando il minore non sarà vaccinato o non avrà regolarizzato la propria posizione vaccinale. Per i ragazzi della scuola dell'obbligo (7-16 anni) la procedura, passando per il richiamo da parte della Asl alla famiglia, può portare ad una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro.

Non sono tenuti al rispetto della scadenza del 10 marzo coloro che vivono nelle regioni dotate di anagrafe vaccinale informatizzata: saranno le Asl a comunicare direttamente con gli Istituti scolastici.

Nel caso in cui il genitore/tutore/affidatario non presenti alla scuola la documentazione attestante l'avvenuta vaccinazione, l'esonero, l'omissione o il differimento il dirigente scolastico è tenuto a segnalare la violazione alla Asl entro dieci giorni. A questo punto la Asl contatta i genitori per un appuntamento e un colloquio informativo indicando le modalità e i tempi nei quali effettuare le vaccinazioni prescritte. 

Se i genitori non si presentano all'appuntamento  oppure, a seguito del colloquio informativo, non provvedano a far somministrare il vaccino al bambino, l'Asl contesta formalmente l'inadempimento dell'obbligo. Ma ancora non è finita. Nella contestazione la Asl indica un termine ultimo. I genitori possono ancora "salvarsi" se provvedono a far somministrare al minore il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale nel termine indicato dalla Asl all'atto della contestazione, a condizione che completino il ciclo vaccinale nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla Asl stessa.

Se neanche quest'ultima scadenza viene rispettata, scattano le sanzioni: per i bambini da 0 a 6 anni l'inadempienza rappresenta "motivo di esclusione dal servizio educativo", anche se l'uscita dall'aula in pieno anno scolastico non è stata ancora regolata a livello di procedure. Per i genitori di questi bambini, ma anche di quelli da 6 a 16, scatta una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 500 euro, proporzionata alla gravità dell'inadempimento, ad esempio al numero di vaccinazioni omesse.

Dall'anno scolastico 2019-2020 è prevista una semplificazione degli adempimenti delle famiglie per l'iscrizione a scuola dei minori: gli istituti scolastici dialogheranno direttamente con le Asl al fine di verificare lo "stato vaccinale" degli studenti, senza ulteriori oneri per i genitori.
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