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MONDO

Vaticano

Scaraffia lascia Osservatore Romano e direzione mensile. Monda: "Inserto andrà avanti"

L'ex direttore di "Donna Chiesa Mondo"- in una intervista - aveva denunciato un clima di sopraffazione soprattutto dopo la denuncia dello scandalo degli abusi sessuali sulle suore. Monda ha assicurato che il mensile andra' avanti "senza clericalismi di alcun genere"

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Lucetta Scaraffia lascia l'Osservatore Romano e la direzione del mensile del quotidiano d'Oltretevere "Donna Chiesa Mondo". 

Prendo atto della libera e autonoma decisione della professoressa Scaraffia di interrompere la collaborazione con 'L'Osservatore Romano', e di considerare chiusa la sua direzione di Donna Chiesa Mondo", scrive il direttore del quotidiano della Santa Sede Andrea Monda.

"A lei insieme all'augurio di ogni bene va il nostro sincero ringraziamento per il prezioso lavoro svolto in questi anni con grande impegno e in piena liberta'", continua Monda sottolineando che da quando è stato nominato direttore (lo scorso 18 dicembre al posto di Gian Maria Vian), ha garantito "alla professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l'inserto mensile da quando è nato, astenendomi - continua Monda - dall'interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento".

Scaraffia, in una intervista aveva denunciato un clima di sopraffazione soprattutto dopo la denuncia dello scandalo degli abusi sessuali sulle suore. Monda ha assicurato che il mensile andra' avanti "senza clericalismi di alcun genere". 

 "Il mio impegno non è stato in alcun modo quello di depotenziare il mensile Donne Chiesa Mondo - continua Monda in una nota -, al quale è stato semmai confermato integralmente il budget ed è stata garantita la traduzione e la diffusione in altri Paesi nonostante la necessita' generale di contenere i costi della Curia. Il mio impegno e' stato e rimane quello di potenziare l'edizione quotidiana de 'L'Osservatore Romano' (non certo in termini di concorrenzialita' ma di complementarieta' con il supplemento) come è naturale e giusto che sia".

"In nessun modo - aggiunge il direttore - ho selezionato qualcuno, uomo o donna, con il criterio dell'obbedienza. Semmai, al contrario, evitando di interferire con il supplemento mensile, ho sollecitato nella fattura del quotidiano confronti realmente liberi, non costruiti sul meccanismo degli uni contro gli altri o dei gruppi chiusi. E l'ho fatto proprio nel segno della apertura e della parresia chiesta da Papa Francesco, nelle cui parole e nel cui magistero tutti ci riconosciamo. Se, sulla base della attualità ecclesiale e culturale, ho dedicato attenzione a temi come quello della pluralità e della differenza nel mondo della Chiesa, ciò deriva solo dalla centralità che questi temi, proprio grazie al ruolo delle donne, hanno acquisito.

Il prossimo lunedì 1 aprile - solo per fare un esempio - si terrà nei locali della redazione una tavola rotonda a partire dalla pubblicazione del saggio, firmato da 17 teologhe e studiose di chiara fama, 'La voce delle donne' (Ed.Paoline). Quanto al futuro del supplemento mensile de 'L'Osservatore Romano', posso assicurare che esso non era in discussione. E che dunque la sua storia non si interrompe ma continua. Senza clericalismi di alcun genere". 
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