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ITALIA

Astensione dal lavoro per 24 ore

Roma, sciopero Atac: chiusa metro C e rallentamenti sulle altre due linee. Meno corse per bus e tram

L'adesione del personale Atac, rilevata in mattinata, allo sciopero del trasporto pubblico è pari al 23,4%. Lo rende noto l'Agenzia per la mobilità di Roma

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Venerdì difficile per i romani alle prese con un nuovo sciopero del trasporto pubblico. In conseguenza dell'agitazione promossa dal sindacato Cambia-Menti M410, dalle 8,30 la linea C della metro è chiusa mentre le linee A, B e B1 sono attive con riduzioni di corse. Sul fronte ferrovie regionali, chiuse la Roma-Lido e il tratto urbano della Roma-Viterbo. "Possibili riduzioni di corse", spiega l'azienda, anche per bus e tram.    

Inevitabli le ripercussioni sul traffico
Il traffico è stato rallentato in numerose zone, in particolare sulla tangenziale Est: i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in via Tiburtina per alcuni rami pericolanti e i conseguenti accertamenti tecnici hanno imposto la chiusura del tratto da Portonaccio a piazzale Valerio Massimo. Traffico congestionato anche in zona Ostiense, per il concentramento degli studenti in corteo da Piramide al ministero dell'Istruzione. Lo sciopero, dopo la fascia di garanzia assicurata dalle 17 alle 20, riprenderà fino a fine servizio. 

In mattinata adesione personale Atac al 23,4% 
L'adesione del personale Atac, rilevata in mattinata, allo sciopero del trasporto pubblico è pari al 23,4%. Lo rende noto l'Agenzia per la mobilità di Roma.  

+Europa: votare sì a referendum contro scioperi del venerdì 
"Puntuale come un orologio svizzero arriva anche oggi il solito sciopero del venerdì di Atac: migliaia di romani, di turisti, di persone che vengono a Roma per lavoro, divertimento o per prendere un aereo o un treno, si troveranno ad affrontare disagi indegni per una capitale europea. Di fronte a tutto questo, il silenzio della sindaca Raggi e dell'amministrazione capitolina assume sempre più i contorni di una chiara complicità". Lo dichiara il vice coordinatore di +Europa, Massimiliano Iervolino. "Oltre alla maggioranza, c'è anche un'opposizione che sembra del tutto indifferente: perché il Pd non dice una parola in merito a tutto questo caos? E perché si ostina a non prendere posizione sul Referendum Mobilitiamo Roma, unica occasione che è data ai romani per far sì che il vento cambi davvero? Votare sì il prossimo 11 novembre per mettere a gara il trasporto pubblico di Roma - sottolinea Iervolino - è l'unica azione veramente costruttiva che i romani possano compiere per ridare a questa città un servizio efficiente e funzionale".

Fassina: sciopero è un diritto, no a privatizzazione
"Ai Radicali di +Europa, ultras delle privatizzazioni e della regressione servile del lavoro, segnaliamo che l'autorizzazione allo sciopero nei servizi di interesse pubblico non la danno i padroni dell'azienda che gestisce il trasporto. Finché vale la nostra Costituzione, lo sciopero è un diritto, regolato dalla legge e, nel Tpl, da un'agenzia ad hoc. Segnaliamo anche agli amici di +Europa che quando un lavoratore o una lavoratrice sciopera perde lo stipendio. L'infelice sciacallaggio di oggi svela il vero obiettivo del referendum per la privatizzazione del trasporto pubblico a Roma: aiutare i vari Benetton d'Italia a lucrare rendite a scapito di cittadini e lavoratori. Con l'occasione chiediamo agli amici di +Europa di rendere trasparenti i finanziatori delle loro milionarie campagne elettorali, quella della Bonino prima e ora quella per il referendum dell'11 Novembre". Così in una nota Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma, deputato LeU. 
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