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ITALIA

L'altro volto del calcio

Scontri Coppa Italia, è morto Ciro Esposito. Ai famigliari avrebbe detto: "E' stato De Santis"

Il giovane di 27 anni è morto "per insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali", spiegano i medici del policlinico Gemelli dove il tifoso era ricoverato nel reparto di rianimazione da 50 giorni. Lo zio ribadisce: "No alla violenza in nome di Ciro". Intanto De Santis è stato trasferito per motivi di sicurezza

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Non ce l'ha fatta Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito il 3 maggio scorso a Roma prima della finale di Coppa Italia. Lo si apprende dal policlinico Gemelli dove il tifoso era ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni ieri, martedì 24 giugno, si erano aggravate lasciando poche speranze di sopravvivenza. La famiglia Esposito chiede giustizia per la morte di Ciro e lancia un appello: chi ha sbagliato paghi. Intanto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano ha chiesto di "cacciare i violenti dagli stadi e ce la faremo". Da Alfano arriva "profondo dolore" per la morte di Ciro Esposito. "La violenza - ha aggiunto Alfano - è la negazione dello sport, è il contrario dell'amore per il calcio di milioni di italiani"

Esposito avrebbe riconosciuto De Santis
Esposito, nei pochi momenti di lucidità avuti durante la lunga degenza all'ospedale Gemelli, avrebbe riconosciuto in Daniele De Santis l'uomo che il 3 maggio scorso sparò alcuni colpi di pistola durante la rissa scoppiata in viale Tor di Quinto nel prepartita della finale di Coppa Italia. La circostanza è nota alla procura di Roma tanto che il pm Eugenio Albamonte ha dato incarico alla Digos di sentire tutte quelle persone (parenti, amici e conoscenti) che in queste settimane hanno potuto avvicinare e parlare con Ciro Esposito al quale sarebbero state mostrate anche foto di De Santis apparse sui giornali. Anche la procura avrebbe voluto sentire il ragazzo, quantomeno sottoponendolo a una ricognizione fotografica, ma il via libera dei medici non è mai arrivato per le critiche condizioni di salute. 

Autopsia e funerali
L'autopsia sul cadavere di Ciro Esposito verrà eseguita giovedì 26 giugno mattina, mentre i funerali, con rito evangelico, si svolgeranno tra venerdì e sabato a Scampia in piazza Grandi Eventi, a Napoli, come confermato dal pubblico ministero di Roma Eugenio Albamonte. E la camera ardente sarà allestita all'Auditorium, sempre di Scampia dal Comune di Napoli, d'accordo con la famiglia e con la Municipalità. 

De Santis trasferito per motivi di sicurezza
Daniele De Santis è stato trasferito per motivi di sicurezza nella struttura protetta dell'ospedale Belcolle di Viterbo. L'uomo si trovava in stato di arresto presso il Policlinico Umberto I di Roma.

"Insufficienza multiorganica"
Esposito è morto "per insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali", spiega in una nota Massimo Antonelli, direttore del Centro rianimazione del Gemelli, dove il tifoso era ricoverato da 50 giorni. Il professor Antonelli, a nome di tutto il reparto "esprime profondo cordoglio e la vicinanza ai genitori di Ciro in questo momento di dolore per la perdita del proprio figlio".

Gli interventi
Nelle ultime settimane Ciro Esposito era stato sottoposto ad una serie di interventi chirurgici che erano serviti a tenerlo in vita nonostante gli effetti della sparatoria avvenuta nella Capitale continuassero a creargli numerosi problemi, soprattutto di carattere polmonare.

"Resto qui fino all'ultimo"
La mamma, Antonella Leardi, era uscita in lacrime dalla sala rianimazione dove il ragazzo è ricoverato e aveva sussurrato: "Resto qui fino all'ultimo, non me ne vado". 

"No alla violenza in nome di Ciro"
"Il nostro obiettivo è riportare Ciro al più presto a casa", ha detto Enzo, lo zio di Ciro. "Per noi adesso è il momento del dolore - aggiunge - ma stiamo lavorando per poter accelerare i tempi e ripartire per Napoli". Bisogna avere però l'autorizzazione visto che c'è un'inchiesta in corso e potrebbe essere richiesta un'autopsia. "Speriamo che almeno su questo ci sia un po' di pietas umana e ci venga evitato un lungo strazio anche per tornare a casa". L'uomo non nasconde un po' di amarezza: "Mi aspettavo un po' di vicinanza in queste settimane da parte  delle istituzioni, ma non è mai arrivata salvo qualche eccezione come il sindaco di Napoli De Magistris" e ha ribadito: "Questore e prefetto di Roma devono dimettersi". 

L'avvocato: vogliamo il lutto nazionale
"La famiglia di Ciro è distrutta dal dolore, anche se era una notizia che ci aspettavamo: ci stiamo attivando per ottenere che la camera ardente venga fatta a
Scampia e la dichiarazione del lutto cittadino e nazionale, è una cosa dovuta", ha detto l'avvocato Damiano De Rosa, uno dei legali della famiglia di Ciro Esposito. "I tempi" del trasferimento della salma a Napoli "dipendono dalle valutazioni della magistratura: faremo il possibile per accelerarli perchè Ciro il prima possibile possa essere abbracciato dalla sua città". Quanto al nuovo appello dello zio di Ciro contro ogni violenza, De Rosa ha ricordato che "appelli del genere ci sono sempre stati: la mamma di Ciro dal primo giorno ha lanciato un messaggio di perdono ed è importantissimo che lo abbiamo fatto anche ora. Ciro era un tifoso pacifico, resterà un tifoso morto per aiutare delle persone in difficoltà".

Le condoglianze di Napolitano
"Le esprimo i sentimenti di cordoglio del Presidente Napolitano per le sofferenze e la morte di suo figlio Ciro". Questo il testo inviato dal Segretario Generale alla presidenza della Repubblica alla signora Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito. 

 
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