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SCIENZA

Sono in Spagna, riscrivono la preistoria

Scoperte le pitture rupestri più antiche, opera dei Neanderthal

Pubblicato uno studio sulle riviste Science e Science Advances

Grotta La Pasiega (ansa)
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Scoperte le pitture rupestri più antiche del mondo: si trovano in Spagna e sono opera dei Neanderthal, che le hanno decorate almeno 64.000 anni fa, ossia 20.000 anni prima dell'homo Sapiens. Ritrovate anche le conchiglie usate per mescolare i colori, che risalgono a 115.000 anni fa. Il risultato, che riscrive la preistoria, è pubblicato su Science e Science Advances, in due ricerche coordinate dall'Istituto tedesco Max Planck e parlano anche italiano.
 
La tecnica di datazione radiometrica Uranio-Torio ha permesso di stabilire che alcuni oggetti artistici, con uso di pigmenti, trovati in una grotta in Spagna sono da fare risalire ai Neanderthal, in grado quindi di produrre oggetti dal valore simbolico. Si tratta conchiglie perforate e di sostanze coloranti.

Già nel 2010 un articolo scientifico aveva evidenziato queste presenze, che finora non erano state datate in modo preciso. L'articolo era dello stesso team internazionale che comprendeva il geoarcheologo Diego Angelucci, del dipartimento di lettere e filosofia dell'Università di Trento, che oggi coi colleghi ha pubblicato uno studio sulla rivista Science Advances in grado di datare quei reperti tra 115.000 e 120.000 anni fa, quindi ai Neanderthal.
  Grazie all'impiego della tecnica di datazione Uranio-Torio i ricercatori hanno potuto per la prima volta fornire un'età più accurata a queste testimonianze del passato. Le tecniche di datazione radiometrica, in particolare alle datazioni Uranio-Torio, sono state effettuate da Dirk Hoffmann (Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, Leipzig, Germania). Hanno confermato la tesi che i Neanderthal iberici erano in grado di produrre oggetti con significato simbolico. Il progetto, iniziato nel 2006, ha incluso lo scavo di nuovi siti paleolitici (Finca Doña Martina e Abrigo de la Boja) e il riesame di siti già noti (Cueva Antón e Cueva de los Aviones).

Le datazioni disponibili nel 2010 fornivano solo un'età minima generica di oltre 45.000 anni. Le incertezze derivavano dal fatto che la tecnica utilizzata, quella del Radiocarbonio, permette di datare campioni fino a un'età di 40-50.000 anni fa, ma che per periodi così antichi fornisce spesso solo età minime.

Angelucci si è occupato dello studio della stratificazione conservata nella grotta e dell'elaborazione dei dati, al fine di ricostruire la sequenza di accumulo degli strati e di verificare che non fossero stati sconvolti o manomessi dopo il loro accumulo.

La stessa tecnica di datazione Uranio-Torio è stata impiegata anche per uno studio parallelo e coordinato (pubblicato sulla rivista Science oggi stesso, in copertina) condotto da Hoffmann e ZilhÜo sulle croste di calcite che rivestono le pitture rupestri paleolitiche di tre grotte spagnole: le grotte La Pasiega in Cantabria, Maltravieso in Extremadura e Ardales in Andalusia. Le datazioni hanno rivelato che le pitture sono più antiche di quanto si pensasse: risalgono a circa 64.000 anni fa, cio 20.000 anni prima dell'arrivo degli Homo sapiens in Europa, quindi ai Neanderthal.
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