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ITALIA

La scelta dell'istituto scolastico influisce sul futuro lavorativo

Eduscopio: le migliori scuole d'Italia, più lavoro con diploma tecnico e professionale

​A Roma il Torquato Tasso è il miglior Classico. A Milano sempre prima la paritaria Alexis Carrel della Fondazione Grossman. A Napoli primato per il classico del liceo Sannazzaro. A Torino resistono i primati del Cavour e del Ferraris. A Genova confermata la leadership del liceo classico Mazzini e dello scientifico Cassini. A Bologna confermato il primo posto del classico Minghetti

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Frequentare istituti tecnici e professionali dà più possibilità rispetto al passato di trovare un lavoro dopo il diploma, soprattutto al Nord e al Centro Italia. Più articolata la situazione al Sud, dove ci sono situazioni di crescita e altre di stagnazione. Lo rivela la nuova edizione di Eduscopio.it della Fondazione Agnelli con i dati aggiornati sulle scuole superiori che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma.

Lavoro post diploma
Tra i diplomati negli istituti tecnici e professionali nei due anni successivi al diploma il 33,7% ha lavorato per più di sei mesi, il 13,6% ha svolto lavori più saltuari e frammentari non superando i sei mesi di lavoro nel periodo considerato, mentre vi è un'ulteriore quota del 10,9% dei diplomati che ha alternato o svolto contemporaneamente attività lavorative e di studio universitario. Uno su cinque si è dedicato completamente agli studi universitari e non ha svolto alcuna attività lavorativa nello stesso periodo, e nel 21,7% dei casi, infine, i diplomati non risultano iscritti a corsi universitari e non hanno avuto esperienze lavorative di alcun tipo. 

I tempi dell'occupazione
Dopo un periodo di inoccupazione o di svolgimento di lavori saltuari di breve durata - evidenzia Eduscopio - i diplomati raggiungono un contratto di lavoro significativo (con una durata di almeno trenta giorni continuativi): il tempo di attesa dal momento del diploma si attesta in media sui 232 giorni. Nella maggioranza dei casi per lavorare non si va oltre il proprio comune di residenza o oltre la provincia (distanza media da casa del lavoro: 43,3 chilometri). A due anni di distanza dal diploma, meno di un diplomato occupato su tre (31,3%) svolge un lavoro coerente col titolo di studi conseguito. La metà di chi ha trovato lavoro (48,9%) deve accontentarsi di una occupazione qualsiasi, mentre il 19,8% svolge professioni trasversali e accessibili, oltre che con la propria, anche con maturità di diverso tipo. Per quanto riguarda la stabilità lavorativa (tipo di contratto), si osserva che circa la metà dei diplomati che lavorano ha già raggiunto una posizione lavorativa stabile. In particolare, il 20,3% ha un contratto a tempo indeterminato e circa il 29,6% è inserita in un percorso di apprendistato che per i più giovani rappresenta il primo step di un rapporto di lavoro permanente.

Tecnologici vs industriali
Se si prendono come riferimento i diplomati tecnici del settore economico, a parità di altre condizioni, quelli in ambito Tecnologico hanno una più bassa probabilità di occupazione (-2,2%). I pur meno numerosi diplomati professionali del settore Industria e Artigianato godono invece di un piccolo vantaggio occupazionale (+3,0%). A prescindere al titolo di studio e dalle altre caratteristiche tutti i diplomati subiscono l'effetto della congiuntura economica: rispetto a chi si è diplomato nel 2014, chi ha conseguito la maturità nel 2015 ha migliori chance occupazionali (+3,2%); trend consolidatosi per i diplomati del 2016 che hanno avuto un incremento nelle opportunità di occupazione del 4,2%. Per i tecnici tecnologici (industriale e geometra) nel Nord-Ovest l'indice sale dal 57% dei ragazzi diplomati nel 2014 al 60,3% di quelli che hanno finito la scuola nel 2016, nel Nord-Est dal 65 a 67,5%, nel Centro dal 46 al 53%, al Sud dal 33 a 35%. Per i professionali la crescita è nel Nord-Ovest dal 60 al 68%, nel Nord-Est dal 70 a 76%, nel Centro dal 52 al 61% e nel Sud dal 34 al 38%. Eduscopio si occupa anche di come i licei italiani preparino agli studi universitari.

I migliori istituti
A Roma il Torquato Tasso è nuovamente il miglior Classico, l'Ennio Quirino Visconti è secondo, più indietro il Mamiani. Tra gli Scientifici capitolini l'Augusto Righi resta in testa davanti al Virgilio. A Milano tra i Classici sempre prima la paritaria Alexis Carrel della Fondazione Grossman, ma lo statale Berchet torna al secondo posto. Si conferma in testa, tra gli Scientifici, l'Alessandro Volta. A Napoli viene confermato il primato per il classico del liceo Sannazzaro mentre per lo scientifico il Convitto Vittorio Emanuele II conquista il primato relegando il Mercalli al secondo posto. A Torino resistono, rispettivamente, i primati del Cavour e del Ferraris. A Genova confermata la leadership del liceo classico Mazzini e dello scientifico Cassini. A Bologna confermato il primo posto del classico Minghetti mentre tra gli scientifici il Copernico ha detronizzato il Galvani. A Firenze conferma del classico Dante mentre per lo scientifico il Machiavelli conquista la vetta seguito dal Castelnuovo. A Bari viene confermato il primato del liceo classico Orazio tra gli scientifici viene confermato il Fermi. A Palermo, infine, tra i classici conquista il primato l'Umberto I mentre mentre tra gli scientifici resta in cima il Cannizzaro.
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