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TECH

Le piattaforme social hanno capito: i ragazzi vogliono video

Snapchat versus Facebook, battaglia per la conquista dei teenager

Popolare tra gli adolescenti americani da almeno due anni, Snapchat ha conosciuto una crescita esponenziale nell'ultimo anno grazie ai video, ed è passata dai 4 miliardi di visualizzazioni al giorno a più di 10 miliardi. Nel frattempo, Facebook non sta a guardare: dopo video a 360° e live streaming, la road map voluta da Zuckerberg punta sulla realtà virtuale

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di Celia GuimaraesSan Francisco Snapchat è nata come applicazione ‘fantasma’ (dal logo giallo che la identifica) per lo scambio di video, foto e chat. La sua caratteristica principale è che i contenuti inviati scompaiono 10 secondi dopo essere stati visti, o al massimo dopo qualche ora. Secondo quanto riferisce Bloomberg, chi usa Snapchat lo fa per creare dei racconti, dei brevi 'video storytelling' che rimangono per 24 ore sulla piattaforma prima di auto-cancellarsi.

La minaccia fantasma  
E’ un’app che piace ai teenager (anche perché non è nota tra mamme, zii e adulti in genere) e, secondo una comunicazione dell’azienda agli investitori, sta spopolando nella fascia d’età 13-17 con i video, che su Snapchat sono più che raddoppiati nell’ultimo anno, con 10 miliardi di visualizzazioni al giorno. La crescita è esponenziale: nel febbraio scorso le visualizzazioni video  erano 8 miliardi  (lo stesso numero di quelle registrate da Facebook nel novembre 2015), mentre un anno fa erano 4 miliardi al giorno.

Non per tutti  
Questa crescita di Snapchat grazie ai video è stata vista come una ‘insidia’ a Facebook su un mercato molto ambito e redditizio per gli inserzionisti. C’è da rilevare comunque che le piattaforme conteggiano le visualizzazioni diversamente: Facebook da 3 secondi e Snapchat non appena il video parte.
 
La crescente popolarità di Snapchat tra i giovani americani non entusiasma tutti, tanto che  nel 2014 è stata considerata  “una delle 8 peggiori applicazioni per bambini” da Education.com, che, basandosi sulle recensioni su Playstore di Google, avvertiva sul rischio che possa essere usata per sexting e magari  per favorire contatti con stalker.

I social dei teen 
Basandosi sulla fascia d’età 13-17 come gruppo di riferimento, un rapporto del Pew Research del 2015 ha rilevato che il 92% dei teenager, grazie agli smartphone, è online tutti i giorni. Il 24% dichiara di esserlo “quasi costantemente”, il 56% “diverse volte al giorno” e il 12% “una volta al giorno”. Soltanto il 6% degli adolescenti è online una volta a settimana e il 2% ancora di meno.
 
Facebook resta il social network di riferimento, usato dal 71% dei ragazzi tra 13 e 17 anni e “resta un punto di riferimento nell’ecosistema dei social media, ma Instagram e Snapchat hanno acquistato un ruolo rilevante nella vita online dei teenager”, sottolinea Pew Research.
Facebook, Instagram and Snapchat Top Social Media Platforms for Teens
 
Snapchat, insieme a Instagram (di proprietà di Facebook), sono le app più utilizzate dagli adolescenti americani di classe media e alta, sottolinea il rapporto di Pew Research. Il divario tra Snapchat e Facebook si assottiglia mentre sale il reddito familiare, a partire di 50 mila dollari. Tra gli adolescenti di le famiglie dal reddito superiore a 100 mila dollari, i social si avvicinano ancora di più:  il 31% usa Facebook, il 25% Instagram, il 15% Snapchat.

I conti di Menlo Park 
A casa Facebook gli ultimi conti trimestrali sono stati più che convincenti e Mark Zuckerberg è anche "soddisfatto del modo in cui Instagram è in crescita", con più di 200.000 aziende che fanno pubblicità sull’app ogni mese. Il Ceo ora vuole concentrarsi nel “rendere l'esperienza degli utenti ancora più coinvolgente". Per farlo, contano molto i video visualizzati. Il tempo trascorso dagli utenti di Instagram a guardare i video è aumentato di oltre il 40% nel corso degli ultimi sei mesi "il che rappresenta una grande opportunità per il marketing", dicono dalle parti di Menlo Park. Ma non basta.


A 360° e in diretta
Anche Facebook non fatto mistero di voler puntare sui video: ha cominciato da quelli a 360 gradi per passare alle dirette in streaming. Nel frattempo, altre piattaforme non stanno a guardare, come Youtube, che ha cominciato dal mese di aprile a rendere disponibili i video a 360 gradi in diretta streaming.
 
Produrre video a 360 gradi in diretta è una sfida di non poco conto, dato che si tratta di assemblare più video insieme (da diversi punti di osservazione), per rendere l'effetto sferico. Google ha lavorato con diverse società del settore, ad esempio VideoStitch e Two Big Ears, società che si occupano di software compatibili rispettivamente con le dirette streaming a 360° e l'audio spaziale, vale a dire, che rispecchia fedelmente i punti di emissione della musica nell'ambiente in cui viene prodotta.


Se 1,65 miliardi sembrano pochi 
Che le insidie arrivino da colossi come Google o da social network emergenti, Mark Zuckerberg  ha ancora dalla sua una potenza di fuoco di un miliardo e 650 milioni di utenti, mentre gli iscritti a Snapchat, secondo gli ultimi dati disponibili, sono circa mezzo miliardo.
 
"We had a great start to the year", abbiamo avuto un grande inizio anno, ha detto il fondatore di Facebook durante la presentazione dei dati economici del primo trimestre 2016. Dei 1,65 miliardi di utenti, ben 1,09 miliardi usano il social quotidianamente (989 milioni al giorno da mobile). E per chi crede che Facebook sia strettamente legato al mercato nordamericano, si sbaglia: l’84,2% degli utenti giornalieri vive fuori da Stati Uniti e Canada.

I prossimi dieci anni 
L’azienda ora è tutta concentrata sulla roadmap per i prossimi dieci anni, che prevede, tra l’altro, l’imminente arrivo dei bot (le risposte automatiche) sulla chat di Messenger, una manna per la pubblicità e per le aziende. E più coinvolgimento degli utenti su Facebook, che stanno diventando sempre più passivi e saranno invogliati a  condividere più contenuti.


Anche grazie alla realtà virtuale, su cui Zuckerberg punta molto, con i sui amati Oculus Rift: "Abbiamo un sacco di grandi contenuti, con più di 50 giochi e applicazioni costruite per Rift", ha detto Zuckerberg, aggiungendo che "non ci aspettiamo che la Virtual reality diventi un successo mainstream subito. Ma alla fine, crediamo che la VR sarà la prossima piattaforma social e stiamo facendo tutti gli investimenti necessari per aprire quella strada".
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