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ITALIA

Arezzo

Monte San Savino, gommista uccide ladro: indagato per eccesso di legittima difesa

L'uomo avrebbe raccontato al pm Andrea Clausani di essersi svegliato per i rumori e di aver sparato d'istinto due o tre colpi di pistola. Torna in ditta, applausi e 'bravo'. Il vicepremier Salvini garantisce: "Dopo aver approvato il decreto sicurezza a inizio anno toccherà alla legittima difesa"

Monte San Savino (Foto Ansa)
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Eccesso di legittima difesa: questo il reato per cui è indagato il titolare di una rivendita di gomme di Monte San Savino (Arezzo) che intorno alle 4 ha sparato e ucciso uno dei ladri scoperti all'interno della sua azienda dove dormiva dopo aver subito 38 furti in pochi mesi. L'uomo avrebbe raccontato al pm Andrea Clausani di essersi svegliato per i rumori e di aver sparato d'istinto due o tre colpi di pistola. Il 29enne moldavo si è poi accasciato nel cortile dell'azienda. L'altro malvivente è riuscito a fuggire.

Secondo gli inquirenti sarebbero cinque i colpi sparati con una pistola da Fredy Pacini. Tre ogive dei cinque colpi sparati con una pistola marca Glock cal.9x21, sono state recuperate dai carabinieri sul piazzale e su un muro esterno al capannone: ci sarebbero finiti dopo aver perforato la porta dell'immobile. Per gli altri due gli investigatori pensano che uno sia rimasto nella gamba del moldavo, l'altro potrebbe essersi conficcato nella porta d'ingresso che lo stesso 29enne aveva scassinato per entrare.  Sulla grande porta a vetri che dà accesso alla ditta si notano appunto fori in uscita e un quarto rigonfiamento senza uscita di proiettile, tutti segnalati dai rilievi dei carabinieri. Secondo quanto ricostruito Pacini avrebbe sparato in direzione della porta da dove aveva udito provenire rumori e dove aver notato l'intruso nella sua azienda.




Questo è stato il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini: - "Dopo il Decreto Sicurezza, arriverà in Parlamento la nuova legge sulla Legittima Difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l'aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi".

Salvini: cambieremo leggi che tutelano delinquenti
"Non do giudizi, ma era costretto a dormire nel capannone perché aveva subito trentotto rapine. Qualunque cittadino al suo posto sarebbe arrivato allo stesso grado di esasperazione perché poi rischi ovviamente di perdere la famiglia. Ci dormiva con la moglie. Alla trentanovesima volta, se uno teme di essere aggredito e di rischiare la vita, si difende". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini, dopo aver parlato al telefono con il gommista che ha ucciso un ladro in Toscana.

"Dopo aver approvato il decreto sicurezza a inizio anno toccherà alla legittima difesa", ha garantito Salvini. "Se più di una persona di notte entra in una tua proprietà mentre tu ci dormi, hai diritto a essere spaventato e a difenderti prima di essere aggredito. Trentotto furti penso che sia una cosa fuori dal mondo. Ma io faccio il ministro e devo cambiare delle leggi che oggi non sono abbastanza a difesa dei cittadini e sono troppo tutelanti per i delinquenti", ha concluso. "Penso anche ai risarcimenti danni per i rapinatori feriti, i parenti dei rapinatori. Se uno fa il rapinatore sa che fa un lavoro pericoloso". Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha telefonato al commerciante Fredy Pacini di Monte San Savino che la notte scorsa ha ucciso un ladro di 29 anni che era entrato nella sua ditta. "Pacini non se l'è sentita di parlare con il ministro perché è troppo scosso", ha osservato l'avvocato Alessandra Cheli. Il ministro dell'Interno ha parlato con l'avvocato e con la moglie del commerciante.

Torna nella ditta, applausi e 'bravo'
Davanti ai cancelli della rivendita sono stati attaccati anche cartelli con l'hashtag 'Io sto con Fredy'. "Non ne poteva più, era preso di mira dai ladri, ormai dormiva quasi fisso in azienda anzichè nella sua casa in paese", raccontano alcuni, che dicono di conoscerlo da tantissimi anni e che sono all'esterno dell'azienda: in tutto sono una ventina i paesani presenti per esprimere solidarietà al gommista.   

Qualcuno mette in evidenza la sua dedizione al lavoro, ricordando che l'azienda era stata fondata dal padre di Pacini e con lo stesso Fredy è stata sviluppata estendendo l'attività dalle gomme al commercio e al noleggio di biciclette sportive.

Proprio un furto di biciclette del 2014 causò a Pacini un danno da 30mila euro. Al momento Fredy Pacini è stato deferito dai carabinieri all'autorità giudiziaria in stato di libertà. Secondo quanto appreso presto potrebbe essere sentito dagli investigatori per ricostruire anche con la sua versione lo svolgimento dei fatti.
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