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ITALIA

Le cure con metodo stamina al bimbo affetto da morbo di Krabbe

Infusioni al piccolo Federico, Elena Cattaneo: "Un atto abominevole"

"Bisogna garantire la dignità ai malati e la professionalità dei medici. Non possono essere i giudici del lavoro a stabilire la dignità scientifica di un trattamento che in realtà ne è privo". Così la senatrice Elena Cattaneo definisce le infusioni con metodo stamina, praticate dal vicepresidente di Stamina Foundation, Mario Andolina (indagato) al piccolo Federico agli Spedali di Brescia e autorizzate dal tribunale di Pesaro. Ad oggi, il metodo stamina non risulta efficace, secondo la comunità scientifica

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"E' un atto abominevole che un giudice definisca come una terapia, un trattamento che non lo è scientificamente. Sta succedendo qualcosa di davvero grave". Così la senatrice Elena Cattaneo - intervistata da Rai News 24 - definisce l'infusione di cellule staminali ricevuta dal piccolo Federico, bambino marchigiano affetto da morbo di Krabbe agli Spedali di Brescia. A praticare il trattamento (secondo il metodo Vannoni), il vice presidente della Stamina Foundation Mario Andolina. Il medico, indagato dalla Procura di Torino per associazione a delinquere, truffa e abuso d'ufficio, è stato nominato "commissario ad acta alle infusioni" per il piccolo Federico, dal Tribunale di Pesaro.

Una decisione che Elena Cattaneo definisce "incomprensibile, ingiusta". La senatrice afferma: "E' il momento che le istituzioni, il ministero della Giustizia, della Salute e il Csm risolvano questo scandalo: i giudici del lavoro non possono decidere sulle terapie". Cattaneo - che tra l'altro è cofondatore e direttore di UniStem, il Centro di Ricerca sulle Cellule Staminali dell'Università Statale di Milano - ricorda come la comunità scientifica "non riconosca alcuna efficacia al metodo Vannoni".

Il caso giudiziario
La ripresa della terapia - secondo il discusso metodo Stamina - è stata ordinata dal Tribunale di Pesaro. Quella di oggi è la prima infusione da marzo, dopo l'inchiesta della Procura di Torino che ha iscritto nel registro degli indagati 20 persone, tra le quali il fondatore di Stamina Davide Vannoni, e, appunto, il suo vice Andolina, oltre a cinque dipendenti degli Spedali civili di Brescia.

La motivazione del tribunale per la nomina di Andolina
 ''Ogni diversa scelta avrebbe portato, come i fatti hanno dimostrato, alla concreta
disapplicazione all'infinito dell'ordine del giudice, e ad al pregiudizio della salute del paziente''. Per questo, spiega il presidente del Tribunale di Pesaro Mario Perfetti, il collegio ha nominato Marino Andolina commissario ad acta per le infusioni con cellule staminali mesenchimali sul piccolo Federico. Al fine, dunque, di evitare che altri medici si rifiutassero di applicare infusioni, secondo il metodo stamina.

Il metodo
Non esiste alcuna pubblicazione scientifica che testimoni l'efficacia reale della cura elaborata da Davide Vannoni. Il metodo proposto da Stamina Foundation prevede la conversione di cellule staminali mesenchimali (cellule solitamente destinate alla generazione di tessuti ossei e adiposi) in neuroni, dopo una breve esposizione ad acido retinoico diluito inetanolo, e conservate in alcool miristilico. La terapia consiste nel prelievo di cellule dal midollo osseo dei pazienti, la loro manipolazione in vitro (incubazione delle cellule staminali per 2 ore in una soluzione 18 micromolare di acido retinoico), e infine la loro infusione nei pazienti stessi.
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