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SALUTE

Il dramma dei malati

Stamina, la storia di un paziente: "Sono diventato epilettico dopo la cura"

La disavventura di Carmine Vona, 55 anni: ha denunciato Vannoni per gli effetti che il metodo avrebbe provocato sulla sua salute. Indaga il pm torinese Guariniello

Nuove rivelazioni sul metodo Stamina
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Semiparalizzato per un ictus, si era affidato al metodo Stamina per tornare quello di prima. E invece da allora è costretto a prendere farmaci contro le crisi di epilessia. Quello di Carmine Vona, ambulante di 55 anni residente a Scarnafigi, in provincia di Cuneo, è il caso numero 52 nell'elenco delle denunce, una settantina in tutto, al vaglio del pm torinese Raffaele Guariniello, che indaga su Stamina e sul padre del metodo, Davide Vannoni. Come tanti altri, l'uomo racconta di essere stato convinto che l'infusione di cellule staminali lo avrebbe guarito. "Vannoni, al telefono, senza neanche mai fare una visita, mi disse che con una semplice iniezione sarei completamente guarito, perché erano passati solo sei mesi dall'ictus", racconta l'uomo, che nel 2008 si recò fino a San Marino per il trattamento. Ad accoglierlo, anziché una clinica privata, c'era però un centro estetico.

Le prime crisi
Poco dopo l'iniezione, quando era già in albergo, la prima crisi epilettica. "Sono svenuto e avevo la schiuma alla bocca, almeno così mi ha raccontato l'amico che mi aveva accompagnato", ricorda l'uomo. "A salvarmi, per fortuna, arrivò il 118, con un defibrillatore, altrimenti sarei già morto". Dopo il trattamento, ha spiegato l'uomo nella denuncia, Vannoni gli aveva chiesto di firmare una liberatoria per le conseguenze dell'infusione, ma a quel punto si rifiutò. "Negavano perfino di avere fatto il trattamento, sostenendo che si era trattato solo di un prelievo di midollo spinale". Poi la richiesta di denaro, 27mila euro, "in contanti". "Mi disse che pagando subito me la sarei cavata così - spiega - ma a quel punto pagai solo la clinica, 2.650 euro. E, dopo essermi sentito male, rifiutai anche di firmare la liberatoria". Da allora le crisi epilettiche non sono mai passate, costringendo l'ambulante a un vero e proprio calvario.

La denuncia alla magistratura
"Per prendere la patente, ad esempio, ho dovuto superare doppi scogli rispetto a prima - spiega -. Ora ci sono riuscito, ma ho fatto tantissima fatica". Di qui la decisione di rivolgersi alla magistratura e di denunciare Vannoni a Guariniello, che indaga per associazione a delinquere e truffa. Una ventina le persone iscritte nel fascicolo, fra cui lo stesso Vannoni. I collaboratori del pm devono concludere l'ultima tornata di accertamenti, che è ancora in corso. "Mi aspetto che quella gente - conclude Vona - venga condannata e anche di avere un risarcimento".
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