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ITALIA

Nella prossima udienza ascoltati dirigenti di Autostrade

Strage del bus in Irpinia, richieste pena pm: 12 anni per titolare agenzia

Ad Avellino il processo sull'incidente di 5 anni fa costato la vita a 40 persone quando un pullman precipitò dal viadotto Acqualonga dell'A16

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Nessuna attenuante per aver fatto viaggiare i passeggeri su un ammasso di lamiere e per aver tentato in ogni modo di scaricare le colpe sul fratello morto nell'incidente mentre guidava il pullman che Gennaro Lametta non ha mai fatto sottoporre a una manutenzione completa. E per queste ragioni il pm Cecilia Annecchini, che in oltre due ore di requisitoria ha ricostruito l'incidente del 28 luglio 2013 in cui persero la vita 40 persone a bordo di quel bus, ha chiesto la condanna a 12 anni di carcere per il principale imputato.

Non meno severo il giudizio su Antonietta Ceriola, la funzionaria della motorizzazione civile di Napoli che contribuì a falsificare la revisione del bus, mai passato per le officine della Motorizzazione e che non aveva neppure la documentazione in regola per potervi accedere. Per lei il pm, considerando anche che era stata già arrestata in passato per fatti analoghi, ha chiesto la condanna a 9 anni di reclusione.

Più mite la pena richiesta per l'altro funzionario della Motorizzazione, imputato assieme a Lametta e a Ceriola per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso in atto pubblico. 6 anni e 6 mesi di carcere per l'ingegnere al quale vengono riconosciute le attenuanti generiche.

Richieste che non hanno soddisfatto i parenti delle vittime, presenti in aula, che manifestano il loro dissenso spingendosi addirittura a chiedere "la sedia elettrica. Cosa sono 12 anni? La galera la facciamo noi", dicono accompagnando all'uscita alcuni degli avvocati difensori.

"Mi aspettavo una richiesta simile - dice al contrario il legale di Gennaro Lametta, l'avvocato Sergio Pisani - anche considerando come sono andati processi simili, come il caso Costa Concordia. Sono convinto però che Lametta vada assolto per le ragioni che esporrò".

Nella prossima udienza del 10 ottobre, il pm Rosario Cantelmo passerà in rassegna le posizioni dei 12 dirigenti di Autostrade per l'Italia, imputati nel processo per una serie di omissioni. E sarà una requisitoria incentrata essenzialmente sullo stato delle barriere che non impedirono al pullman di precipitare dal viadotto Acqualonga. In particolare sulle condizioni dei sistemi di ancoraggio, dei tirafondi, risultati gravemente compromessi dalla ruggine in alcuni punti. Una situazione, secondo la difesa e secondo anche il perito del tribunale Felice Giuliani, "anomala e quindi imprevedibile evoluzione del fenomeno corrosivo" quella dei tirafondi recuperati dalle barriere, progettati per durare anche oltre i new jersay stessi. Nella requisitoria di oggi, il pm Annecchini definisce quella condizione una "concausa" dell'incidente, dove le gravi condizioni del pullman sono state sicuramente determinanti. A conclusione della requisitoria il pm ha chiesto anche il dissequestro della carcassa del bus e delle barriere che ancora si trovano nella scarpata di Acqualonga.
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