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MONDO

Destituito ieri il presidente Omar al Bashir

Sudan, il nuovo potere militare promette un governo civile

"L'intenzione è di dialogare con tutte le entità politiche", ma le opposizioni rifiutano l'offerta di governo civile

Sudan (Ansa)
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Il Consiglio militare di transizione, al potere in Sudan dalla destituzione ieri del presidente Omar al Bashir, ha assicurato che intende dialogare con tutte "le entità politiche" del Paese e che il futuro governo sarà "un governo civile".

"Noi intendiamo dialogare con le entità politiche al fine di preparare l'ambiente agli scambi e alla realizzazione delle nostre aspirazioni", ha dichiarato il generale Omar Zinelabidine, membro del Consiglio militare di transizione.

Durante una conferenza stampa a Khartoum trasmessa in tv, ha inoltre assicurato che il futuro governo sarà un "governo civile".

Oppositori rifiutano offerta di governo civile
L'associazione dei professionisti sudanesi (Spa), uno dei principali organizzatori delle proteste in Sudan, ha respinto gli annunci fatti dai militari nella conferenza stampa odierna, quindi pure l'offerta di un esecutivo "civile". "Ripetiamo e ribadiamo il nostro rifiuto fermo di quello che è successo giovedì 11 aprile" e "lo facciamo seguire da un rifiuto della conferenza stampa del comitato dei sistemi di sicurezza", afferma Spa in un messaggio su Facebook.

Migliaia sfidano coprifuoco
La notte scorsa a Khartoum, migliaia di persone hanno sfidato il coprifuoco imposto dalla giunta militare, per protestare contro quest'ultima. Il coprifuoco era stato annunciato durante la giornata di ieri dall'ex vice-presidente e ministro della Difesa Awad Ibn Aouf, nel discorso televisvo in cui si è auto-proclamato a capo del governo che dovrebbe guidare la transizione dopo l'arresto del presidente Omar al-Bashir, che i manifestanti contestavano da oltre tre mesi.

L'annuncio del consiglio militare di transizione "è un tentativo del regime di assicurare la sua sopravvivenza, sacrificando Al-Bashir" si legge in una lettera indirizzata al presidente dell'Unione Africana Moussa Faki Mahamat dagli attivisti del 'Sudan Consortium' e della 'Civil Forces Assembly'. Quest'ultima è una coalizione di 78 gruppi della società civile, sindacati e personaggi pubblici sudanesi e di altri paesi africani.

"L'imposizione di un periodo di transizione di due anni guidato dall'esercito, la dissoluzione dell'assemblea nazionale, la sospensione della Costituzione del 2005, l'imposizione di uno stato di emergenza di tre mesi e l'assenza di un piano di transizione verso un governo civile dimostrano che i militari non condividono l'obiettivo dei dimostranti: un Sudan pacifico e democratico" scrivono ancora gli attivisti. E all'Ua chiedono "una risposta forte" al golpe.

Appello della Lega Araba 
Infine, la Lega Araba ha fatto un appello al dialogo e alla "saggezza in questo momento delicato" per il Sudan. "La Lega Araba non risparmierà sforzi a sostegno" del Sudan "affinché si possa raggiungere l'auspicato consenso", afferma una dichiarazione dell'organizzazione panaraba con sede al Cairo all'indomani della destituzione del presidente Omar al-Bashir.
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