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CULTURA

La storia

Le suore celestine, ultime eredi di Celestino V e prime abitanti della zona rossa dell'Aquila

Prima del terremoto del 2009 erano suore di clausura, con il sisma tutto è cambiato e hanno deciso di aprire il monastero di San Basilio, nel centro dell'Aquila. Sono le ultime eredi al mondo di Celestino V, il papa che istituì la Perdonanza che si festeggia proprio in questi giorni all'Aquila. Le abbiamo incontrate 

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di Carlotta Macerollo Sono le ultime eredi al mondo di Celestino V, il papa "del gran rifiuto" che Dante colloca nell'Inferno tra gli Ignavi. Per molti, però, Celestino fu un eroe che si spogliò del potere e inventò la Bolla del perdono concedendo l'indulgenza plenaria anche ai più poveri. Di fatto, il primo giubileo della storia che si ricorda ancora oggi con la festa della Perdonanza.

Le prime abitanti della zona rossa
Le suore Celestine del Monastero di San Basilio nel centro dell'Aquila sono anche le prime eroiche abitanti della zona rossa, vi sono rientrate l'8 maggio del 2009, un mese dopo il terremoto: in una casetta di legno, poi in un container dove vivono tuttora. "Siamo poche, siamo privilegiate - spiega la badessa, suor Margherita - la presenza di San Pietro Celestino si sente qui all'Aquila". Il monastero è di clausura ma dopo il sisma le maglie si sono allargate: le suore hanno preso coraggio e deciso di aprire le porte. "Essere una suora di clausura vuol dire vivere ritirata, nella preghiera e nel lavoro e affronta ciò che accade nella giornata con amore e offre la propria vita per la salvezza del popolo - prosegue suor Margherita - Il terremoto ci ha private di tanti locali e noi ci siamo adattate alla situazione". "Il terremoto ci ha aperto tutte le porte - sottolinea suor Germana - anche questa è volontà di Dio".

Le pantofole e la maschera di cera di Celestino V

Il saio di Celestino V


Nel monastero sono custoditi alcuni oggetti personali di Celestino, tra cui le pantofole di tessuto antico e il suo saio. "Il saio è stato scoperto quasi per caso - ci spiega Angelo De Nicola, scrittore e giornalista aquilano - è fatto di lana ed è bianco e nero, i colori dell'ordine". "Celestino è un po' in mezzo a tutto e non solo perché Dante lo collocò nel terzo canto dell'inferno come colui che 'fece il gran rifiuto', in realtà lui è un eroe, un eroe perché ha fatto del potere un servizio e di fatto si è spogliato del potere".
 
 
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