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Il caso di Mister Wikipedia e gli algoritmi social

Quello scrittore è un Bot

Programmi software per scrivere testi che sembrano prodotti da esseri umani non sono una novità. Ma adesso si viene a scoprire che uno svedese ha inventato un bot responsabile per l'8,5% di tutto quello che è stato pubblicato su Wikipedia. Mentre sui social network, al contrario, è caccia aperta ai profili falsi

di Celia Guimaraes Nel maggio scorso, ricercatori dell’Università dell’Indiana, negli Stati Uniti, hanno annunciato di aver sviluppato uno strumento che può determinare se un account Twitter è utilizzato da un essere umano o se si tratta un programma software automatizzato, noto come social bot.

Il tool, denominato BotOrNot, analizza oltre 1.000 caratteristiche della rete di amicizie dell’account, il rispettivo contenuto e informazioni sulla timeline, tutto in tempo reale. Scovare bot su Twitter o Facebook è un’attività interessante e non sono pochi gli esperti che ci hanno costruito sopra una solida reputazione.  

TwitterBot
Ad esempio il professore dello Iulm Marco Camisani Calzolari, autore di uno studio del 2012 sui (presunti) falsi follower di Beppe Grillo su Twitter. Nel suo rapporto, Camisani Calzolari afferma che “Il mercato propone follower completamente falsi, ovvero creati da bot, ovvero software ro-bot capaci di generare grandi quantità di account creati ad-hoc, che diventeranno poi follower degli acquirenti che li richiederanno. Non è possibile distinguere con assoluta certezza un falso follower da uno vero, tuttavia è possibile identificare caratteristiche e comportamenti tipici degli utenti veri e degli utenti bot”.

FaceBot
Anche su Facebook sembrano imperversare i bot, come racconta Webnews a proposito di Limited Run, una società che realizza negozi digitali per musicisti: “(…) testando il sistema di advertising di Facebook, Limited Run ha scoperto che l’80% dei click provenienti dal social network era generato dai cosiddetti web robot o bot, ovvero software che eseguono lo stesso task in modo automatico. Ipotizzando un errore negli strumenti di analisi del traffico offerti da diverse aziende, tra cui Google Analytics, l’azienda ha realizzato un proprio software per il monitoraggio delle visite sul suo sito, scoprendo che solo il 15-20% dei click proveniva da persone considerate reali”.

WikiBot
Quello che è considerato negativo sui social non lo è per Wikipedia, che ammette l’uso dei bot. Grazie ai bot, c'è almeno una wiki-celebrità in giro. Il Wall Street Journal ha intervistato Sverker Johanson, svedese detto Mister Wikipedia: sarebbe lui – o per meglio dire l’algoritmo che ha creato – a scrivere 2,1 milioni di articoli pubblicati sull’enciclopedia collettiva.

Formazione eclettica (tra linguistica, ingegneria e fisica delle particelle), Johansson, 53enne sposato con una filippina, ha prodotto in lingua svedese e filippina l’8,5% del totale degli articoli presenti su Wikipedia. Il tutto grazie ad un bot da lui inventato, denominato Ljsbot, che al top del rendimento può scrivere fino a 10 mila articoli al giorno. Basta scandagliare le banche dati e la ricerca è servita.