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POLITICA

Entro 5 giorni il verdetto del giudice

Tangenti Legnano, Fratus risponde a Gip e chiede libertà

Il vicesindaco durante l'interrogatorio ha detto di non aver agito nè per sè, nè per parenti e amici e nemmeno per il suo partito. L'Assessore alle Opere Pubbliche si è avvalsa della facoltà di non rispondere

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Ha risposto per oltre un'ora e mezza alle domande del gip Gianbattista Fratus, l'ex sindaco di Legnano, comune dell'Alto Milanese, finito ai domiciliari con l'accusa di aver pilotato due procedure per la nomina di un dirigente comunale e del direttore generale della municipalizzata Amga e indagato anche per la nomina in una partecipata comunale della figlia di Luciano Guidi, suo avversario alle elezioni comunali del 2017 che lo avrebbe ricompensato assicurandogli un pacchetto di oltre 1000 voti al ballottaggio. Secondo quanto si è appreso, il politico della Lega, accusato di turbata libertà nella scelta del contraente e di corruzione elettorale, ha risposto a tutte le domande del giudice nell'interrogatorio di garanzia. Il suo difensore, l'avvocato Maira Cacucci, ha presentato al gip richiesta di scarcerazione. Il verdetto del giudice è atteso entro 5 giorni da oggi.

Vicesindaco: "Ho agito per il bene pubblico" "
Ho agito per il bene pubblico, perché sono in carcere?". A chiederselo, stando a quanto riferito dal suo legale, è Maurizio Cozzi, il vicesindaco dimissionario di Legnano, detenuto nel carcere di Busto Arsizio con le accuse di turbativa d'asta e corruzione maturate nell'ambito dell'inchiesta 'Piazza pulita' che ha
portato anche all'arresto del sindaco leghista Gianbattista Fratus . Il difensore, Giacomo Cozzi ha spiegato che durante l'interrogatorio di garanzia, davanti all gip Piera Bossi, il suo assistito si è difeso sostenendo di non avere agito nè per sè, nè per parenti e amici e nemmeno per il suo partito, Forza Italia.

"Ha risposto alle domande - ha riferito il legale - è stato un buon interrogatorio. Dal nostro punto di vista era importantissimo fare chiarezza, fare luce e far capire ai magistrati il senso delle intercettazioni telefoniche perché magari si stava parlando di una cosa di 10 giorni prima quando le intercettazioni non erano ancora partite, perciò bisognava contestualizzare i fatti". 

L'avvocato Giacomo Cozzi ha spiegato di avere chiesto la revoca della misura cautelare "perch oggi sono state formalizzate le dimissioni da vicesindaco e, a questo punto, non c'è più la possibilità di reiterazione del reato e nemmeno dell'inquinamento probatorio. E' difficile, ora, giustificare le esigenze cautelari".

Quanto all'accusa di avere pilotato delle nomine, l'avvocato Cozzi afferma che "il problema è molto delicato perché il tema di questa indagine è: io ho il problema di mettere in posizioni apicali figure adeguate, per cui vado a cercare prima qualcuno che sono sicuro lo sia. Detto questo: verificare se c'è qualcuno disponibile prima a partecipare alla procedura, sceglierlo prima e poi fare la gara è reato o non è reato? Questo lo decideranno i magistrati con l'aiuto anche nostro".

E sottolinea che, nel caso della nomina del nuovo direttore generale della municipalizzata Amga, Cozzi, riferendosi a un possibile candidato del Pd, dice in un'intercettazione: "Che c'entra se uno è del Pd o non è del Pd. Se uno è capace...". Un'affermazione che il difensore definisce "tanta roba per un politico" perché dimostrerebbe la limpidezza dell'operato dell'ex vicesindaco "che voleva uno bravo", a prescindere dal partito.Per l'avvocato Cozzi, inoltre, alcune gare al centro dell'indagine "possono anche non essere considerate gare pubbliche ma affidamento diretti.  Bisogna vedere caso per caso se le regole sono state forzate oppure applicate in maniera corretta".

Il politico, che è "molto provato", ha ammesso davanti al gip di avere individuato delle persone prima delle procedure. "Questo è successo in due casi - riferisce l'avvocato - in cui non conosceva le persone ma conosceva i curricula. Tra l'altro non le conosce neppure la Procura perché il magistrato scrive nell'ordinanza che non sa chi è uno dei possibili candidati che è di Alessandria. Si stavano cercando figure su tutto il territorio nazionale per aiutare il comune di Legano a funzionare meglio. Non sto dicendo che questi magistrati hanno sbagliato. Questi sono signori magistrati. Non è condivisibile parlare di giustizia a orologeria e nemmeno di tangenti perché qua non ci sono tangenti. Il tema è fino a che punto l'amministratore pubblico si può spingere per cercare le migliori figure per quel posto.

Che non siano nomine pilotate lo sanno benissimo anche i magistrati. Cozzi non ha agito per sè, nè per parenti e amici, e non ha agito per il partito perché queste non sono nomine politiche. Erano interventi ai limiti delle procedure per garantire le persone migliori, questa è la verita' dei fatti". Il legale ha detto che Cozzi "è molto provato e non ha ancora avuto modo di leggere bene le accuse in una situazione difficile qual e' quella di un carcere molto affollato". 

Si è avvalsa della facoltà di non rispondere l'assessore alle Opere Pubbliche
Si è avvalsa della facoltà di non rispondere Chiara Lazzarini, assessore alle Opere Pubbliche del comune di Legnano (Milano), arrestata giovedì insieme al sindaco e al vicesindaco con accuse per corruzione e turbativa d'asta, durante il suo interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Busto Arsizio (Varese) Piera Bossi. "Le sue condizioni psicofisiche, che vanno tenute in considerazione, non le consentono di rispondere", ha dichiarato il suo avvocato Enrico De Castiglioni, al braccio della sua assistita, visibilmente provata. 
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