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POLITICA

Il gasdotto della discordia

Tap. Conte, lettera aperta ai cittadini di Melendugno roccaforte dei No Tap

Sulla Tap contro la ribellione interna al Movimento 5 Stelle torna in campo direttamente il premier Giuseppe Conte. In una lettera aperta ai cittadini di Meledugno accusa i critici di non conoscere la legge e ribadisce il rischio di risarcimenti mostruosi nel caso di fermo al progetto del Gasdotto Trans-Adriatico 

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di Tiziana Di Giovannandrea "Date la colpa a me", scrive il premier Giuseppe Conte, " i  parlamentari non c'entrano".  In una lettera aperta ai cittadini di Meledugno, roccaforte dei No Tap il Presidente del Consiglio difende il Movimento, torna in campo direttamente, ci mette la faccia e ribadisce il rischio di risarcimenti mostruosi da pagare nel caso di fermo al progetto del Gasdotto Trans-Adriatico valutando il rischio di un contenzioso perdente tra i 20 e 35 miliardi di euro. 

"Le variabili per poter quantificare l'esatto ammontare dei danni sono molteplici e alcuni dati essenziali sono nella esclusiva sfera di controllo delle società coinvolte nel progetto", ha scritto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella lettera aperta ai cittadini di Melendugno sulla questione Tap.

"E' certo però che, interrompendo il progetto Tap, lo Stato italiano verrebbe coinvolto in un contenzioso lungo e perdente, i cui costi potrebbero aggirarsi, in base a una stima prudenziale, in uno spettro compreso tra i 20 e i 35 miliardi di euro. E' per questo che nel messaggio di venerdì ho anticipato che si tratta di una esposizione che risulterebbe disastrosa, non sostenibile per le casse dello Stato, e ho ragionato di numeri che si avvicinano o addirittura superano quelli di una intera manovra economica", ha aggiunto Conte.

"Venerdì scorso vi ho comunicato una notizia che in alcuni di voi ha provocato delusione e forse anche rabbia. All'inizio dell'estate ho incontrato il sindaco di Melendugno, insieme a una delegazione della comunità locale, e ho incontrato anche una folta delegazione di parlamentari pugliesi, che da subito mi avevano rappresentato l'impegno assunto con gli elettori, nel corso della campagna elettorale, ad attivarsi per impedire la realizzazione  del progetto. E' stata la prima volta che una delegazione delle comunità locali è stata ricevuta a Palazzo Chigi e ha potuto esporre le ragioni dell'opposizione all'opera. In tale occasione sono stato molto franco e trasparente: ho rappresentato che si tratta di un'opera infrastrutturale deliberata dai governi precedenti, che ormai risultava in fase avanzata di realizzazione".

"Mi sono impegnato - continua Conte - a far riesaminare tutti i procedimenti autorizzativi e le varie deliberazioni sin qui adottate, in modo da far risaltare eventuali profili di illegittimità perché questa era l'unica strada percorribile per impedire la realizzazione del progetto. Il complesso delle verifiche effettuate non ci offre alcuna possibilità di impedire la realizzazione del progetto Tap: allo stato, non sono emerse illegittimità o irregolarità dell'iter procedurale. Gli accertamenti compiuti e gli impegni già assunti ci precludono persino una più compiuta valutazione dei costi/benefici che il progetto Tap trae con sé. Non ha senso, infatti, elencare e approfondire i benefici che l'opera apporterebbe quando i costi della sua interruzione risultano insostenibili. Su quest'ultimo punto sarò chiaro: chi sostiene che lo Stato italiano non sopporterebbe alcun costo o costi modesti non dimostra di possedere le più elementari cognizioni giuridiche".

Salvini, bruciare bandiere non è mai soluzione
"Io sono sempre stato convinto - ha detto Salvini parlando del gasdotto Tap - che far pagare meno l'energia ad imprese ed a italiani sia fondamentale. Se quell'opera farà costare di meno l'energia a milioni di italiani, quell'opera serve. Abbiamo ereditato una situazione tale per cui uscire dal quel percorso costerebbe un occhio della testa". 
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