Original qstring: utm_campaign=Brussel%20Inside&utm_medium=email&utm_source=Revue%20newsletter | /dl/rainews/articoli/tap-manifestazione-a-san-foca-m5s-dimettetevi-664f3696-c300-4e91-b830-f53a871fef51.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Nuove proteste in Puglia

Tap, manifestazione a San Foca: "M5s dimettetevi"

Le contestazioni, nel centro salentino a pochi chilometri da Lecce, sono riprese con foga venerdì sera, dopo che il premier Giuseppe Conte ha comunicato che - dopo le valutazioni del ministero dell'Ambiente, che non ha riscontrato illegittimità nell'iter autorizzativo del gasdotto - la costruzione dell'opera può continuare, perché interromperla significherebbe sottoporre l'Italia al rischio di pagare penali miliardarie

Condividi
Ieri hanno strappato le tessere elettorali e le foto che ritraevano i volti dei parlamentari del M5S eletti in Salento. Oggi le hanno bruciate. Gli attivisti No Tap sono tornati a manifestare sotto la sede della delegazione della Capitaneria di porto di San Foca, la marina di Melendugno in cui approderà il gasdotto Tap, che porterà in Europa il gas dell'Azerbaigian. La protesta, nel centro salentino a pochi chilometri da Lecce, è ricominciata con foga venerdì sera, dopo che il premier Giuseppe Conte ha comunicato che - dopo le valutazioni del ministero dell'Ambiente, che non ha riscontrato illegittimità nell'iter autorizzativo di Tap - la costruzione dell'opera può continuare, perché interromperla significherebbe sottoporre l'Italia al rischio di pagare penali miliardarie. La rabbia dei cittadini di Melendugno, degli amministratori e dei componenti dei comitati che da anni conducono una strenua battaglia contro l'infrastruttura, ha come bersaglio gli esponenti del Movimento Cinque Stelle, che nelle campagne elettorali dal 2014 al 2018 hanno sempre assicurato che, se fossero andati al governo, il gasdotto Tap sarebbe stato bloccato. 

Manifesto contro i politici 5 stelle
Per ricordare agli elettori chi sono i pentastellati che si erano impegnati in prima persona sull'argomento gasdotto, il Movimento No Tap ha quindi allestito un manifesto con le loro fotografie, a partire da quella del ministro per il Sud, Barbara Lezzi. Passando per Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio e poi Diego De Lorenzis, Soave Alemanno, Daniela Donno, Michele Nitti, Veronica Giannone, Leonardo Donno, Iunio Valerio Romano, Giuseppe L'Abbate, ovvero i parlamentari eletti in Salento. Di Battista e la Lezzi, nell'aprile 2017, tennero un comizio proprio dove oggi, nonostante la pioggia e il forte vento, si sta svolgendo la manifestazione e promisero che se il M5s fosse andato al governo avrebbe bloccato l'opera in due settimane. "Avete tradito il contratto di governo sottoscritto con i vostri elettori - è scritto nel manifesto - che prevede la partecipazione dei cittadini nelle decisioni che li riguardano e un'analisi costi/benefici sulle grandi opere. Con il vostro voltafaccia avete dimostrato di essere peggio dei vostri predecessori. Se vi resta ancora un minimo di dignità  e onestà dimettetevi".



Critiche anche ai consiglieri regionali
Duramente criticati anche i consiglieri regionali pugliesi del Movimento, dei quali viene fatta girare sui social una foto in cui l'intero gruppo esponeva dei cartelli No Tap. Del gruppo faceva parte anche Tony Trevisi, consigliere regionale che ieri ha espresso tramite un post tutta la sua delusione per il comportamento del governo Conte. Una decisa presa di distanza dalle decisioni governative è stata la deputata veneta Sara Cunial: "Quello che sta succedendo in queste ore sul fronte #Tap ci costringe a prendere una posizione chiara. Essendo evidente la mancata ottemperanza di varie prescrizioni ed essendo ormai palese l'inesistenza di un serio contratto tra lo Stato e Tap nonché delle presunte penali "insostenibili", tacere significherebbe tradire il nostro mandato elettorale, disattendere totalmente al nostro dovere di parlamentari della Repubblica italiana e, non ultimo, non riuscire più a guardarci allo specchio".

Sindaco di Melendugno: rapporto elettori-M5s incrinato, stanno perdendo
Il rapporto tra il cittadino elettore e i propri politici eletti del M5S si è incrinato in modo incredibile. Di Battista in campagna elettorale era in questa piazza e su questa panchina diceva che avrebbe chiuso Tap in quindici giorni. Ma ci vuole coraggio in politica, e non tutti lo hanno". Lo dice ai microfoni di RaiNews24 il sindaco di Meledugno, Marco Potì, comune del Salento in cui è previsto l'approdo del gasdotto trans-adriatico Tap. Potì parla da San Foca, sul Lungomare Matteotti, dove è in corso la manifestazione del movimento No Tap: "Salvini - dice - per mantenere le promesse fatte ai suoi elettori se ne frega e porta avanti le sue idee, con cui non sono d'accordo, anche quando ci sono delle vite umane a rischio. La parte gialla del governo, invece, sta perdendo tutto quello che ha guadagnato in sei anni di battaglia con i cittadini".

Il caso delle penali
La questione di penali o risarcimenti miliardari per stoppare i lavori del gasdotto Tap continuano a dividere la politica. I 5Stelle - a parte tre rappresentanti - sono compatti ad andare avanti con i lavori per portare a termine l'opera, così come i leghisti, alleati di governo. Mentre le opposizioni parlano di esecutivo che mente sulle carte e attaccano in particolare i grillini rei - secondo loro - di aver cambiato idea, provocando l'ira dei movimenti No Tap, di nuovo in piazza. 

Calenda: Di Maio deve dimettersi
L' ex ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda chiede le dimissioni di Di Maio. "E' un'opera privata! Non ci sono soldi pubblici. C'è un'autorizzazione. Quando tu chiedi di costruire poniamo una casa fai un contratto con lo Stato che prevede delle penali? No. Chiedi l'autorizzazione per costruire. E' la stessa cosa" scrive l'ex ministro.

"L’ipotetico ammontare del risarcimento era conosciuto da anni. Di Maio non poteva non saperlo. Se prometti di chiudere un’opera e non verifichi almeno in principio i costi sei un buffone. Ps se dici ho scoperto nelle carte le penali dopo le elezioni menti e ti dimetti", scrive Calenda.

Fraccaro: "Opera blindata ad arte. Lascito vecchia politica"
"Abbiamo portato avanti un'istruttoria, fatto l'analisi costi-benefici ed esaminato tutti i documenti ma l'opera è stata blindata ad arte dai partiti che hanno sottoscritto gli accordi". Così, in un'intervista al Corriere della Sera, in merito al Tap, Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, secondo cui "gli altri con quei 20 miliardi si sono assicurati che venisse realizzata anche con la loro sconfitta: è il lascito della vecchia politica. Noi daremo la massima attenzione alle comunità locali".

Salvini: fondamentale ciò che fa risparmiare gli italiani
Sulla questione Tap interviene anche l'altro vicepremier, Matteo Salvini che sottolinea: "Per famiglie e imprese italiane pagare di meno l'energia è fondamentale, quindi ben vengano opere pubbliche che aiuteranno l'Italia e gli italiani a risparmiare". 

Conte: chi dice che interruzione non costerebbe non conosce la legge
In merito alla Tap, "chi sostiene che (per il blocco dell'opera ndr) lo Stato italiano non sopporterebbe alcun costo o costi modesti non dimostra di possedere le più elementari cognizioni giuridiche". È quanto scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera aperta. "Occorre considerare che Tap è un gasdotto lungo 878 km che costituisce il tratto finale del Corridoio Sud del gas lungo circa 3.500 km", aggiunge nella lunga lettera indirizzata ai cittadini dei Comuni di Melendugno.

Nella missiva il premier Giuseppe Conte scrive inoltre: "Ho detto l'altro giorno che adesso è arrivato il momento di "metterci la faccia" e lo sto facendo io personalmente, a nome del Governo. Mi dispiace, peraltro, che i parlamentari pugliesi siano stati criticati e contestati. Sono reazioni che mi sembrano a dir poco ingenerose. Sono stato personalmente testimone dell'appassionato e infaticabile impegno che hanno profuso, in tutti questi mesi, al fine di mantenere la parola assunta con i propri elettori. Se "colpa" deve essere, attribuitela a me".

 
Condividi