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POLITICA

Il commissario di governo: "Scelta stop spetta a Parlamento"

Tav. Toninelli: "E' uno spreco di denaro", vediamo analisi costi-benefici. Foietta: "Va fatta"

"Fin dall’inizio sapevamo che avevamo posizioni differenti con il M5s su questo tema, ma credo che il M5s che fa della democrazia diretta una bandiera non potrà non essere d’accordo sul referendum” dice il Capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari

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Le posizioni tra Lega e M5s in merito alla Tav restano distanti. Qualche giorno fa Riccardo Molinari, Capogruppo alla Camera del Carroccio ha auspicato, in linea con tutto il partito: “Speriamo prevalga la politica sull’analisi dei tecnici come è avvenuto per il Terzo Valico, magari trovando nuove modalità di esecuzione ma senza mettere in discussione l’opera”. Molinari ha anche sottolineato: "Fin dall’inizio sapevamo che avevamo posizioni differenti con il M5s su questo tema, ma credo che il M5s che fa della democrazia diretta una bandiera non potrà non essere d’accordo sul referendum”.

I grillini però vanno avanti per la loro strada e con il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ribadiscono - durante un intervento tv - "Se l'analisi sarà negativa, senza alcun pregiudizio ne parleremo con la Francia e poi con la Lega. L'importante è gestire bene il portafoglio pubblico". Il ministro poi non nasconde come sulla questione Tav le posizioni siano state sempre distanti da quelle dei leghisti: il Movimento - ribadisce - "è sempre stato contro un'opera che è uno spreco in assoluto, ma per essere coerenti abbiamo fatto l'analisi costi-benefici, che è una cosa molto complessa". Analisi attesa nei prossimi giorni e che se avrà l'ok verrà "protocollata".

Foietta: "Si deve fare. Scelta stop spetta al Parlamento"
Mentre le due forze di governo cercano di trovare un punto d'intesa, il Commissario di governo per la linea Torino-Lione, Paolo Foietta va all'attacco e dice: "Si deve fare. Lo ha deciso il Parlamento e la scelta di non farla spetta al Parlamento attraverso un atto di ricusazione di un trattato internazionale ratificato il primo  marzo del 2017". Poi - a margine dell'audizione in commissione Trasporti - spiega: "Il passaggio in Parlamento è un atto obbligatorio". E aggiunge che sebbene il referendum rappresenti l'estrema ratio, "la Costituzione non prevede che un trattato internazionale sia oggetto di referendum, che potrebbe, se mai,
essere consultivo". 

Foietta inoltre  - alla domanda se avesse avuto recenti contatti con il governo - replica: "Non ho mai parlato. Ho inviato 12 lettere via pec ma non ho ottenuto nessuna risposta. Questo è gravissimo e, considerando che sono un commissario governativo e il Governo è quindi è il mio interlocutore, è paradossale ", ha detto.

Foietta infine sullo stato dell'opera rileva come: "Sul resto della Alpi si stanno facendo sette tunnel: in Svizzera tre sono già stati finiti, poi c'è quello dello Brennero e gli austriaci stanno alacremente lavorando per rinnovare tutto il sistema delle gallerie dell'800. Non capiscono perché quello che vale ai confini con l'Austria e con la Svizzera non possa valere nelle Alpi occidentali". E aggiunge: "Chiariamo una volta per tutte: la Torino-Lione non è una linea da alta velocità, ma una linea ferroviaria moderna a standard europei che è in grado di portare treni merci lunghi, pesanti, larghi e alti e che viaggeranno alla stessa velocità in cui viaggiano i treni merci. E' un favola che le merci andranno più veloci".

E non è tutto. Foietta lancia l'allarme: interrompere il tunnel costa più che finirlo. E spiega che "la cifra su cui ragioniamo" per la realizzazione della tratta Torino-Lione " è inferiore ai 15 miliardi e mai 20 milardi come sempre sostenuto" dal governo. "Oggi è di 4,7 miliardi il costo complessivo dell'opera" per realizzare l'asse ferroviario Torino-Lione per l'Italia (di cui 3 mld per la tratta transfrontaliera a cui si devono sommare 1,7 mld per la tratta su territorio nazionale), le spese già sostenute ammontano invece a 1,4 mld - spiega il Commissario -  Mancano invece le cifre ufficiali sulle spese che deve sostenere la Francia, si parla indicativamente di 3,4 miliardi. Quindi sommando tutto "la cifra su cui ragioniamo è sull'ordine di 15 miliardi", ha concluso Foietta. 
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