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ECONOMIA

Il Rapporto del Centro Economia Digitale su Ricerca e Sviluppo nel nostro Paese

Innovazione, investimenti in Italia fermi a 1,3% del Pil

Al XVIII Forum Annuale del Comitato Leonardo emerge il divario tra Italia e media Ue per quanto riguarda investimenti pubblici in ricerca e sviluppo e brevetti hi-tech: in crescita solo il settore privato. Il ministro Patuanelli: serve un rapporto più stretto tra mondo dell'impresa e mondo dell'educazione

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In Italia il livello degli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo in rapporto al Pil è inferiore a quello della media Ue a 28 Stati (da noi nel 2017 soltanto l' 1,3% contro una media europea del 2,1%). E, nello stesso periodo, il nostro Paese è molto indietro nel confronto con la Francia (2,2%) e la Germania (3%). 

Non solo: tra il 2008 e il 2017 si è registrato un incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo prevalentemente dal settore privato (in Italia come nella media Ue28), con un trend generalizzato di debolezza degli investimenti pubblici.

Anche per quanto riguarda i brevetti high-tech, emergono  debolezze strutturali del nostro Paese rispetto ai principali Paesi europei, mentre cresce  la produzione scientifica dei ricercatori italiani negli ultimi anni, con un numero di pubblicazioni per abitante pari a quella dei francesi e di poco inferiore a quella dei tedeschi, nonostante il minor contingente di ricercatori nel nostro Paese. 

E' il quadro emerso dal rapporto del Centro Economia Digitale presentato  al XVIII Forum Annuale del Comitato Leonardo che ha avuto per tema "Tech in Italy: innovazione, competitività, crescita" e organizzato all'Accademia dei Lincei, a Roma.

Patuanelli: serve relazione più forte tra impresa e educazione
"Abbiamo fatto il bando per i voucher degli innovation manager, abbiamo raccolto più di 10mila curriculum di manager dell'innovazione, attraverso i voucher finanziamo il 50% del costo fino a 40mila euro all'anno per le imprese, questo è un segnale anche di capacità delle nostre forze pensanti del Paese persone che cercano di innovare i processi produttivi", ha dichiarato il ministro Stefano Patuanelli, a margine dei lavori.

Ed ha aggiunto: "Certamente c'è la necessità di una relazione più forte tra il mondo dell'impresa ed il mondo dell'educazione. C'è lo stesso impianto educativo da troppo tempo, dobbiamo, invece, capire già da oggi quali sono filoni educativi che servono per i lavori del futuro. Non sappiamo cosa servirà fra 10-15 anni come tipologie di lavoro nel nostro Paese. È una sfida che dobbiamo vincere e abbiamo le capacità per farlo".

Boccia: i nostri competitor sono Usa e Cina
“Bisogna mettere le persone al centro della società e aziende al centro dell’economia. Molte volte ci concentriamo solo sulle critiche ma ci dimentichiamo cosa siamo e cioè la seconda manifattura d’Europa, un elemento di orgoglio. Le nostre sfide sono contro gli Stati Uniti e la Cina”, ha sottolineato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, dal palco dell’iniziativa organizzata da Leonardo.

Profumo: prima di tutto un cambiamento culturale
"Il capitale umano c'è, si deve attuare una trasformazione dall'interno dell'azienda reimpostando il modo di lavorare, sviluppando una contaminazione di un insieme di fattori. Bisogna evolvere perciò insieme alle persone, creando nuove opportunità di lavoro, facendo quadrare anche il conto economico. Noi imprenditori abbiamo una porzione di responsabilità. È necessario creare progetti di formazione, contaminando, unendo il guardare avanti alla cultura. Ci deve essere però anche, inoltre, un cambiamento culturale prima di tutto". Lo ha ricordato Alessandro Profumo, amministratore delegato di  Leonardo nel corso dell’ appuntamento annuale che riunisce Istituzioni, imprenditori e rappresentanti del mondo finanziario sulle prospettive di sviluppo per le nostre imprese, quest'anno dedicato al ruolo dell'alta tecnologia nella promozione della crescita economica italiana.

 
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