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ITALIA

Caffo: prevenire in età evolutiva con interventi di screening

Telefono azzurro: il 50,6 degli adolescenti fa uso di alcolici

Un fenomeno sottostimato, così come quello dell’uso di sostanze stupefacenti: il 13% dei ragazzi del campione dichiara di fare uso di droghe

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ll 50,6% degli adolescenti fa uso di alcolici: un dato che si attesta attorno al 31% per la fascia di età 11-14 anni e al 66,3% per la fascia 15-19 anni. E' quanto emerge dalla ricerca condotta da Telefono Azzurro che analizza questo fenomeno sempre più preoccupante.

Dall'indagine si evince come l’alcol sia una sostanza non solo diffusa ed accessibile, ma anche che viene spesso usata in modo incontrollato: la metà degli adolescenti dice di essersi ubriacato almeno una volta; il 33% almeno una volta nell’ultimo mese; il 16% tre o più volte nell’ultimo mese.

Un fenomeno ampiamente sottostimato, così come quello dell’uso di sostanze stupefacenti: il 13% dei ragazzi del campione dichiara di fare uso di droghe. Una tendenza che emerge anche nelle paure dei genitori intervistati: il 71% dichiara di avere come maggior timore l’uso di droghe da parte del figlio.

Una delle problematiche per cui si risconta un significativo aumento delle richieste di aiuto al Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, alla linea 1.96.96 o in chat su azzurro.it e al Servizio Emergenza Infanzia (114) riguarda proprio l’abuso di sostanze: sono state oltre 310 le richieste di aiuto/consulenza/emergenza in due anni. Gli adolescenti che contattano Telefono Azzurro per problemi legati all’abuso di alcol o sostanze stupefacenti riportano una situazione personale caratterizzata da altre problematiche. Non è infrequente che riportino al contempo situazioni di abuso fisico o sessuale, così come situazioni familiari caratterizzate da conflittualità elevata. A ciò si aggiunge, tra le cause, ovviamente il desiderio di sperimentazione e di sentirsi parte del gruppo dei pari.

“Le modalità di assunzione delle sostanze in adolescenza sono abbastanza stabili e possono essere predittive di un utilizzo cronico della sostanza in futuro, di mortalità e morbilità nel corso della vita - ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile -. Risultano efficaci quali strumenti di prevenzione interventi svolti in età evolutiva, focalizzati a prevenire l’esordio di comportamenti a rischio in contesti come famiglie vulnerabili, scuole e comunità; ma anche interventi di screening precoce, per rilevare pattern di comportamento pericolosi e disfunzionali e per aumentare l’attenzione verso i fattori di rischio. Occorre una decisa integrazione fra Istituzioni e Servizi al fine di garantire un lavoro in rete e percorsi condivisi”.


 
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