MONDO

Lo annuncia il presidente della commissione elettorale

Thailandia, slitta l'annuncio dei risultati delle elezioni

Le proteste dell'opposizione in alcuni quartieri di Bangkok e in nove province del sud del Paese hanno impedito il regolare svolgimento delle operazioni di voto per le elezioni anticipate convocate dalla contestata premier Yingluck Shinawatra. Il secondo turno il 23 febbraio prossimo

Seggi elettorali in Thailandia
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In Thailandia slitta "l'annuncio dei risultati complessivi delle elezioni". Lo ha fatto sapere il presidente della Commissione elettorale, Supachai Somcharoen, in un intervento alla televisione di Stato citando come causa il mancato voto in diverse circoscrizioni del Paese.

Le proteste antigovernative
Nel Paese si sono infatti concluse le votazioni per le elezioni politiche anticipate. L'ostruzionismo dei manifestanti anti-governativi ha reso impossibile il voto per molti elettori a Bangkok e nel sud. Secondo i media thailandesi, in nove province su 76 - tutte nel sud - nessun seggio è stato aperto. A Bangkok, dove gli anti-governativi hanno ostruito l'accesso ad alcuni uffici amministrativi da dove sarebbero dovute partire le schede elettorali, diversi distretti si sono visti costretti ad annullare il voto. Nella maggior parte della capitale il voto è invece andato avanti senza problemi, così come nel popoloso nord e nel nord-est del Paese.

Il 23 il secondo turno
Un secondo turno di votazioni - necessario per portare a termine il voto anticipato disdetto domenica scorsa per motivi di sicurezza - è previsto per il 23 febbraio. Altre elezioni suppletive potrebbero essere necessarie per le circoscrizioni dove la pressione dei manifestanti ha impedito la registrazione di candidati.

A prescindere dal risultato, che vede il governo di Yingluck Shinawatra ampiamente favorito specie alla luce del boicottaggio dell'opposizione, la Thailandia rischia una prolungata paralisi legislativa. E' forte anche il rischio di un annullamento del voto, dato la prevista mancanza di un quorum di deputati necessario per dare il via alla legislatura, nonché i diversi procedimenti giudiziari contro il governo già avviati. 
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