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TECH

È neutra ma oggi sta ingrandendo peggiori tendenze umane

Tim Cook: tecnologia può fare male, dipende da uso

L'Ad di Apple, Tim Cook, lancia un monito alla conferenza Ue sulla privacy. Videomessaggio di Zuckerberg: prendiamo la privacy su Facebook sul serio perché abbiamo bisogno che la gente si fidi di noi, altrimenti non ci usa

Tim Cook (Ansa)
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La tecnologia può fare progredire la società "ma allo stesso tempo può fare danni anziché aiutare”, e oggi si vede come “può in verità ingrandire le peggiori tendenze umane" o "rendere più profonde le divisioni" sino a "minare il discernimento tra quello che è vero e quello che non lo è". È il monito lanciato dall’Ad di Apple Tim Cook alla conferenza Ue sulla privacy, sottolineando che di per sé la tecnologia è neutra, "non vuole fare cose buone, non fa niente in realtà", ma quello che fa, il suo uso, "dipende da noi".

Cook: dati diventati armi, rischio sorveglianza
Oggi l'uso dei dati personali degli utenti internet è stato "reso un'arma con efficienza militare" dove tutto, "dalle nostre speranze alle nostre paure" è stato assemblato in "profili digitali" dove "le società digitali ci conoscono meglio di noi stessi", arrivando a mostrarci solo le cose che ci interessano sino a "punti di vista ormai limitati anche nelle notizie". "Questa è sorveglianza". Così l'Ad di Apple Tim Cook sottolineando che invece la mela "ha sempre avuto la privacy nel suo sangue".

Cook: a Usa serve legge come quella europea
Gli Stati Uniti devono dotarsi di una legge "organica" sulla privacy come quella europea, ha inoltre detto il numero uno di Apple. In un discorso tenuto nell'emiciclo del Parlamento europeo, Cook è intervenuto subito dopo il garante per la Privacy ue, Giovanni Buttarelli, e ha elogiato il regolamento sulla privacy messo a punto dalla Ue: "È tempo per il resto del mondo di seguire" l'esempio di Bruxelles, ha detto. "Credo che la privacy sia un diritto umano fondamentale - ha premesso Cook - e che vada protetta. Sono favorevole alla realizzazione di una legge federale negli Usa" così come avviene in Europa con il Gdpr (il regolamento sulla privacy entrato in vigore a maggio), ha continuato. Secondo il numero uno di Apple, il cui intervento è stato applaudito più volte, "c'è il rischio che le aziende che possiedono i nostri dati ci conoscano meglio di quanto noi stessi non ci conosciamo. Ma questa sorveglianza, questo accumularsi di dati personali in mano alle aziende arricchiscono solo le società che li raccolgono, questo dovrebbe destabilizzarci e farci pensare". Secondo Cook, la tecnologia "ha consentito le più grandi scoperte per i più grandi progetti comuni dell'umanità", ma la raccolta di dati personali in mano alle grandi aziende è diventato un problema. "Ora più che mai - ha concluso - dobbiamo porci una domanda fondamentale: in che tipo di mondo vogliamo vivere?".

Garante Buttarelli: democrazia dipende da privacy
“Mai prima d’ora la democrazia è stata così dipendente dall’uso nel rispetto della legge dei dati personali”, in quanto il rispetto delle regole a tutela della privacy come il Gdpr europeo “ha un impatto sull’interesse collettivo” ha sottolineato il garante europeo per la privacy Giovanni Buttarelli. “Come il presidente della Bce Mario Draghi, non sono da solo nel mio compito di ‘essere preoccupato e di far preoccupare gli altri’”, ha chiosato Buttarelli le parole pronunciate qualche tempo fa dallo stesso Draghi. “L’etica”, ha ancora sottolineato il garante ue, “viene prima della legge”, ed “è tra le sfide più strategiche di noi regolatori negli anni a venire”.

Zuckerberg: prendiamo la privacy su Facebook sul serio
Dopo lo scandalo Cambridge Analytica e alcune violazioni degli account "prendiamo molto sul serio questa responsabilità" di garantire la privacy degli utenti di Facebook. Lo ha assicurato Mark Zuckerberg in un videomessaggio alla conferenza Ue sulla privacy. "Abbiamo imparato dalle questioni a cui ci siamo trovati di fronte e stiamo costruendo un nuovo strumento" per questo, anche se "questo non aumenterà i profitti, siamo convinti che sia la cosa giusta da fare", ha detto, perché "abbiamo bisogno che la gente si fidi di noi, altrimenti la gente non ci usa".
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