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MONDO

Il giornalista ucciso a Istanbul

Riad, cinque condanne a morte per l'omicidio Khashoggi

Non incriminato Saud al-Qahtani, l'assistente del principe ereditario saudita bin Salman. Tre persone condannate a 24 anni per tentativo di insabbiamento 

Il giornalista Jamal Khashoggi (archivio)
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Cinque persone sono state condannate a morte dal Tribunale di Riad per l'omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi, avvenuto all'interno del consolato dall'Arabia Saudita a Istanbul, in Turchia, nel 2018. La Procura saudita ha anche annunciato che altre tre persone sono state condannate a 24 anni di carcere per aver cercato di ''insabbiare il crimine''. Tutti i condannati possono ricorrere in appello-

Non è stato invece incriminato Saud al-Qahtani, ritenuto l'assistente personale ed ex responsabile per la comunicazione sui social media del principe ereditario saudita, Mohamed bin Salman, ha annunciato la procura di Riad. Secondo le indagini condotte dagli esperti dell'Onu c'erano invece "prove credibili" di responsabilità individuali del principe e del suo consigliere.

Il Tribunale ha anche ritenuto non colpevole Mohammed al-Otaibi, Console generale saudita a Istanbul all'epoca dei fatti. Il diplomatico è stato rilasciato dal carcere dopo l’annuncio dei verdetti, riferisce la tv di stato.
 
Il processo a carico degli accusati è stato condotto a porte chiuse, in quasi totale segretezza e, secondo Human Rights Watch, non ha soddisfatto gli standard internazionali. Soltanto alcuni diplomatici, anche turchi, e membri della famiglia Khashoggi erano stati autorizzati ad assistere alle udienze, nove in tutto, che hanno stabilito la non intenzionalità di uccidere per i cinque condannati a morte, afferma la tv ufficiale saudita.  "Abbiamo concluso che l'omicidio di Khashoggi non era previsto", si legge nella dichiarazione della Procura. 

Non è più uscito
Quella che ha portato alla morte di Khashoggi, il cui corpo non è mai stato ritrovato, è stata definita dalla Procura saudita come una ''operazione canaglia''. Jamal Khashoggi era entrato nel Consolato del suo Paese a Istanbul la mattina del 2 ottobre 2018 per ottenere i documenti per sposarsi con la fidanzata turca, Hatice Cengiz, che era rimasta ad attenderlo fuori.

L'omicidio del giornalista saudita ha fatto scalpore in tutto il mondo e provocato la condanna unanime della comunità internazionale, comprese le Nazioni Unite, e del presidente americano Donald Trump. 

L'annuncio della condanna è stato pubblicato anche sull'account Twitter in lingua inglese del ministero degli Esteri dell'Arabia saudita



 
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