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ITALIA

Ghedini: intervengano le istituzioni

Tribunale dice 'no' alla scarcerazione. Dell'Utri: mi lascio morire, stop a cibo e cure

Numerose le reazioni dal mondo politico. C'è chi parla di accanimento, chi di pagina indegna di un Paese civile e chi sottolinea come il caso dell'ex senatore accenda i riflettori su molti casi di persone detenute con patologie che se non vengono curate adeguatamente possono morire anche in modo piuttosto rapido

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Sciopero della fame e sospensione delle terapie necessarie per curare le patologie oncologiche e cardioptatiche di cui è affetto. Stanco, provato, dopo l'ennessimo 'no' alla scarcerazione, è quanto annuncia l'ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, tramite i suoi legali. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma parla di trattamenti affrontabili "in costanza di regime detentivo" e di un quadro clinico stabile, che non ha fatto registrare peggioramenti. Il Senatore aveva incassato già parere negativo lo scorso anno, quando chiese di essere scarcerato proprio a causa delle sue precarie condizioni di salute. Dell'Utri è stato condannato a 7 anni per concorso in associazioe mafiosa.

Numerose le reazioni dal mondo politico. C'è chi parla di accanimento, chi di pagina indegna di un Paese civile e chi sottolinea come il caso dell'ex senatore accenda i riflettori su molti casi di persone detenute con patologie che se non vengono curate adeguatamente possono morire anche in modo piuttosto rapido.

Romani: contro di lui pena di morte subdola e silente
"Quella che si accanisce contro Marcello Dell'Utri non può certamente chiamarsi giustizia. Negare ad un uomo la possibilità di ricevere cure adeguate in un ambiente più umano di quello carcerario è un atto di inclemenza spropositato e vessatorio. Una pena di morte subdola e silente che non è degna di uno Stato democratico. Mi auguro che Marcello non attui il proposito di rinunciare al cibo e alle cure. Un uomo forte e coraggioso come lui deve continuare a combattere la sua battaglia per la tutela dei diritti e per una giustizia veramente giusta. Saremo al suo fianco con ogni mezzo e in ogni modo". Lo dichiara Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia.

Ghedini: intervengano le istituzioni
Molto dura la reazione di Niccolò Ghedini: " Sono da sempre convinto che sia detenuto a seguito di una sentenza ingiusta. Ma, al di là della sentenza, secondo l'articolo 27 della Costituzione le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è dato comprendere quale rieducazione vi possa essere nel trattenere in carcere non consentendogli di curarsi in ospedale, un uomo di 76 anni gravemente ammalato per un tumore e cardiopatico. Non è dato altresì comprendere quale sia l'umanità contenuta in un trattamento carcerario siffatto - prosegue - Se la Magistratura ritiene di poter così interpretare le norme, credo sia giunto il momento che la politica e le istituzioni al di là delle appartenenze, intervengano per non consentire che Marcello Dell'Utri muoia in breve tempo in carcere senza le cure adeguate". 

Cesa: stop accanimento su di lui
La sentenza del tribunale di sorveglianza nei confronti di Marcello Dell'Utri è inspiegabile e preoccupante. La condizione attuale dell'ex senatore è chiaramente incompatibile con la carcerazione prolungata: Dell'Utri è oggi un uomo vecchio e malato, dettagli assieme ai quali va considerata la pressione fisica e psicologica derivante della detenzione". Lo scrive in una nota Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc.

Parisi: pagina indegna di un Paese civile
 "È indegno per un Paese civile trattenere in carcere un detenuto  di 76 anni affetto da gravi patologie incompatibili con la detenzione. Lo è a prescindere dal nome della persona in questione, ma evidentemente per qualche magistrato l'identità del detenuto pare prevalere sul diritto alla salute". Così Massimo Parisi, vicepresidente  del gruppo Ala-Scelta civica alla Camera,

Rotondi: capro espiatorio di un clima infame
 "Dell'Utri è diventato il capro espiatorio di un clima infame che accompagna questa campagna elettorale". Così il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, commenta la decisione del Tribunale di Sorveglianza che ha rigettato la richiesta di scarcerazione.

Bernardini: vicenda dimostra condizioni detenuti
"La vicenda di Dell'Utri è rappresentativa dei tantissimi casi di detnuti in carcere che non sono curari nemmeno quando sono affetrti da patologie gravissime che se trascurate portano rapidamente alla morte". Così commenta la vicenda Rita Bernardini, membro del coordinamento di Presidenza del Partito radicale.
 
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