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MONDO

​Turchia: dieci stranieri fermati per "legami con Gulen"

​Erdogan, che nelle scorse settimane ha accusato più volte i paesi occidentali di avere giocato un ruolo nel tentativo di golpe del 15 luglio e di non aver supportato a sufficienza il governo turco facendo il gioco dei golpisti

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Il vice primo ministro turco ha annunciato che 10 cittadini stranieri sono stati fermati perché sospettati di legami con l'imam Fetullah Gulen nel tentativo di colpo di stato del 15 luglio. Almeno quattro di questi, ha aggiunto Numan Kurtulmus, sono stati formalmente arrestati in attesa di essere processati. L'esponente turco non ha specificato le nazionalità degli stranieri coinvolti. Uno dei sospetti è stato arrestato sabato dopo essere entrato illegalmente in Turchia dalla Siria, ha aggiunto il vice premier, mentre uno straniero è latitante. Kurtulmus ha quindi annunciato che il numero degli stranieri detenuti potrebbe aumentare man mano che l'inchiesta prosegue. Gulen, che vive in auto-esilio in Pennsylvania, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento con i golpisti.

Circa 18 mila persone sono state arrestate dopo il tentativo di colpo di stato, soprattutto tra i militari. Il vice premier e portavoce del governo turco Numan Kurtulmu ha ribadito che gli Stati Uniti devono cambiare posizione rispetto all'imam Fetullah Gulen, estradandolo. Ankara ritiene che sia lui, rivale politico numero uno di Erdogan, la mente del golpe del 15 luglio e chiede agli Stati Uniti, dove Gulen vive dal 1999, di estradarlo.

Ieri almeno un milione di persone in piazza ad Istanbul per Erdogan. E dopo l'oceanica manifestazione il presidente turco Recep Tayyp Erdogan vola domani a San Pietroburgo da Vladimir Putin nella sua prima visita ufficiale fuori dalla Turchia dalla drammatica notte del tentato golpe del 15 luglio. I giorni del durissimo braccio di ferro con Mosca, seguiti all'abbattimento di un cacciabombardiere russo a novembre da parte dell'aviazione di Ankara, sembrano lontani e i rapporti tra Erdogan e il Cremlino sono diventati nel corso delle settimane sempre più stretti.

Il presidente turco, intervistato oggi dall'agenzia Tass, ha definito "storica" la missione in Russia. "E' un nuovo inizio - ha detto il leader turco  - nei colloqui con il mio amico Vladimir credo che si aprirà una nuova pagina nelle relazioni bilaterali".

Erdogan ha aggiunto che le indagini sulla vicenda del cacciabombardiere russo abbattuto dall'aviazione militare turca al confine siriano che causò la morte del pilota di Mosca sono ancora aperte, ma ha ricordato che il pilota che ha abbattuto l'aereo russo si trova in carcere. "Il processo giudiziale continua", ha aggiunto. Fonti ufficiali sia turche che russe citate dal Financial Times inoltre, hanno assicurato che i colloqui per far cessare le sanzioni imposte da Mosca alla Turchia dopo l'incidente sono già iniziate e sono a buon punto. Come segno di 'disgelo' inoltre, oggi le autorità turche hanno sbloccato l'accesso al sito internet dell'agenzia russa 'Sputnik', oscurato lo scorso aprile.

Erdogan, che nelle scorse settimane ha accusato più volte i paesi occidentali di avere giocato un ruolo nel tentativo di golpe del 15 luglio e di non aver supportato a sufficienza il governo turco facendo il gioco dei golpisti, ha invece sottolineato che l'appoggio russo è stato "incondizionato e disisinteressato", mentre Unione europea e Stati Uniti non hanno risparmiato critiche ad Ankara. Subito dopo il fallimento del colpo di stato, Putin è stato il primo leader a chiamare Erdogan per esprimergli il suo appoggio, auspicando "l'immediato ristabilirsi dell'ordine costituzionale e la stabilità nel paese". "Per qualche ragione - ha aggiunto Erdogan - l'Occidente denuncia l'intenzione della Turchia di cambiare il suo carattere laico, ma non è cosi. E' sbagliato trattare la Turchia con pregiudizio. Abbiamo dimostrato la nostra sincerità e ci aspettiamo lo stesso atteggiamento dal parte della Ue".
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