MONDO

Fermato 8 giorni fa a confine con Siria, 'sta bene'

Turchia, slitta ancora il rimpatrio del reporter italiano Del Grande. La Farnesina: "Liberatelo"

Il reporter da questa sera inizia uno sciopero della fame. Appello Usigrai a Rai: la copertina di Tg e Gr per Gabriele Del Grande. Il governo italiano: "La Turchia rispetti la legge"

Gabriele Del Grande
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Non si sblocca la vicenda del fermo in Turchia di Gabriele Del Grande, il documentarista e giornalista italiano fermato 8 giorni fa durante un controllo di polizia al confine con la Siria, "in una zona del paese in cui non è consentito l'accesso". Secondo alcune fonti diplomatiche, al momento non c'è ancora una data certa per il suo rimpatrio, che dovrebbe avvenire con un provvedimento di espulsione, dopo il completamento delle relative procedure giudiziarie. Il reporter resta sotto sorveglianza in una "guest house" nella provincia sudorientale di Hatay.

L'intervento del governo italiano
La Farnesina chiede che il giornalista Gabriele Del Grande, fermato in Turchia, "sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge". "Il ministro Alfano - si legge in una nota - ha disposto l'invio a Mugla, dove Del Grande è detenuto, del console d'Italia a Smirne per rendere visita al connazionale" mentre "l'ambasciatore d'Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963". La Farnesina e l'Ambasciata d'Italia ad Ankara - si legge in una nota - stanno seguendo il caso del giornalista Gabriele Del Grande con la massima attenzione, sin dal suo inizio, in costante contatto con i familiari. Anche nella giornata di oggi sono proseguiti i contatti con la compagna di Gabriele Del Grande e con l'avvocato della famiglia. La Farnesina chiede con insistenza, fin dal primo giorno di questa vicenda, che Gabriele Del Grande possa ricevere regolare assistenza legale e consolare. Anche grazie all'azione di sensibilizzazione condotta dall'Italia fin dall'inizio della vicenda, il signor Del Grande ha potuto oggi avere un colloquio telefonico con la famiglia. Ma ciò ovviamente non basta, in quanto la Farnesina chiede che Del Grande sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge.

La telefonata ai genitori
"Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose sebbene non mi venga contestato nessun reato". A 9 giorni dal fermo in Turchia durante un controllo al confine con la Siria, sono queste le prime parole del documentarista e giornalista italiano Gabriele Del Grande, ancora trattenuto in un centro di detenzione amministrativa. "Da stasera inizio lo sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti. I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo", ha raccontato il reporter 35enne, chiamando oggi pomeriggio al telefono i familiari, "circondato da 4 poliziotti". "La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta. Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me", ha aggiunto Del Grande nel breve colloquio, spiegando di essere stato prima "tenuto in un centro di identificazione e di espulsione di Hatay", alla frontiera con la Siria, e poi "trasferito a Mugla", sulla costa egea, "sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento".

Appello Usigrai a Rai: la copertina di Tg e Gr per Gabriele Del Grande
"Nessuno può assumersi la responsabilità di far cadere nel vuoto l'appello lanciato da Gabriele Del Grande dal carcere turco dove è detenuto da quasi 10 giorni. L'Usigrai lancia un appello alla Rai: da ora fino al giorno della liberazione di Del Grande, il Servizio Pubblico dedichi a questa storia le copertine dei propri telegiornali e giornali radio". Così una nota dell'Usigrai.

Fnsi: appello a autorità Italia per liberazione Del Grande
La Federazione nazionale della stampa italiana raccoglie l'invito alla mobilitazione, arrivato direttamente dal carcere turco, di Gabriele Del Grande, che da questa sera ha deciso di iniziare uno sciopero della fame. "Come abbiamo fatto sin dal primo momento, chiediamo con ancora più forza alle autorità italiane di porre con raddoppiata energia la richiesta di liberazione di Gabriele Del Grande, fermato solo e soltanto per aver tentato di svolgere il suo mestiere. Ma evidentemente il libero esercizio del diritto di cronaca in Turchia non è più consentito, né ai giornalisti turchi, circa 150 in galera, né a chiunque altro", affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.
 
"Domani - proseguono -, in occasione del Congresso straordinario di riforma statutaria, chiederemo ai 312 delegati di aderire all'appello, di rilanciarlo in tutti i modi possibili e di illuminare sino alla sua liberazione la vicenda di Gabriele Del Grande. La Fnsi conferma, quindi, con ancora più convinzione la manifestazione organizzata per il 2 maggio, vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, nel corso della quale saranno letti i nomi dei giornalisti, turchi e non solo, attualmente in carcere in Turchia".
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