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TECH

In Italia accordo sulla privacy

​Tutti i grattacapi di Google

Fisco, copyright, antitrust sono i principali nodi che Google sta cercando di sciogliere in Europa e anche in Italia. Risolta, invece, la questione del diritto all’oblio mentre sulla privacy Mountain View ha accolto le richieste del Garante italiano

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Milano "La verifica a Google, l'ipotetico accordo sui 320 milioni e la pronta smentita arrivata questa mattina a stretto giro, rappresentano la fotografia più cruda dell'inadeguatezza della politica di fronte a un fenomeno cosi' grande e importante per il moderno sistema economico".

Cosi' Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, padre della battaglia contro l'elusione fiscale delle multinazionali del web, ha commentato la notizia, poi smentita, secondo cui il colosso americano avrebbe raggiunto un accordo col fisco italiano per 320 milioni di euro. E così oggi si è voluto fare il punto sulle questioni su cui Google e l'Europa hanno ancora una pratica aperta.

Fisco 
Dal punto di vista fiscale la vicenda di Google si inquadra in una generica richiesta da parte dell'Europa a tutte le tech companies con sede fiscale all'estero (anche Apple, Amazon, Facebook) di pagare le tasse in proporzione ai ricavi riconducibili a ciascun Paese. In Italia da parlamentari bipartisan è arrivata più volte la proposta di una 'Google Tax'.
  
Antitrust 
Sul fronte antitrust, invece, un forte segnale politico è arrivato a fine novembre dall'Europarlamento, con l’approvazione a larga maggioranza della risoluzione - che però non ha effetti operativi - contro il monopolio Usa nel digitale, du cui Google da sola ha il 90% di quota di mercato delle ricerche in rete. La risoluzione di Strasburgo propone lo smembramento delle attività del motore di ricerca dagli altri servizi commerciali.
   
Aggregatore di notizie 
Google News è un servizio che Mountain View ha chiuso in Spagna, in risposta alla nuova legge sul copyright che impone agli aggregatori di notizie nel Paese il pagamento di una tassa agli editori dei quotidiani per la riproduzione o indicizzazione dei contenuti. E poche settimane fa il commissario europeo al mercato unico digitale, Gunther Oettinger, è tornato alla carica sull'idea di tassare servizi di questo tipo.
   
Diritto all'oblio 
A fine maggio, la Corte di Giustizia europea ha obbligato Google a garantire il "diritto all'oblio" per proteggere i cittadini europei che vogliono cancellare notizie superate dal tempo, inesatte o diffamatorie dal motore di ricerca. Per farlo, l'azienda ha nominato un ‘comitato di saggi' per esaminare gli effetti della sentenza. "Il diritto all'oblio va limitato all'Unione Europea", è stato il parere degli esperti.
  
Privacy 
Per quanto riguarda la privacy, infine, Google in Italia si è adeguato alle richieste del Garante: ha dato l'ok all'adozione delle misure dell'autorità per la protezione dei dati personali. L'accordo prevede anche la possibilità per l'Autorità di effettuare presso la sede americana di Google verifiche di conformità alla disciplina italiana delle misure in via di implementazione. In base al protocollo, l'autorità potrà monitorare costantemente le modifiche che Google deve apportare ai trattamenti dei dati personali degli utenti che usufruiscono dei suoi servizi, tra cui il motore di ricerca, la posta elettronica, la diffusione di video tramite YouTube e il social network G+.
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