MONDO

La conferenza sulla sicurezza di Monaco

Ucraina, Poroshenko: "I passaporti russi provano l'aggressione". Biden: "Putin si ritiri o sanzioni"

Hollande: "Senza accordo unico scenario è la guerra". Merkel volerà a Washington: "A Kiev troppe armi". Putin da Sochi: "Non vogliamo la guerra con nessuno". Il comandante della Nato Philipp Breedlove: "Non credo che sia giusto escludere l'uso di strumenti militari". Il capo della diplomazione tedesca: in 2-3 giorni si vedrà se il piano avrà successo

Poroshenko, conferenza sicurezza Monaco
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Monaco Poroshenko sventola dei passaporti russi: "Sono la prova più grande dell'aggressione e delle presenza di truppe di Mosca sul territorio". Il j'accuse del presidente ucraino segue solo di pochi minuti l'intervento del vice presidente americano Joe Biden che, nel corso della conferenza di Monaco sulla sicurezza, lancia a Putin il suo ultimatum: "Scelga tra il ritiro dall'Ucraina e le sanzioni".

Pessimismo a Monaco
A Monaco di Baviera domina un clima di pessimismo. I primi a non nascondere le proprie perplessità sulla riuscita delle trattative sono i due mediatori Angela Merkel e Francois Hollande, volati nei giorni scorsi prima a Kiev poi a Mosca. "Se non si trova un accordo - sottolinea il presidente francese - l'unico scenario possibile è la guerra". Ipotesi quest'ultima che tutti vogliono scongiurare. Secondo il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, il successo dell'iniziativa si vedrà "nei prossimi due o tre giorni". La cancelliera tedesca Angela Merkel, che si recherà a Washington per incontrare il presidente statunitense Obama, sottolinea che a Kiev "ci sono già troppe armi". Un messaggio all'amministrazione Usa che sta valutando se armare o meno l'Ucraina. 

Putin: "Non vogliamo la guerra con nessuno"
Lo stesso presidente russo Vladimir Putin cerca di abbassare la tensione. Da Sochi, dice: "Non vogliamo la guerra con nessuno". Anzi, aggiunge, la Russia vuole "collaborare con tutti".

Poroshenko: "Su armi russe di che prove c'è bisogno?"
"Di quali prove ha bisogno il mondo per riconoscere che vengono consegnati mezzi di guerra? Vengono consegnati carri armati russi e forze armate russe" afferma invece Poroshenko sottolineando che l'Ucraina non ha mai violato il memorandum di Minsk che istituiva dal 5 settembre scorso il cessate il fuoco nelle regioni orientali. Nel Donbass, ha detto ancora il presidente ucraino "non abbiamo bisogno di nessun contingente di pace. Bisogna semplicimente chiudere le frontiere e ritirare le truppe straniere".

Biden: "Putin scelga tra il ritiro dall'Ucraina e le sanzioni"
"Il popolo ucraino ha il diritto di difendersi", è la posizione del vice presidente americano sottolineando che la difesa dei confini e della sovranità sono principi da proteggere. Poi avverte: "Putin deve decidere se uscire dall'Ucraina o pagare un prezzo caro con le sanzioni". Biden esclude la soluzione militare ma, aggiunge: "la Russia non ha diritto di fare quello che sta facendo". 

Nato: "Sbagliato escludere uso di mezzo militari"
"Non credo che sia giusto escludere l'uso di strumenti militari" dice il comandante della Nato Philipp Breedlove a Monaco, parlando a margine dei lavori della conferenza. Secondo Breedlove, la situazione nell'est dell'Ucraina "si sta deteriorando" ed è "preoccupante".  

Hollande: "Senza accordo unico scenario è la guerra"
Duro l'intervento anche del presidente francese: "Se non si trova un accordo di pace duraturo sull'Ucraina noi sappiamo che l'unico scenario non può che essere la guerra". Il piano in discussione è infatti "una delle ultime possibilità" per la pace.

Merkel: "Incerto il risultato dei colloqui"
"Dopo i colloqui di ieri posso dire che è incerto che questi abbiano avuto successo, ma ha certamente avuto valore il tentativo", ha dichiarato Angela Merkel dopo il vertice di venerdì al Cremlino con il presidente russo Putin e quello francese Hollande. "Il mio sforzo e quello del presidente Hollande sono sinceri e seri, meritano di avere una possibilità" ha detto ribadendo che la crisi ucraina "non può essere risolta con la forza, con una soluzione militare" ma la "Russia deve fare la sua parte", vale a dire rispettare gli accordi di Minsk.

Lavrov: "Negoziati continuano. Russia rispetterà accordi Minsk"  
Ottimista invece il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov per il quale ci sarebbero "buoni presupposti per una soluzione al conflitto". La Russia, spiega il capo della diplomazia di Mosca "sarà fra le parti che garantiranno la realizzazione di Minsk", pur sottolineando che "si può solo realizzare ciò che è stato raggiunto". 
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