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Referendum? "Rispetto il voto, ma servono riforme"

Ue, Moscovici: deficit Italia al 2,4%? "Non è la cifra che pensiamo". Padoan replica

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Il Commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici prende le distanze dall'ipotesi che il punto d'incontro concordato con l'Italia per il rapporto deficit/Pil per il 2017 possa essere pari al 2,4%. "Non è la cifra che abbiamo in mente", dice nel corso di un'intervista a Class CNBC. Moscovici segnala che le trattative con Roma sono ancora in corso "con uno spirito costruttivo e positivo" sottolineando che il deficit "va ridotto a un livello appropriato".

Un rapporto deficit/Pil pari al 2,4% per il 2017 sarebbe accettabile per la Commissione? "Non intendo entrare sulle cifre - ha risposto Moscovici - ma queste non sono le cifre che abbiamo in mente a questo punto e il governo italiano lo sa bene. Non penso nemmeno che questa sia la cifra che alla fine raggiungeremo: di nuovo, questo è lo scopo delle discussioni che stiamo avendo".

"Stiamo discutendo con il Governo italiano - ha aggiunto - con uno spirito costruttivo e positivo. Ma anche con uno spirito serio, perchè ci sono regole che devono essere rispettate da tutti gli attori. L'Italia è un partner forte in Europa e questo significa anche mostrare che un Paese voglia dare un esempio".

Strettamente connessa alla riduzione del deficit c'è l'esigenza di tornare a far scendere il debito pubblico italiano. "Certamente - commenta il Commissario Ue - il debito pubblico è veramente troppo alto, circa il 130% (del PIl, ndr) e dev'essere ridotto. Ecco perchè sono necessarie politiche di bilancio solide ed ecco perchè stiamo avendo un dialogo forte, positivo, costruttivo con il governo italiano allo scopo di correggere le finanze pubbliche al giusto livello. Dobbiamo proseguire nella riduzione del deficit, non perchè abbiamo una cifra in mente, ma perchè c'è la necessità di ridurre progressivamente il fardello del debito che sta pesando sul futuro delle giovani generazioni in Italia e  riduce anche la possibilità di sviluppare politiche pubbliche che siano forti e positive per l'economia".

In quest'ottica Moscovici tiene anche precisare il senso delle sue affermazioni sulla flessibilità possibile anche sulle spese sostenute per l'accoglienza dei migranti e per il terremoto. "Non è una questione di semaforo verde (da parte dellaCommissione Ue, ndr). L'Italia è una delle principali economie dell'Eurozona e uno dei principali partner e membro fondatore e vogliamo un'Italia forte, al cuore dell'Europa. Abbiamo come sempre bisogno dell'Italia come sempre alla testa del convoglio europeo e non consegnata a forze populiste o contrarie all'Europa o all'Euro". 

E sul tema referendum Moscovici dice: "Sta agli italiani fare la loro scelta", "noi diciamo" che "in Italia c'è bisogno di forti riforme, che dipendendo dalla struttura dell'economia e del sistema giudiziario, e dal contesto normativo perché quando le istituzioni funzionano bene il sistema funziona bene". "Rispettiamo il voto" aggiunge moscovici. "Sta agli italiani dire dove sono i loro interessi".

Padoan: da Moscovici grande collaborazione
Un "atteggiamento di grande collaborazione". Così il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan descrive la posizione del commissario europeo agli Affari Economici, Pierre Moscovici, con il quale Padoan ha avuto oggi un incontro bilaterale.

"Deficit al 2,4% eventuale, è richiesta al Parlamento"
''Il governo nella Nota di Aggiornamento al Def ha posto il deficit al 2%, poi ha chiesto l'autorizzazione al Parlamento per salire eventualmente al 2,4% per coprire le risorse necessarie'' per la crisi dei migranti e il terremoto, ha poi affermato Padoan, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle parole del commissario europeo agli affari Economici Pierre Moscovici, secondo il quale il 2,4% "non è il numero che avevamo in mente".E poi: ''Non cambio idea sulle previsioni programmatiche per il 2017, anzi le confermo'', sottolineando che martedì in audizione porterà le prove che "suffragheranno" i numeri. "Non è compito nostro sostenere la reputazione dell'Upb", ha detto rispondendo ad una domanda sui rapporti fra Governo e Ufficio Parlamentare di Bilancio dopo le divergenze sulle previsioni nella nota di aggiornamento al Def.
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