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ITALIA

Sepolti solo pochi italiani illustri: Gramsci, Gadda

L'ultimo saluto ad Andrea Camilleri: sepolto al cimitero acattolico di Roma

Lo scrittore si è spento ieri mattina all'ospedale Santo Spirito di Roma

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Un tappeto di fiori, ma soprattutto tanti messaggi scritti per esprimere quel dolore e quella vicinanza che si mostrano quando a mancare è una persona di famiglia: sulla tomba di Andrea Camilleri, sotto l'Angelo della Resurrezione nel Cimitero Acattolico di Roma, c'è il segno delgrande affetto popolare che circondava la figura del grande scrittore. Centinaia le persone silenziose e alcune con un fiore in mano, fatte entrare a scaglioni, che già prima delle 15 sono giunte a dare l'ultimo saluto allo scrittore morto ieri all'Ospedale Santo Spirito. Nel lungo fiume di gente presente al cimitero anche personaggi delle istituzioni, tra cui il ministro Alberto Bonisoli, la parlamentare Laura Boldrini e il vicesindaco Luca Bergamo.

L'addio a Camilleri, presso il Cimitero per gli stranieri a Testaccio era stato annunciato dalla Asl Roma 1 che aveva trasmesso anche un messaggio da parte della famiglia Camilleri:

"Mi piacerebbe che ci rincontrassimo tutti quanti, qui, in una sera come questa, tra cento anni!. È con queste parole, che concludevano la sua 'Conversazione su Tiresia', che la famiglia di Andrea Camilleri e le persone a lui care vogliono salutare e ringraziare tutti i suoi lettori e tutti i suoi amici di avergli voluto così bene. La moglie, le figlie, i familiari di Andrea Camilleri ringraziano il dottor Roberto Ricci, il dottor Mario Bosco, i medici, gli infermieri e tutto il personale del reparto di Anestesia e Rianimazione e dell'intero ospedale Santo Spirito di Roma per la grande professionalità e il profondo affetto che hanno dimostrato nei confronti del loro caro". 

La famiglia di Camilleri ha dato l'ultimo saluto al grande scrittore questa mattina nella cappella del Cimitero Acattolico in una cerimonia privatissima. Presenti la moglie e le tre figlie, le nipoti e i familiari più stretti. "Sarà una sepoltura definitiva", ha detto all'Ansa il direttore del Cimitero Acattolico Amanda Thursfield, "il Maestro era legato a questo posto, lo ha visitato più volte". Camilleri è stato sepolto sotto l'Angelo della Resurrezione, all'ombra di un enorme pino secolare.

Il cimitero acattolico di Roma, conosciuto come 'il cimitero degli inglesi' per il suo stile anglosassone e la presenza dei poeti romantici John Keats e Percy Shelley, è uno dei cimiteri più suggestivi, frequentato da migliaia di turisti ogni anno. La maggior parte delle persone sepolte dal 1716 in poi sono stranieri, di diversi Paesi e confessioni religiose. Per lo spazio esiguo a disposizione solo eccezionalmente viene concessa la sepoltura a italiani illustri. Tra loro ci sono Antonio Gramsci, il poeta Dario Bellezza, e gli scrittori Carlo Emilio Gadda e Luce D'Eramo.

Settant'anni di carriera
Camilleri è stato per decenni regista teatrale e sceneggiatore, nonché funzionario Rai, poi il boom da romanziere a 60 anni: cento libri, 27 su Montalbano, un fenomeno da 31 milioni di copie.

Nel 1949 entra nell'Accademia di Arte drammatica Silvio d'Amico di Roma e realizza diverse opere, ispirandosi a Pirandello. Sono gli anni in cui conosce la moglie Rosetta, dalla quale avrà tre figlie. "Rosetta è stata la spina dorsale della mia esistenza" ha dichiarato più volte Camilleri.

Nel 1957 il debutto in Rai, mentre negli anni Settanta ottiene il ruolo di insegnante di regia all'Accademia di Arte drammatica. La passione per la scrittura, però, lo porta a pubblicare, nel 1987, 'Il corso delle cose', con cui ottiene un discreto riscontro di pubblico. Poi arriverà il vero e grande successo con il commissario Montalbano.

Nelle ultime interviste Camilleri ha dichiarato: "Ho avuto una vita fortunata. Non ho rimpianti e non ho paura di niente, neanche della morte". A Roma stava preparando uno spettacolo che si sarebbe dovuto tenere il 15 luglio alle Terme di Caracalla, dove avrebbe raccontato la sua Autodifesa di Caino. "Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio 'cunto', passare tra il pubblico con la coppola in mano".
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