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POLITICA

Voto alla Camera

Unioni civili, il governo incassa la fiducia della Camera con 369 sì e 193 no

Voto finale sul provvedimento atteso in serata. La Camera vota la fiducia al governo sulle unioni civili: 369 voti a favore, 193 contrari e due astenuti

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L'aula della Camera ha approvato la fiducia posta dal governo sul disegno di legge Unioni civili con 369 sì, 193 no e 2 astenuti. L'assemblea ora sta discutendo gli ordini del giorno. A seguire il voto sul provvedimento che dovrebbe arrivare in serata.

Su Facebook Renzi: "Giorno di festa"
"È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi. Per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta più nella pelle. È un giorno di festa per tanti, oggi".

"In queste ore decisive - aggiunge - tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia (Ballini, consigliera regionale toscana scomparsa nel 2011, ndr). E questo mi basta  Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama".

"Scriviamo un'altra pagina importante dell'Italia che vogliamo. Lo facciamo - spiega il premier - mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti. Lo facciamo con umiltà e coraggio. Ma lo facciamo adesso perché in Italia non è più possibile continuare a rinviare tutto".

Il premier è poi tornato sul tema: "Oggi è un giorno di festa, l'Italia fa un passo avanti, è un giorno molto atteso, certo ci sono le polemiche di chi voleva di più e di chi voleva di meno, rimpianti e amarezze ma noi sentiamo, in sms e mail, una gioia molto forte e diffusa", commentando l'imminente via libera alle unioni civili. "L'atteggiamento di una parte del mondo cattolico era atteso, trovo un po' fuori luogo le dichiarazioni di chi collega questo fatto al referendum costituzionale", ha aggiunto Renzi. E poi: "Un sindaco non può dire di fronte a una legge 'io non la applico'. Qualsiasi cittadino si ferma davanti alla legge. Se Bitonci non vorrà celebrare le unioni civili, lo farà qualcun altro al posto suo, perché il Comune non può rifiutarsi". "Esiste lo spazio per ragionare di adozioni gay? Dobbiamo essere molto franchi tra di noi, credo che sarebbe opportuno guardarci negli occhi. Non so se ci sono le condizioni in Parlamento". 

Il voto alla Camera
La decisione di votare la fiducia ieri aveva scatenato le critiche delle opposizioni, ma anche nel gruppo misto e nella maggioranza dei mal di mancia sul provvedimento. Ad astenersi sono stati infatti due deputati del gruppo misto: Vincenza Labriola e Rudi Franco Marguerettaz, e come avevano annunciato, hanno votato contro la fiducia due deputati di maggioranza: Alessandro Pagano di Ap e Mario Sberna di Ds-Cd.

Michele Meta: "Premiata la perseveranza del Pd"
"Le battaglie costano fatica e tempo, ma la fiducia della Camera al governo per la legge sulle unioni civili è la vittoria della perseveranza di un partito, come il Pd, che ha la propria stella polare nei diritti e che non ha paura di confrontarsi al proprio interno, per trovare una sintesi". Lo ha dichiarato Michele Meta, presidente della commissione Trasporti della Camera.

Forza Italia: "Governo con Ala, Renzi vada al Colle"
 "Ala vota fiducia a governo. Matteo Renzi salga a Colle, spieghi a Mattarella mutati assetti maggioranza e poi chieda nuova fiducia a Camere", scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.

Salvini: sindaci Lega disobbedite
"Sindaci della Lega disobbedite": è questo l'invito lanciato dal segretario del Carroccio Matteo Salvini a proposito delle Unioni civili, ai sindaci leghisti. "E' una legge sbagliata - ha detto Salvini -, anticamera delle adozioni gay".

Opposizione verso il referendum
Domani, presso la sala stampa della Camera, i parlamentari Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, terranno una conferenza stampa "per presentare iniziative per l'indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili".
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