CULTURA

11 mostre digitali, tour in realtà virtuale e mille immagini disponibili online

La Valle dei Templi di Agrigento da oggi online sul Google Cultural Institute

Una collaborazione tra l'ente Parco di Agrigento, il ministero dei Beni culturali e Google permetterà la fruizione su internet delle zone archeologiche dell'antica Akragas, città fondata dai greci nella Sicilia occidentale nel 580 avanti Cristo

Tempio della Concordia (Street View)
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È stata annunciata oggi a Roma presso il Salone del Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo la collaborazione tra il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e Google, all’interno della tavola rotonda “ABCD archeologia Beni culturali e digitale” con l’intervento d’apertura da parte di Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del Mibact, e moderata da Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali e Paesaggistici del Mibact.

Giuseppe Parello, Direttore del Parco Valle dei Templi e Giorgia Abeltino, Direttore Public Policy del Google Cultural Institute hanno presentato il progetto che porta sulla piattaforma del Google Cultural Institute il patrimonio storico e culturale della Valle dei Templi. Il progetto, realizzato grazie alle tecnologie avanzate sviluppate da Google, ha l’obiettivo di ampliare la possibilità di avvicinarsi e scoprire l’eredità senza tempo dell’antica colonia greca di Agrigento, Patrimonio dell’UNESCO dal 1997. Visitando g.co/valledeitempli gli utenti di ogni parte del mondo potranno camminare virtualmente per gli oltre 1.300 ettari del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi di Agrigento attraverso 4 percorsi di visita virtuale e migliaia di immagini Street View.

Sarà inoltre possibile scoprire usi e costumi della vita nella antica città di Akragas attraverso 11 mostre digitali, disponibili sia in italiano sia in inglese, con oltre 1.000 immagini e foto d’archivio. Le mostre sono dedicate alla Valle dei Templi, a "Dei e Culti", ai templi Dorici, al tempio di Zeus, allo sport ed al ginnasio, ad "Abitare ad Agrigentum", all'Agrigento paleocristiana, al paesaggio culturale, al giardino della Kolymbethra, al museo vivente del mandorlo e ad un grand tour del parco.


Inoltre, grazie a Google Cardboard, un semplice visore per realtà virtuale, e all’app Arts & Culture del Cultural Institute per IOS ed Android sarà possibile accedere a due tour in realtà virtuale all’interno del sito archeologico. I tour permettono di esplorare virtualmente i luoghi simbolo della Valle dei Templi, come i templi di Zeus, di Giunone, e la Necropoli Paleocristiana.

Giuseppe Parello, direttore del parco archeologico di Agrigento ha dichiarato: “Abbiamo voluto, con il progetto nato dalla collaborazione tra noi ed il Google cultural institute, non soltanto mettere a disposizione di un pubblico potenzialmente universale numerosissime belle immagini della Valle, ma anche offrire la possibilità di una fruizione virtuale consapevole e scientificamente controllata dell’importantissimo patrimonio archeologico ed ambientale del Parco. Siamo certi d’altronde che le mostre digitali costituiranno un potente incentivo a passare dal virtual tour alla visita dal vero, che rimane comunque un’esperienza culturale ed emotiva unica”.

Per Giorgia Abeltino, Google ha messo a disposizione la sua tecnologia per portare online e promuovere al meglio un luogo millenario come la Valle dei Templi di Agrigento. "Abbiamo creato il Google cultural institute oltre 5 anni fa con l’obiettivo di preservare e rendere accessibile a tutti il patrimonio culturale mondiale, grazie alle più avanzate tecnologie. Confidiamo che questo progetto possa ispirare visitatori di ogni parte del mondo a visitare quest’eccellenza e rendere fruibili agli appassionati dettagli e curiosità sull'antica colonia di Akragas attraverso mostre digitali e visite virtuali anche alle aree meno note del sito".

Il Google cultural institute si occupa di sviluppare tecnologia con l’obiettivo di promuovere e preservare la cultura online. Tutti i suoi progetti sono frutto di collaborazioni strette con importanti partner italiani e internazionali: musei, fondazioni, siti di interesse culturale, archivi e altre istituzioni che gestiscono i contenuti di cui sono proprietari all’interno delle piattaforme tecnologiche online.
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