POLITICA

Venezia, il 22 ottobre si vota il referendum sulla separazione da Mestre?

Insieme alla consultazione sull'autonomia regionale

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Al netto del ricorso al Tar presentato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il referendum per la separazione tra Venezia e Mestre con la conseguente creazione di due diversi Comuni si potrebbe tenere il 22 ottobre, in election day con la consultazione regionale sull'autonomia del Veneto. Lo ha stabilito oggi il Consiglio regionale veneto, con 33 voti a favore e un solo voto contrario, quello di Pietro Dalla Libera di Veneto Civico.

Si è iniziato con un'animata discussione in cui gli esponenti di Partito democratico e Mdp si sono opposti alla decisione, spiegando che Venezia non è un semplice Comune ma una Città metropolitana e quindi la sua separazione crea problemi perché "bisogna decidere prima se in caso di separazione la sede della Città metropolitana rimarrà a Mestre o a Venezia". Inoltre, la decisione "non riguarda solo gli abitanti del Comune di Venezia ma quelli di tutta la Città metropolitana", senza contare che "l'impatto sull'immagine di Venezia nel mondo sarebbe sbagliato, perché qui sappiamo di cosa si parla ma negli altri Paesi si immagineranno Venezia che si spacca in due".

Poi tutti i consiglieri, tranne Dalla Libera, hanno infine votato a favore, in modo da evitare le spese aggiuntive che deriverebbero dall'organizzare il referendum in un momento diverso da quello regionale sull'autonomia.

Se la consultazione si farà o meno, però non è ancora chiaro, in quanto la sentenza del Tar incombe come una spada di Damocle. E il rischio, afferma la consigliera democratica Francesca Zottis, è che "si vada incontro al danno erariale se si investono soldi pubblici nella consultazione e poi il Tar dice che non si può fare".

Sarebbe quindi stato meglio aspettare la sentenza, anche se questo avrebbe probabilmente voluto dire perdere l'occasione di un election day. Anche perché c'è il rischio di "illudere i cittadini".

In passato si sono svolti altri quattro referendum sulla separazione, a partire dal 1979: nei primi tre casi ha vinto il "no", mentre nell'ultima consultazione non si è raggiunto il quorum.
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